Ultimissime

MOZIONE E DOCUMENTO POLITICO

MOZIONE APPROVATA IL 7 LUGLIO 2016
DALLA DIREZIONE NAZIONALE

“23 ANNI SULLA RIVA DESTRA CON COERENZA, 
CORAGGIO E ORGOGLIO”.
A) Premessa 
“Ciò che non mi uccide mi rende più forte” (Nietzsche)
Riva Destra nasce nel 1994 come, storicamente, primo circolo di Alleanza Nazionale, ma le correnti dei colonnelli hanno di fatto impedito con ogni mezzo di contribuire allo sviluppo del movimentismo e dell’associazionismo parallelo, cercando di fare sempre ostruzionismo al nostro messaggio: “né rinnegare, né restaurare”, “la destra o è sociale o non è”. Riva Destra viene così sospesa da Gianfranco Fini nel 2007 poiché le sue attività vengono ritenute, evidentemente, scomode e non funzionali a una certa ‘destra di potere’. 
LA STORIA CI HA PERO’ RESO GIUSTIZIA
Alleanza Nazionale è fatalmente implosa, cannibalizzata da lotte intestine e dalla sua classe dirigente, rivelatasi inadeguata e fallimentare, mentre Riva Destra, geneticamente distante da personalismi, protagonismi e arrivismi, come fuoco sotto la cenere, ha continuato a perseguire la sua missione, compatta e coerente con i suoi ideali, ed è oggi in crescita. Nell'odierno contesto politico, appaiono ormai fallimentari in partenza e finanche risibili i ciclici tentativi di Fini e dei suoi ex colonnelli di riproporsi, sotto le più mutevoli spoglie. Un ciclo si è chiuso, come accade in natura. Ora bisogna guardare avanti.
UN CICLO SI E’ CHIUSO, 
MA L’ENERGIA E’ TRA LE NOSTRE MANI: 
Riva Destra è ora pronta a fare la sua parte con i suoi valori sacri e non negoziabili, con la sua energia impetuosa e travolgente, con il suo essere profondamente, autenticamente e irrinunciabilmente di destra! “A te che sogni una stella ed un veliero…a te che odi i politici imbrillantinati che minimizzano i loro reati…a te che non ami i servi di partito…che partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri, giuro che la stessa rabbia sto vivendo: stiamo sulla stessa barca io e te” (Rino Gaetano). 
***RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE, 
tenendo sempre a mente che:
1) la politica non è il libro dei sogni, ma quello delle possibilità, della concretezza, delle cose che si possono realizzare, con le risorse che si hanno a disposizione. Chi propone programmi, ha l'obbligo morale di illustrare anche come questi possano essere realizzati in concreto; specularmente chi critica è legittimato a farlo, purché vi accosti sempre una proposta alternativa e praticabile;
2) chi sceglie di fare politica poi all'interno di un movimento, ossia insieme ad altre persone, decide di rispettarne le intrinseche logiche di partecipazione, condivisione o dissenso, mirando sempre a preservare anzitutto l'unità del gruppo e la sua coerenza, nella comune consapevolezza dei cambiamenti repentini, ai quali la politica italiana ci ha ormai abituato da decenni; 
3) l’adesione a Riva Destra si concretizza oggi con una parola data, con una stretta di mano: l'onore e la lealtà non possono mai venire meno, per nessuna ragione politica, perché l’onore che ci lega l’uno all'altro costituiscono il basamento portante del nostro sodalizio politico. 
Riva Destra non è un partito. La nostra forza è l’essere un movimento dotato di autonomia territoriale: ognuno organizza e gestisce il suo territorio come meglio ritiene. Nessuna burocratizzazione, nessuno di quei mali del sistema partito - uno dei più gravi problemi della politica italiana - ha mai attecchito da noi. Nessuna corrente, nessuna lotta intestina, nessuna ingerenza, ma solo confronto continuo, dialogo costante, lealtà nei comportamenti e unità d’intenti a livello ideale e nazionale. 
Nel ribadire il nostro perentorio ‘NO’ al PASSATO e il nostro convinto ‘SI’ alla TRADIZIONE della cultura ideale e politica che ci ispira, dobbiamo prendere coscienza che la questione è anche di un necessario ricambio generazionale e di nuovi volti, di facce nuove. Lo si può rigirare come lo si vuole, ma il dato è incontrovertibile. Questa destra in coma profondo ha bisogno disperato di nuove facce. Referto impietoso, certo. Ma vero. Perché è una destra che non sa cambiare, questa. Che addirittura rifiuta di cambiare. E che vive nel timore di perdere quel che è rimasto. Una destra che sa solo aspettare. 
E mentre attende una fine è incapace di immaginare un inizio. 
