Tracciare la Rotta

Riva Destra nasce nel lontano 1993, come storico primo circolo di Alleanza Nazionale. Il nostro è stato da subito, un tentativo di contribuire a rafforzare l'area intorno al partito. 
In quella che all'epoca ci sembrò una doverosa evoluzione del Movimento Sociale Italiano. Purtroppo i fatti l'hanno trasformata in un fallimento. 
La continuità ideale con una storia gloriosa, di cui si sarebbero dovuti custodire ideali e battaglie, ha portato nel tempo a perdere identità e patrimonio elettorale. Le cause, a nostro avviso, sono da ricercare innanzitutto nella responsabilità politica, etica e comportamentale di chi tale svolta la volle fortemente. 
A distanza di 25 anni è tempo di fare i conti. Ma soprattutto di ripartire. Giacché la storia è fatta di cicli, di declini, ma anche di rinascite. 
Riva Destra rivendica di aver contestato, in quasi totale solitudine, gli errori di Gianfranco Fini e della classe dirigente che ne avallava ogni comportamento. Cosicché, sospesi per mano dello stesso, da Alleanza Nazionale, perché rei di aver contestato 'il grande timoniere' -che di fatto ha portato la nave a schiantarsi sugli scogli- ci siamo avventurati nel deserto. Abbiamo vagato in mezzo a partiti che nascevano e morivano nell'ambito di una stagione elettorale. Alla mera ricerca di un qualche schieramento, ove fosse data cittadinanza politica a persone orgogliosamente di destra. O meglio di una delle tante destre. Destre cattoliche o laiche, sociali o liberali, filooccidentali o antiamericane ecc, nel tempo e da sempre, più occupate a sottolineare le cose che dividevano l'una dall'altra, invece di riflettere su quelle che univano. Abbiamo poi iniziato a puntare sulle persone più che su contenitori, più o meno rivelatisi finti o bucati, fino anche all'ultima esperienza con il nuovo corso leghista di Matteo Salvini. 
Di fronte all'impossibilità di poter affermare la nostra identità, ossia quella di una comunità che negli anni si è coesa e allargata in altre regioni, siamo arrivati a una conclusione. Nell'agosto nel 2018 un lungo confronto, leale e intellettualmente onesto, con Giorgia Meloni, accompagnata da alcuni esponenti di vertice di Fratelli d'Italia, i parlamentari Francesco Lollobrigida, Edmondo Cirielli e Marco Silvestroni, abbiamo capito quale fosse la rotta da seguire e da tracciare. Riva Destra infatti, nel buio in cui era caduta la destra italiana, rarefatta, umiliata e cannibalizzata, si e' prefissa l'obiettivo di partecipare alla sua ricostruzione. Di fronte alla svolta voluta fortemente in questo ultimo anno dalla leader di FdI, per rendere sempre più inclusivo un partito -nato in realtà da quella che fu una corrente, seppur fortemente comunitaria, di Alleanza Nazionale- abbiamo da subito risposto 'presenti!'. A Giorgia Meloni va dato poi un ulteriore duplice atto. Quello di aver creato un partito da un gesto di estremo coraggio, a tre mesi dalle elezioni politiche. E così anche il merito di avere mantenuto di fatto la bandiera della destra italiana nel Parlamento. E in verità Riva Destra, senza una casa di riferimento partitico, lì la sostenne con il voto, di fronte alle forche caudine dello sbarramento elettorale. Così come facemmo alle precedenti elezioni europee e, ovviamente, anche in queste ultime. Oggi, nei fatti, si è rivelata lei, con la sua coerenza, con la sua coriaceità, con il suo orgoglio, con la sua sfrontatezza, ma soprattutto con il suo coraggio e la capacità di guardare oltre, la leader in grado di ricostruire e di rilanciare. Così siamo potuti entrare dalla porta principale di un partito-comunita' e siamo determinati a dare il nostro contributo, grazie al dipartimento nazionale che ci è stato affidato (quello dei rapporti con l'Associazionismo politico, ossia con quei tanti movimenti come il nostro, alla ricerca di una 'terra promessa'). Alla classe dirigente di FdI vogliamo dare anche la nostra energia. Quella di un'analoga comunità, seppur notevolmente più piccola, ma laboriosa, pulita e militante, che però è sopravvissuta anch'essa nel tempo. A Giorgia e anche alla sua futura e annunciata svolta sovranista e conservatrice, vogliamo offrire, organizzandoci ancora di più e meglio sui territori, il nostro bene più prezioso: lealtà e onore, oltre a fatti concreti. Noi che al sole del nord, che pure oggi splende -fino ad abbagliare- ma non ci ha scaldato i cuori, abbiamo preferito tornare a casa, dare una mano a rinforzare una fiamma che sta ricrescendo in modo lento, ma inesorabile. 
E che invece ci fa ancora emozionare.

Roma, 11 giugno 2019

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