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martedì 20 marzo 2018

BENVENUTI NELLA PALUDE PARLAMENTARE.

Francamente sono molto disgustato dal panorama politico attuale.
Non ho certamente votato centrodestra per ritrovarmi alleato con il partito di Di Maio, Di Battista e la Raggi, o per sorbirmi un governissimo di scopo, il tutto a tutela della poltrona parlamentare, giacche' qualsiasi governo non durerebbe solo il tempo di una nuova legge elettorale, ma quello necessario per farne maturare interessi e privilegi pensionistici. E capisco ancor meglio il motivo per il quale tante persone siano state tagliate improvvisamente dalle candidature, compreso me, che non voterei mai a favore di queste 'devianze' della politica. Il tutto è d'altronde la conseguenza di una legge elettorale con la quale i partiti che l'hanno votata, se la sono cantata e suonata in ordine a candidature e alleanze, per regolare conti interni e assestare equilibri. Mi spiace solo che si stia offrendo questo demoralizzante spettacolo a un popolo che comunque stavolta al voto c'è andato. Comunque il mio dovere l'ho fatto e nessuno mi può accusare di disfattismo o di sabotaggio: pago solo io la mia attuale crisi di rigetto.
Che fare ora? Non lo so, non è un problema mio e non vedrei che un ritorno alle urne con il rischio pero' di un ulteriore stallo.
Questo è solo un outing a motivare il mio silenzio disgustato di questi giorni: so benissimo che fare politica non possa consistere solo nel lamentarsi col mondo e sfogarsi sui social. Infatti nel frattempo lavoro sul territorio e oggi presenterò due interrogazioni e una petizione al sindaco a tutela dei mercati rionali.


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giovedì 19 febbraio 2015

VENEZIANI: Alleanza Nazionale "non ha lasciato segni nella storia italiana".

Marcello Veneziani su An: "quel partito è ormai scomparso dalla storia del Paese". E su Berlusconi:"La destra di Berlusconi ormai è una coalizione intorno a un leader, una struttura monarchica". 

"Dell’esperienza di An non c’è più traccia", afferma Marcello Veneziani: quel partito è ormai scomparso dalla storia del nostro Paese.
Marcello Veneziani, dell’idea che, vent'anni fa, portò la destra al governo, cosa resta oggi?
"Quell'idea, quelle condizioni quelle passioni e quei valori esistono allo stato diffuso, quello che non esiste più e che non ha lasciato traccia è l’idea di una destra politica. È passata via come acqua che scorre, non ha lasciato alcun tipo di impronta, negli anni in cui è stata al governo, in Parlamento: nulla di significativo che possa dire: qui è passata la destra".
E i valori?
"Quelle convinzioni, che alimentavano la maggioranza silenziosa del Paese, quella cospicua fetta di italiani che si riconoscevano in quei valori tradizionali, comunitari, quelli, credono, che restino ancora. Non hanno espressione politica né nessuno che li rappresenti, ma esistono".
La differenza tra il Msi e An?
"La differenza fu essenziale, il Msi fu un partito di testimonianza che mirava a tenere unita una comunità ed un partito in una posizione che si sapeva essere ininfluente. Aveva la nobiltà e la sterilità della testimonianza. An fa il percorso opposto: nasce come forza in funzione di una coalizione che va al governo e che poi vince, rientra ampiamente nella dimensione politica, ma poi non lascia tracce, la sua esperienza complessiva è negativa. Il bilancio che si fa porta a dire paradossalmente che era meglio la destra di pura testimonianza".
Quante volte è cambiata la destra?
"La destra ha sempre avuto una pluralità di anime: c’era anche, ad esempio, nel Msi, un’anima che era filoisraeliana, filoccidentale e un’altra anima che invece tendeva più a riconoscere le ragioni dei palestinesi, a concepire l’Europa in antitesi o almeno non subordinata all’America e all’Occidente. Ci sono sempre state pluralità di espressioni. Le stesse cose sono continuate dopo in An, Non c’è un piano progressivo da una destra chiusa, dura e pura, a una destra, invece, libera e felice".
E la destra che c’è oggi?
"La destra di oggi, lo sostengo da tempo, esiste come opinione pubblica, come convinzione di molti, ma non c’è altro. Oggi i due soggetti che vagamente la interpretano sono la Lega di Salvini, o meglio, Salvini più che la Lega, che la interpreta con i tratti duri, radicali, di un lepenismo alla lombarda, non direi nemmeno all’italiana. Dall’altra parte Giorgia Meloni che ha sicuramente un linguaggio molto vicino alla destra e alle sue componenti storiche, ma che rappresenta un piccolo partito che ha anche difficoltà ad esprimere una classe dirigente. Queste sono le destre superstiti".
E Berlusconi?
"La destra di Berlusconi ormai è una coalizione intorno a un leader, è una struttura monarchica, legata al suo rapporto fiduciario nei confronti del capo e il capo un giorno è liberale, un altro è populista, e un giorno cura, come è comprensibile, i suoi interessi, non si può definire stricto sensu un’espressione di una destra".
Perché Salvini ha successo?
"Il suo successo si spiega da una parte con il cedimento di Berlusconi che, per quanto abbia contestato questi tre anni e mezzo in cui è stato all'opposizione ha sostenuto il governo Monti, il governo Letta, in una prima fase, ha fatto il patto del Nazareno, ha rivotato Napolitano... questo ha creato il desiderio di una destra che fosse di opposizione e non di appoggio. A questo si aggiungono i temi, che sono quelli della Le Pen in Francia, e che Salvini ha cavalcato benissimo in Italia: l’identità italiana, le radici cristiane, l’allarme immigrazione, contestazione dell’euro e della tecnocrazia che è alle sue spalle, tutto un frasario reso anche televisivamente in modo diretto, semplice".