E chi e che cosa potrà mai avviarlo un nuovo inizio. Tutt'intorno è movimento, è rinnovamento, è velocità. La politica corre. Come la vita. E' nella natura umana il rinnovamento. La voglia e la ricerca di nuovo sono sempre vincenti. Ecco perché appare come un nonsenso quel che sta accadendo nel campo della destra. Anzi, quel che non sta accadendo. La mancanza non solo di capacità di analisi. La mancanza di comprendere quanto sia urgente il ricambio. Anche generazionale. Una mancanza di umiltà che un gruppo dirigente -ieri fortunato e vincente oltre i suoi meriti e oggi superato e sconfitto- avrebbe dovuto possedere. Invece, molti dei protagonisti della stagione che fu, ancora stanno li. Sperando nell'eterna possibilità di un riciclo. E allora ecco la smania di apparire, la bramosia dell'intervista, la ricerca della telecamera. E l'ammiccamento furbetto e saputello. Ci provano. E provano pure ad organizzarsi. Provano addirittura a ricucire rapporti dopo essersi scornati e osteggiati per anni. Dopo aver sbagliato di tutto e di più. Dopo aver strappato quel biglietto vincente della lotteria che s'erano trovati in tasca e che non avevano neppure acquistato. Non se ne fanno una ragione. Dimostrando così che la politica può diventare una vera e propria malattia, che meriterebbe di essere studiata e curata. Che, a guardarli bene, malati lo sembrano davvero. Mai un dubbio. Mai un'incertezza. Sorretti da una sicumera che fa a pugni con la realtà. Realtà che spiega che non basta più intortare qualche allocco. Realtà che segnala la fine di tante storie. Alcune per bene, altre meglio non dire. Perché di quelle facce non se ne può più.
B) CAPITOLO SALVINI: RIFLESSIONI
Abbiamo deciso tutti insieme di tentare un avvicinamento al leader della Lega Nord Matteo Salvini: dopo più di un anno è giunto il tempo di un primo bilancio.
In questo percorso ci sono stati di grande aiuto e sostegno Pietrangelo Buttafuoco, sempre presente a ogni iniziativa regionale di Riva Destra nello scorso anno (Roma, Ostia, Trani, Vibo Valentia) e la nostra collaborazione con il circuito associativo Mille Patrie e quello culturale Il Talebano, i grandi ispiratori della svolta culturale e nazionale di Salvini e del suo ‘varcare il Po’, per non essere più relegato a una specifica, per quanto rilevante, area territoriale.
Abbiamo contribuito ufficialmente a organizzare la riunione con lui ‘Mille Patrie per Matteo Salvini: una rete di comunità e un’unione di identità’, tenutasi a Roma il 28/2/2015, prima del suo comizio in piazza del Popolo, ove abbiamo partecipato con le nostre bandiere. Siamo intervenuti al convegno romano ‘Verso una Lega Nazionale” (Aprile 2015). 
Sia chiaro, nessuno di noi ha mai voluto, sognato o preteso che Salvini ricostruisse la destra italiana, primo, perché non è di destra, secondo, perché sarebbe limitarlo, terzo perché anche noi nell’accogliere Marion Le Pen, ospite di Riva Destra a Roma nel marzo scorso, abbiamo auspicato - e continuiamo a farlo - la costituzione anche in Italia di un vasto fronte sociale, di ispirazione francese, ma basato sulla tradizione italiana, un blocco nazionale che per alcuni versi riesca anche a superare la tradizionale dicotomia “destra e sinistra”, sostituendola con la più realistica e attuale antitesi che caratterizza oggi il mondo: quella tra patrioti e mondialisti.
Abbiamo in tal modo inteso contribuire a un progetto più grande, di grandi prospettive, ove poter trovare ‘cittadinanza politica’ in ragione delle nostre storiche battaglie di destra sociale e dei nostri valori di riferimento. 
Il rapporto sul territorio con la Lega-Noi con Salvini ad oggi procede a corrente alternata, ma Riva Destra è una realtà unica, da nord a sud. E tale intende restare.
“Ma come un'aquila può diventare aquilone, che sia legata oppure no, non sarà mai di cartone” (Lucio Battisti).
A Roma, grazie al senatore Gian Marco Centinaio, Presidente dei senatori e commissario territoriale voluto da Salvini stesso nel novembre scorso, il rapporto è ottimo. Egli ha da subito inserito il nostro segretario nazionale Fabio Sabbatani Schiuma nel coordinamento romano e al quale non mai chiesto di abbandonare Riva Destra, né di metterla da parte. Abbiamo quindi dato al nostro movimento un indirizzo più che altro di laboratorio culturale, al servizio del progetto di Salvini (vedi in primis la sopracitata manifestazione con Marion Le Pen). Riva Destra è oggi presente a pieno titolo nella dirigenza cittadina, ha contribuito con militanza incessante a ogni iniziativa, ha proposto e ottenuto candidature che hanno avuto anche il loro successo: il Municipio 5, ove ha corso per la presidenza il nostro segretario nazionale, offrendosi per un’autentica candidatura di servizio, risultava tra i peggiori per la nostra area politica: oggi è il terzo di tutta la città con il 20,17% , Lega-Noi con Salvini ha ottenuto quasi il 4% e Sabbatani Schiuma è risultato il terzo candidato presidente più votato, FdI compresa, anche con le preferenze espresse solo sul cognome (1.100), il primo comunque di Lega-NcS, sfiorando il ballottaggio per poco più di 3.000 voti. Nei dati comunali, evidenziamo poi l'ottimo risultato raggiunto dal candidato Antonio D'Apolito, proposto e supportato anche da Riva Destra, arrivato alla pari con altre candidature ben più in vista mediaticamente e più nelle grazie del partito. In sostanza riteniamo di aver fatto la nostra parte sotto un simbolo il cui 2.7% ottenuto come media cittadina, appare un ottimo punto di partenza.
