lunedì 15 giugno 2020

L’aeroporto a Latina s’ha da fare. Fratelli d’Italia e Riva Destra puntano sull’analisi di fattibilità.

Senza infrastrutture non è possibile tracciare la strada verso il futuro. In particolare la provincia di Latina soffre da anni di un isolamento legato all'incapacità di tradurre in cantieri progetti che avrebbero potuto rappresentare il primo tassello verso lo sviluppo.
Non si tratta solo della Roma – Latina e della Bratella Cisterna – Valmontone ma anche della possibilità di portare su questo territorio la realizzazione del terzo scalo aeroportuale del Lazio.

A riportare in auge il tema, che a tratti torna alla ribalta per poi perdersi nei meandri della memoria ormai da anni, sono il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Matilde Celentano ed il commissario comunale di Riva Destra, Roberto Menichelli, d'intesa con il coordinatore provinciale di Latina, Stefano Zangrillo.

L’intervento arriva a margine dell’incontro che ha sancito la collaborazione tra Fratelli d’Italia Latina e Riva Destra, il movimento federato al partito di Giorgia Meloni, svoltosi nella sede del partito di Latina alla presenza dei vertici provinciali (Stefano Zangrillo), regionali (Marco Micacchi) e nazionali (Fabio Sabbatani Schiuma) del movimento e di Matilde Celentano, in rappresentanza del coordinatore provinciale Nicola Calandrini.

Nello specifico, quello che si chiede, è che sia fatta una attenta analisi di fattibilità tecnica ed operativa sul terzo scalo aeroportuale del Lazio a Latina.

“Questa volta, per evitare che il tema aeroporto diventi spot elettorale delle prossime amministrative, il nostro impegno politico – spiegano all’unisono – si tradurrà nel verificare con gli enti coinvolti l’effettiva necessità e possibilità di realizzazione di un terzo scalo aeroportuale  (AM-ENAV-Regione-Aeroporti di Roma) andando solo poi ad individuare percorsi di richiesta fondi europei dedicati coinvolgendo i parlamentari di riferimento sul territorio”.

A sostegno dell’ipotesi di realizzare un aeroporto civile a Latina c’era e resta la presenza della pista di atterraggio di 1700mt, quella del Comani, condizioni meteo, idrologiche  e geografiche ottimali e l’ubicazione a ridosso della linea ferroviaria che permetterebbe un collegamento con la Capitale in 30 minuti.

“Infrastrutture quali l’aeroporto dovranno essere funzionali anche per il vicino territorio di Frosinone, che a breve sarà interessato – concludono – da trasporto ferroviario ad alta velocità. Al fine di rendere tali opere strategiche fruibili per entrambe i territori, quando le condizioni legate al Covid lo renderanno possibile, sarà svolto un incontro aperto a tutti che coinvolga i colleghi di partito e movimento della vicina provincia”.

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