A. A. - Fonte: IL TEMPO

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mercoledì 18 febbraio 2015

Europa: Riva Destra ha la vista lunga !

L'Isis si prepara a prendersi la Tunisia. Complimenti sempre agli idioti italiani che inneggiavano alla Primavera araba. 
Riva Destra il 16 febbraio del 2011 era sotto la sede del Parlamento europeo a Roma, con la pioggia e due striscioni: 
"Aridatece Ben Alì, Mubarak e Gheddafi" 
e "Clandestini fuori da confini". 


domenica 13 ottobre 2013

UNA RIFLESSIONE AD ALTA VOCE

Silvio Berlusconi ha dichiarato che in questo momento per lui la cosa più importante è l'unità del PDL. Questo ha comportato il voto di fiducia al Governo Letta. Io invece penso che la cosa più importante sia il BENE DI POPOLO E NAZIONE. Se la legittima, dal suo punto di vista, preoccupazione del Cavaliere non coincide con quella di milioni di Italiani allora è bene guardarsi intorno per cercare uno Strumento Politico (Partito) in grado di farsi carico dei nostri problemi come cittadini e non di quelli giudiziari di Berlusconi o finanziari delle Aziende di Arcore (sempre legittimi dal punto di vista del Cavaliere). Però il panorama che il guardarsi intorno offre è desolante. A destra del PDL c'è quel che tutti vediamo. Adesso che la Destra Italiana avrebbe un grande ruolo da ricoprire in termini di Liberazione dalle Euro-Catene e di Riscatto della Sovranità di POPOLO E NAZIONE sappiamo bene tutti che quel Partito non c'è. Alcuni hanno aperto una Officina nel tentativo di accreditarsi come Eredi in vista dell'ormai prossima estinzione politica del Cavaliere offrendo asilo a profughi come Tremonti, Alemanno, Giannino e Allam. Ma questa non è Destra, ma Centrodestra (e lo sottolineano con vigore offendendosi se qualcuno li definisce in modo sbagliato). Quindi? C'è chi, giustamente, sottolinea le responsabilità di una intera classe dirigente di Alleanza Nazionale nella distruzione della Destra Italiana. Sono d'accordo. Ma Qualcuno duemila anni fa diceva: "chi è senza peccato scagli la prima pietra". Vogliamo continuare ad insultarci sul tema "la mia destra è migliore della tua" oppure "il mio movimento è più anti-casta del tuo"? E' quindi auspicabile una Federazione dei Movimenti di Base che vogliono Rifondare la Destra Italiana. Ma poi cosa accade? Come si fa a farsi ascoltare dagli Italiani? Di Grillo ce n'è uno solo e non ci piace. Che si fa? Gli Italiani fanno i conti adesso con le loro tasche vuote. Adesso hanno bisogno di gente che in Parlamento alzi la voce o che vada in televisione indicando la strada per spezzare le catene. Per fare politica servono i mezzi finanziari ed è da escludere l'andare a bussare ad Arcore. Occorre ricostruire una Destra Italiana economicamente indipendente dal Cavaliere. E tutti sappiamo dove è l'unico Patrimonio Economico che garantirebbe questa indipendenza. Non possiamo rimanere bloccati alle divisioni del 1995. Dobbiamo riconquistare quei milioni di Italiani che allora guardavano con fiducia a Destra. Lo esige il Bene della Nazione. La Centralità Politica per ricostruire la Destra Italiana non passa per Arcore o per l'Officina della Meloni. Serve una Federazione di Partiti e Movimenti di Base in grado di essere "economicamente autosufficienti" e "politicamente riconoscibili nel simbolo" (da subito) da quei milioni di Italiani sia delusi da Berlusconi sia da sempre lontani dal berlusconismo. Privilegiamo quel che unisce perché l'Italia sta morendo ORA! 

di Aldo Atti

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domenica 23 dicembre 2012

Vogliamo FABIO SABBATANI SCHIUMA in Parlamento!

Sta rivalutando la categoria dei Politici al Comune di Roma, è la persona giusta per far entrare una folata di Onestà e Impegno alla Camera ! 
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