Lo stesso non si può dire affatto altrove in Italia, ove Riva Destra è presente, ma non riesce a trovare una collaborazione leale e schietta, e ove peraltro il progetto di Matteo Salvini non sembra attecchire come potrebbe e come meriterebbe.
Cosa fare? ‘Comprimere’ Riva Destra in Lega- Ncs, laddove i coordinatori di quest'ultimo si sentono seduti spesso su una miniera d'oro elettorale impiegando più energie nell’allontanare chi potrebbe metterli in discussione, appare difficile, forse anche inutile, se poi NcS non dovesse avere vita lunga e confluire in altro. Riva Destra intende comunque mantenere la sua identità, che insieme alla sua compattezza, rappresenta forza e utilità, ma anche costante presenza sul territorio e garanzia di continuità per chi in Riva Destra si riconosce.
Abbiamo comunque chiesto l’intervento di Matteo Salvini a una nostra assemblea nazionale, anche per promuovere un confronto risolutivo. Tale richiesta è stata evasa come un’ipotesi valida e praticabile. Attendiamo ora i fatti.
C) RIVA DESTRA VA AVANTI, COMUNQUE, PER LA SUA STRADA
In un quadro politico dominato da una desolante e continua incertezza, alimentata da leggi elettorali in eterno cantiere, che vanno definite totalmente, da ‘abominevoli mutazioni genetiche’ e da impietosi decorsi anagrafici di alcuni suoi esponenti, Riva Destra non può dimenticare la sua missione: fare testimonianza dei suoi valori in modo sempre più organizzato e conforme alla sua crescita continua.
Oggi Riva Destra è infatti una realtà che merita attenzione e rispetto e la sostanza è che, stante anche la nostra autonomia regionale e la nostra natura federalista, non reputiamo vincolante ai fini della linea politica nazionale, qualsivoglia rapporto al momento puramente territoriale. 
I MATRIMONI SI FANNO IN DUE - Nell’attesa e nella speranza che Salvini chiarisca definitivamente il suo rapporto con il nostro movimento e che si rifondino comunque le dinamiche partitiche di una coalizione che non è ormai più la stessa, Riva Destra si mantiene aperta a qualsiasi forma di dialogo con altre forze politiche, anch'esse profondamente e convintamente alternative alla sinistra e al ‘renzismo’, nonché alla possibilità di presentare liste proprie, oppure collocarsi all'interno di schieramenti o coalizioni in occasione dei prossimi appuntamenti elettorali. 
Riva Destra interlocutore nazionale. Il nostro movimento s’impegna, a tal proposito, a predisporre un programma di massima e una ‘road map’ operativa, che prevedano sin dal prossimo autunno e sui territori, a iniziare dal Municipio V di Roma, degli incontri nazionali, individuando gli interlocutori che abbiano nella dovuta considerazione le battaglie e i valori della destra sociale. 

Seguono ordini del giorno.

I dirigenti nazionali del comitato romano:
Lorenzo Loiacono, Pascal Corrado, Cristina Franchii, Giuseppe Sprovieri e altri.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 1
Nella fase di rafforzamento dell’organizzazione, si dà mandato al commissario romano di organizzare il congresso romano entro l’autunno prossimo.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 2
Nella fase di rafforzamento dell’organizzazione, si dà mandato al responsabile del competente dipartimento, Giuseppe Murdoch, di proporre un regolamento interno al fine di regolamentare la composizione della Direzione Nazionale, in ordine alla rappresentatività dei coordinamenti regionali, provinciali e del comitato romano.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 3
Nella fase di rafforzamento dell’organizzazione, si dà mandato al responsabile della comunicazione, Giancarlo Bertollini, con l’ausilio di chiunque si senta in grado di poterlo fare, di coordinare lo spazio bisettimanale ‘Sulla Riva Destra’ che Il Giornale d’Italia (quotidiano on-line), mette a disposizione, al fine di centralizzare meglio e di diffondere ulteriormente le attività del movimento.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 4
Nella fase di rafforzamento dell’organizzazione, si dà mandato al coordinatore provinciale di Cosenza, Pasquale Gallo (Civaturs Calabria), di individuare degli spazi periodici su una web radio. Ovviamente chiunque abbia analoga possibilità è tenuto a proporla.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 5
Nella fase di rafforzamento dell’organizzazione, si dà mandato al Portavoce Nazionale, Alfio Bosco, di individuare e porre in essere al più presto, coadiuvato da chiunque abbia cognizioni precise in materia, ogni iniziativa atta a sfruttare al meglio l’enorme potenziale della pagina Facebook ‘Riva Destra’ – per il quale rinnoviamo ogni immenso ringraziamento a lui e agli adm della pagina - anche mediante la creazione di un blog apposito.
ORDINE DEL GIORNO NUMERO 6 Si dà mandato al coordinatore della Puglia Francesco De Noia di redigere il programma di Riva Destra, organizzandosi come meglio crede e recependo anche le proposte dei componenti della Direzione Nazionale.

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LO "STORICO" DOCUMENTO POLITICO

ENERGIA IN MOVIMENTO 
"A DESTRA SERVONO ENERGIE NUOVE "
INTRODUZIONE - È sempre meglio che l’acqua sia mossa. Che scorra. Che quella stagnante è vecchia, putrida. Che quando è impetuosa e travolgente produce energia. Ecco, appunto. È di energia che c’è bisogno a destra. Energia che è movimento, confronto. Energia che si nutre di conflitti. Contrapposizioni. Divergenze. Diverse visioni, che magari ci fossero. E fossero ancora più marcate. Quotidiane. Invece la sensazione è opposta. Che invece di attizzarlo, il fuoco delle idee, ci si affanni a spegnerlo. A silenziare le differenze. Ad invocare la calma. Per cui, giorno dopo giorno, su giornali e tv è a questo teatrino che assistiamo. Discutiamo, ma senza contrapposizioni. Ragioniamo, ma con pacatezza. Riflettiamo, ma non estremizziamo. Appelli che suonano non solo inutili, ma pure controproducenti. Snervanti. Perché invece, no. Non è di questo che si avverte il bisogno. Che è proprio di passione, di calore, di fuoco per l’appunto che c’è necessità a destra. Urge un fottutissimo e sano botta e risposta. Urge un po’ di scontro duro. Deciso. Non serve a nulla farsi prendere dal panico. Le macerie sono ancora fumanti, su questa sponda del fiume. Un patrimonio è andato distrutto. O forse solo l’illusione. Ma in ogni caso la colpa va divisa, se non proprio condivisa. Il giovane toscano che è venuto dal nulla ed ha espugnato il Palazzo non dà certo l’impressione di essere una meteora. Ha le vele gonfie ed ha sbaragliato il campo. Soprattutto il suo. Che il nostro siamo stati bravissimi a distruggercelo da soli. Ma ha comunque indicato una strada. Un percorso. Che si può recepire in toto o solo come esempio. Ma non si può snobbare. Anche se la traversata potrebbe risultare più lunga e più faticosa. È meglio cominciare. Da subito. Ebbene: accontentiamo Repubblica. E il Fatto. E persino il Corriere. Facciamo poi sbizzarrire vignettisti e opinionisti. Diamo altro pane alla comicità irriverente. Rischiamo persino il ridicolo. Ma, per la miseria, diamoci una mossa. Alzando il volume. E aprendo gli spazi. Per chi ha qualcosa da dire. Di nuovo. Di originale. Di Destra ! 
PREMESSA  
Prima di illustrare delle linee guida da adottare dal prossimo autunno 2014, vanno ribadite e sottolineate tre considerazioni etiche:
1) la politica, e il movimento Riva Destra la fa dal 1994, non è il libro dei sogni, ma quello delle possibilità, della concretezza, delle cose che si possono realizzare, con le risorse che si hanno a disposizione. 
Chi propone programmi, ha l'obbligo morale di illustrare anche come questi possano essere realizzati nel concreto; chi critica è liberissimo di farlo, ma deve accostarvi sempre una proposta alternativa, praticabile, appunto.
2) chi sceglie di fare politica poi in un movimento, ossia insieme ad altre persone, decide di rispettarne le logiche elementari di partecipazione, condivisione o dissenso, tenendo sempre nella dovuta considerazione l'unità del gruppo e la sua coerenza, pur nei normali cambiamenti repentini ai quali la politica italiana ci ha ormai abituato da decenni. 
Tutto si può fare, tranne il contrario di tutto ed eccetto lo svegliarsi ogni mattina con un'idea diversa, pretendendo magari che sia anche adottata da tutti.
3) aderire a Riva Destra si concretizza oggi in primis con una parola data, con una stretta di mano: l'onore e la lealtà non possono mai venire meno, per nessuna ragione politica.
BREVE INTRODUZIONE POLITICA 
Riva Destra è nata nel 1994, ossia all'inizio di una stagione in cui la destra italiana, anche a causa del crollo del sistema partitico sotto i colpi di tangentopoli, annunciò la sua volontà di diventare destra di governo uscendo dall'emarginazione politica a cui il sistema stesso l'aveva relegata per mezzo secolo circa: la politica per noi rappresenta infatti la risoluzione dei problemi quotidiani del popolo e la difesa dei valori di appartenenza. Da subito ci siamo però proclamati contrari allo scioglimento dell'allora Movimento Sociale Italiano, perché convinti che identità e strutture partitiche andassero mantenute, anche per un continuo contatto sul territorio: eravamo fautori piuttosto della creazione di un'area movimentista che potesse coinvolgere meglio tutti coloro che alle burocrazie partitiche non fossero interessati. Riva Destra, da subito, ha iniziato a contestare la linea politica dell'allora presidente Fini, fino alla sospensione da Alleanza Nazionale avvenuta nel 2008, il quale, insieme alla sua corte di colonnelli di convenienza, iniziò un percorso di vera e propria dittatura interna a colpi di congressi non celebrati, di dibattiti interni assenti, di rappresaglie politiche contro i dissidenti, di bislacchi propositi non certo di destra e di conseguente abiura del patrimonio ideale conservato con tanto onore negli anni di dura opposizione al sistema e dei governi sostenuti, di fatto, dall'allora 'arco costituzionale' (DC, PCI, PSI, PRI, PLI, PSDI...). Fini e i suoi colonnelli non hanno lasciato la 'casa madre', l'hanno letteralmente bombardata. Riva Destra, pur essendo convintamente dalla parte del bipolarismo, che è cosa differente dal bipartitismo, ha sempre indicato nei valori della destra sociale i propri punti di riferimento, pur nell'estrema difficoltà di un ambiente ove ognuno ha la 'sua destra', è convinto che sia superiore alle altre e prima di confrontarsi sulle cose che uniscono, pensa a quelle che dividono. Riva Destra non ha infine partecipato alla costituzione del Pdl, presagendo l'incapacità di molti suddetti colonnelli nel mantenere viva un'area di destra in quel contenitore: da chi è stato vicino a Fini solo per le poltrone e ha poi 'cambiato padrone' poiché erano altri a poterle garantire, non ci si poteva aspettare che la rarefazione della destra a cui oggi assistiamo. 
Oggi, Riva Destra intende dare un contributo serio e concreto per la ricostituzione di un'area politica caduta sotto i colpi del fallimento di Fini e della sua corte. 
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
LA DESTRA DEI COLONNELLI HA FALLITO ! 
Ovviamente, nel tracciare alcune linee guida che possano caratterizzare l'azione di Riva Destra, non si può che partire anche dai documenti e dalle mozioni approvate nel recente passato dai suoi militanti, preservando i punti fermi e modificando le strategie vista la precarietà, e la pochezza, della classe dirigente politica attuale, che dovrebbe 'dire e fare cose di destra', e tenuto poi conto dei nostri mezzi.
Partiamo dal documento politico di Riva Destra approvato nel novembre 2013 a Roma, ove si evidenziava come in Italia non manchi la destra, anzi potenzialmente ce n'è tantissima, anche perché è assente la vera Politica e ci sarebbe ancora più bisogno di idee forti a difesa degli interessi nazionali, a tutela della nostra cultura e tradizione, a sostegno dell'occupazione e di chi produce in Italia, contro l'immigrazione clandestina e tutte quelle politiche distruttive della famiglia costituzionalmente sancita. Una politica che, da destra, dica un forte NO a quest'Europa delle banche che tende a sopprimere le sovranità nazionali, in favore di un ordine mondiale dettato dalle lobbies. 
In Italia è infatti mancata una destra sociale capace di opporsi ai governi di 'larghe intese' e nominati dal Presidente della Repubblica, esautorando il popolo dalla sua sovranità. Governi rivelatisi fallimentari, nocivi e privi di qualsiasi piano di rilancio, governi che non hanno cambiato la legge elettorale, non hanno fatto i veri tagli alla politica e alla spesa pubblica, che hanno cambiato solo il nome alle tasse, che si preparano a svendere i gioielli di famiglia, che hanno rimandato ogni problema al semestre italiano, che hanno visto la luce in fondo al tunnel, ma sono stati smentiti dai dati ufficiali che parlano di calo del PIL e dell'occupazione, e che anche oggi si preoccupano in sostanza solo di mantenere le proprie poltrone. Governi servi di Bruxelles, che non fanno gli interessi del popolo e speculano sui fondi destinati all'accoglienza e ai fenomeni immigratori.
La verità, amara per tutti e soprattutto per chi c'ha creduto con tutte le forze, è che chi ha rappresentato questa destra, di fatto, ha negli anni scorsi fallito. Per esempio, nel Lazio, chi ha guidato la provincia nel 1998 ha poi perso le elezioni dopo una 'grigia esperienza', come lo stesso è accaduto alla regione Lazio nel 2000, più che altro per inesperienza e superficialità, laddove poi, riconquistata la stessa nel 2010, non si è riusciti neanche a terminare il mandato a causa del cannibalismo correntizio e dei tanti 'rubagalline'. E infine è sotto gli occhi di tutti il fallimento della destra a Roma, approdata alla guida del Campidoglio nel 2008 e sconfitta nel 2013 da un Marino, oggi rivelatosi disastroso per la città, senza lasciar la benché minima impronta, di destra, nel governo capitolino. Piaccia o no, si discuta quanto si vuole sulle motivazioni, ma questa classe dirigente ha fallito o meglio, ha fallito un'intera generazione, quella che Alessandro Giuli descrive perfettamente nel suo libro 'Il passo delle oche'. Non si sono dimostrati all'altezza e ora, dopo aver perso quasi tutte le poltrone, si riscoprono di destra, cosa che hanno dimenticato quando erano alla guida delle istituzioni. Non sono credibili e, come nella natura dei cicli della storia, devono andare a casa, sostituiti da una nuova classe dirigente, che magari emerga dalla base e dalla meritocrazia, e non dal poltronismo esasperato o dal correntismo autolesionista. Ecco perché Riva Destrafa le sue scelte di pensare al DOMANI, a quando esaurito del tutto il tempo degli ex colonnelli di AN e consumati gli ultimi colpi di coda di questa classe dirigente di falliti, ci sarà spazio per dei nuovi volti e si ricostruirà dalla base una nuova destra. Prima cosa, quindi, voltare pagina: basta colonnelli.
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
GLI ELETTORI DI DESTRA SI SONO RIVOLTI 
ALTROVE O NON SONO ANDATI A VOTARE
Come riportato poi nell'ultima mozione di Riva Destra, approvata nel marzo scorso su Facebook - la nostra sezione virtuale - e presentata a Roma il 6 aprile 2014 alla convention 'Difendiamo l'Italia', nelle scorse elezioni non è apparso credibile il progetto di ALLEANZA NAZIONALE: sarebbe stato più coerente allora parlare di MSI. FRATELLI D'ITALIA sta infatti vedendo naufragare il pur lodevole progetto di riunificazione delle destre 'diffuse', poiché a fianco di un'apparente apertura verso altri movimenti, maschera in realtà una politica di pura annessione, peraltro condotta in buona parte da personaggi non più credibili, i quali hanno fallito già miseramente le loro occasioni di governo e tentano oggi di riciclarsi, riammantandosi di destra. Non ha convinto infatti chi di fatto ha sostenuto il governo Monti, chi ha nel passato partecipato da protagonista al fenomeno dei colonnelli e soprattutto chi, dopo aver fallito a Roma o nel Pdl, dove avrebbe dovuto fare l'ala destra, ha dato vita a un minestrone con personaggi di ogni genere. E le minestre riscaldate, e peraltro andate a male, non hanno mai funzionato.
Sono stati rifiutati dagli elettori di destra coloro che hanno scelto il NUOVO CENTRO DESTRA di Alfano, il frutto di un accordo politico di sostegno a governi non votati, scelti altrove, a Bruxelles o nelle segreterie di partiti di sinistra, ai quali ci sentiamo profondamente alternativi, tanto politicamente, quanto eticamente. Siamo contro le larghe intese, specialmente se poi dimostrano di perseguire interessi diametralmente opposti a quelli del nostro popolo. Troppo opportunismo, troppo attaccamento alle poltrone - che per noi sono uno strumento, non un fine - se non puro tradimento. 
FORZA ITALIA a noi sembrava rappresentare l'unica soluzione concreta e alternativa alla sinistra. Si è rivelato un bacino elettorale che si edifica ancora solo sulla popolarità del suo leader Silvio Berlusconi, capace si di attrarre il consenso di milioni di italiani, ma con un conseguente e inevitabile capolinea anagrafico in arrivo e con una 'spada di Damocle' giudiziaria che ne influenza le scelte, a colpi di sentenze folli. Forza Italia ha una classe dirigente spesso non all'altezza della situazione e non ha ancora prospettato poi nessuna soluzione concreta, troppo occupati in altre faccende. Il suo risultato elettorale è insufficiente, il suo ruolo partitico indecifrabile e la perdita di milioni di voti è poi aggravata dalle recenti dichiarazioni e prese di posizione di personaggi equivoci. Appare difficile, visto il cerchio magico di Dudù e compagne che fa da tappo e si lancia in esternazioni incomprensibili per un elettorato di destra, che al suo interno possa svilupparsi e crescere, una nuova destra, movimentista, sociale e nazionale, che potrebbe dare un contributo concreto e veder oggi sopravvivere alcune sue storiche battaglie, tornate prepotentemente attuali.
Capitolo a parte merita chi ha scelto la LEGA NORD o il movimento di BEPPE GRILLO. La Lega conduce da tempo, su alcuni temi, delle battaglie assolutamente condivisibili e Matteo Salvini è furbo e accattivante, dice anche cose di destra nonostante sia cresciuto in un centro sociale e nei congressi della Lega capeggiava la lista dei 'comunisti padani'. Ha capito che il vuoto a destra può essere colmato. Tolga allora quell'invedibile, e incompatibile, 'per l'Indipendenza della Padania' dal nome ufficiale della Lega e sostituisca quel 'Nord' con 'tricolore'. Ecco, una Lega Tricolore, che non lanci certi appelli al voto di destra al mero serbatoio elettorale per far eleggere indipendentisti padani che parlano ancora di 'terùn', che cantano canzoni ingiuriose contro gli italiani del meridione o che strappano quel tricolore alle loro sagre di paese, ma lasci crescere una nuova classe dirigente su tutto il territorio nazionale. In ogni caso Riva Destra è pronta a sostenere d'ora in poi singole battaglie, ritenute giuste e di destra, provenienti dalla Lega di Matteo Salvini. Non altro, per ora. Riva Destra comunque farà formale invito al segretario della Lega Nord per un dibattito e confronto pubblico su questi temi.
Venendo ai grillini. è sempre più evidente poi come il voto di 'protesta da destra' andato a ingrossare le file del 5 Stelle, sia servito ad aumentare la rappresentanza politica di chi quel movimento lo gestisce sul territorio, non di certo Grillo o Casaleggio. E' infatti dai tempi del famoso 'D'Alema dì qualcosa di sinistra', rivolto da Nanni Moretti a tutta l'allora classe dirigente post-comunista, che la sinistra 'culturale e movimentista', non partitica, si è organizzata in movimenti e associazionismo di area (es. Popolo viola, quelli del 'se non ora quando', ecc). Lo hanno fatto da sempre, rubando il monopolio di temi come l'ambiente, i comitati di quartiere targati politicamente o di questioni tipo la Tav. Sono i sinistroidi liberi pensatori, i benpensanti radical chic, i falsi disoccupati organizzati e le angurie varie, verdi fuori e rossi dentro. Loro hanno intuito da subito come il 5 Stelle potesse essere un ottimo cavallo di Troia per farsi eleggere con 20-30 cliccate e hanno iniziato a gestire, anche sul web, il movimento sul territorio mentre nasceva. Pensate a chi volevano come Presidente della Repubblica o a come non facciano opposizione a Marino a Roma, a chi volevano come alleato in Europa (i Verdi...) o a come hanno votato per l'abolizione del reato di clandestinità, o infine al ringhioso antiberlusconismo che li caratterizza sempre e comunque. Sono queste le persone che di fatto siedono sugli scranni di Parlamento, consigli regionali, comunali e municipali. Voti di protesta da destra...che vanno a sinistra.
Risultato? Quasi il 50% degli elettori sono rimasti a casa e con il pieno fatto dal Pd e comunque anche dai grillini, è logico pensare che in tanti siano elettori di destra. E' verso l'astensionismo quindi, che dobbiamo rivolgere lo sguardo e le attenzioni: a chi si è sentito tradito dalla destra che non c'è più, se non nelle poltrone dei colonnelli che l'hanno distrutta, sputando in faccia ai sacrifici, alle speranze, alla buona fede di chi ha creduto in quella destra di ieri, a chi sogna una destra vera e forte, con leader di destra.
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
A DESTRA SERVONO NUOVE FACCE
E' chiaro che è anche una questione di facce. Di facce nuove. Lo si può rigirare come lo si vuole, ma il dato è incontrovertibile. Questa destra in coma profondo ha bisogno disperato di nuove facce. Referto impietoso, certo. Ma vero. Perché è una destra che non sa cambiare, questa. Che addirittura rifiuta di cambiare. E che vive nel timore di perdere quel che è rimasto. Una destra che sa solo aspettare. E mentre attende una fine è incapace di immaginare un inizio. E chi e che cosa potrà mai avviarlo un nuovo inizio. Tutt'intorno è movimento, è rinnovamento, è velocità. La politica corre. Come la vita. E' nella natura umana il rinnovamento. La voglia e la ricerca di nuovo sono sempre vincenti. Ecco perché appare come un nonsenso quel che sta accadendo nel campo della destra. Anzi, quel che non sta accadendo. La mancanza non solo di capacità di analisi. La mancanza di comprendere quanto sia urgente il ricambio. Anche generazionale. Una mancanza di umiltà che un gruppo dirigente -ieri fortunato e vincente oltre i suoi meriti e oggi superato e sconfitto- avrebbe dovuto possedere. Invece, molti dei protagonisti della stagione che fu, ancora stanno li. Sperando nell'eterna possibilità di un riciclo. E allora ecco la smania di apparire, la bramosia dell'intervista, la ricerca della telecamera. E l'ammiccamento furbetto e saputello. Ci provano. E provano pure ad organizzarsi. Provano addirittura a ricucire rapporti dopo essersi scornati e osteggiati per anni. Dopo aver sbagliato di tutto e di più. Dopo aver strappato quel biglietto vincente della lotteria che s'erano trovati in tasca e che non avevano neppure acquistato. Non se ne fanno una ragione. Dimostrando così che la politica può diventare una vera e propria malattia, che meriterebbe di essere studiata e curata. Che, a guardarli bene, malati lo sembrano davvero. Mai un dubbio. Mai un'incertezza. Sorretti da una sicumera che fa a pugni con la realtà. Realtà che spiega che non basta più intortare qualche allocco. Realtà che segnala la fine di tante storie. Alcune per bene, altre meglio non dire. Perché di quelle facce non se ne può più. Poco importa se incartapecorite dal tempo o liftate dal chirurgo.
Eh, già, a destra si unisce si con le idee e i programmi, ma soprattutto con i leader. A destra c'è l'individuo, a sinistra la massa. Servono quindi nuovi leader: vanno ricercati, supportati e valorizzati. Ne è pieno il nostro territorio, sia politico che lavorativo. Gente che si è messa sotto e si è fatta eleggere o ha raggiunto importanti traguardi da soli, senza raccomandazioni, contando sulle proprie forze, mettendoci la faccia e non mettendosi in vendita. Sono i primi a essere incazzati con questa classe dirigente, ma rischiano di non emergere o, peggio ancora, di restare sfiduciati e quindi disinteressati: ''a destra serve rinnovamento, con fatti concreti. Occorre dare spazio a energie fresche, a nuovi volti, preparati, credibili e coraggiosi. Abbiamo rinunciato al richiamo anche simbolico dei colonnelli, poiché crediamo sia ora di pensionare definitivamente chi ha fallito nelle occasioni di governo, dimenticando di essere di destra quando doveva dimostrare la differenza. E' tempo, appunto, di rinnovamento''. 
Coerenza e coraggio nel dare seguito alle parole.
ENERGIA IN MOVIMENTO. 
LISTE RIVA DESTRA E UNA GRANDE 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE: 
"LA DESTRA SEI TU".
Quando sarà esaurito del tutto il tempo degli ex colonnelli di AN e di tutti coloro che di Berlusconi Silvio campano e hanno campato, che stanno ancora lì, abbarbicati, e invece dovrebbero bellamente andarsene a casa. Tutti. Quelli ancora affamati di notorietà e riflettori e quelli con data prossima di scadenza. Tutti via, così si riparte. E consumati quindi gli ultimi colpi di coda di questa classe dirigente di falliti, ci sarà spazio quindi per dei nuovi volti e si ricostruirà dalla base una nuova destra. Non siamo i soli a pensarla in questo modo, non siamo gli unici a sentirsi orfani. In tanti sognano quello che sognamo noi e rifiutano di rimpantanarsi nel passato e nelle minestre riscaldate. Noi vogliamo essere le avanguardie nel creare le basi per una nuova destra, vogliamo essere parte attiva di questo nuovo humus sul quale germoglieranno nuove piante, nuove energie, nuovi leader. A popolo di destra coraggioso, ci saranno comandanti coraggiosi per un futuro che ci appartiene, ma che dobbiamo riconquistarci, da soli. 
Scendendo nel concreto e nell'immediato, Riva Destra intende consolidarsi sul territorio con persone che vogliano imbracciare la bandiera del rinnovamento a destra. Persone consapevoli che 'La destra sei Tu' non sia solo uno slogan stile 'I want you', ma un'assunzione di responsabilità. Abbiamo bisogno di militanti che organizzino sul territorio la presenza di Riva Destra, che individuino altre persone capaci o sostengano chi sta già facendo questo lavoro tra mille difficoltà. 
Anche per stimolare e per simbolizzare questa necessità di rotture col passato, potranno essere presentate liste di Riva Destra nelle prossime elezioni amministrative o verranno proposte nostre candidature 'indipendenti' nelle liste locali ritenute 'meno distanti'. 
Bisogna lavorare sin d'ora nell'organizzazione di una grande manifestazione nazionale ove si possano presentare i frutti del lavoro svolto e una prima schiera di nuova classe dirigente, da sostenere, incoraggiare, rafforzare: tra loro emergeranno i nuovi leader di cui abbiamo bisogno. Non altrove e senza bisogno di allenatori che hanno fallito. 
Siamo indubbiamente in un momento di crisi economica, politica e morale, il cittadino si sente sperduto, senza punti di riferimento. Si facciano avanti e si assumano le responsabilità di dare una speranza le persone perbene, oneste, coraggiose e capaci. Possibilmente di destra. 
Riva Destra c'è e grida forte: 'Presente!'. 

www.rivadestra.it