martedì 26 maggio 2020

Fratelli d’Italia: Riva Destra elegge il suo nuovo coordinatore del Trentino Alto Adige. De Bertoldi (FdI): “bene Fiorito, nuove energie a sostegno del partito”.

“Riva Destra, movimento federato a Fratelli d’Italia dall'ottobre del 2018, ha scelto il suo nuovo coordinatore regionale del Trentino Alto Adige: e’ Giuseppe Fiorito, 55 anni, libero professionista di Rovereto, votato on line all’unanimita’ dalla Direzione Nazionale della comunita’ militante nata nel 1994 dallo storico primo circolo di Alleanza Nazionale. Il Senatore Andrea De Bertoldi ci ha comunicato ‘di apprendere con piacere la nomina del vecchio amico Giuseppe Fiorito, che ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per la destra in Trentino: sono certo che saprà coinvolgere in Riva Destra, e quindi in supporto a fratelli d’Italia, le migliori energie soprattutto nel mondo imprenditoriale e giovanile.”.
Lo annuncia un nota dell’ufficio stampa di Riva Destra.
“Riva Destra -spiegano  Fabio Schiuma, Alfio Bosco e Angelo Bertoglio, rispettivamente segretario, vicesegretario e portavoce nazionali- cresce ogni giorno che passa, e cio’ avviene in prefetta sintonia con il partito: nel Trentino Alto Adige si consolida così la nostra amicizia con il senatore Andrea De Bertoldi, il quale sara’ uno dei protagonisti della imminente IV Festa Tricolore Nazionale di Riva Destra, a Roma.
Pur mantenendo la nostra autonomia organizzativa -concludono gli esponenti di Riva Destra- stiamo dimostrando di riuscire ad allargare il perimetro elettorale di Fratelli d’Italia, grazie al coinvolgimento di personalità esterne e all'adesione di eletti in liste civiche”.

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mercoledì 6 maggio 2020

Scontro Regione-Governo, Riva Destra: “Santelli coraggiosa”.

Il coordinamento regionale di Riva Destra si schiera con la governatrice e ritiene appropriate le misure assunte per la Fase due.
“La parola che contraddistingue il presidente della regione Calabria Iole Santelli è coraggio. Coraggio nell’accettare la candidatura, coraggio nel cominciare a governare in un cataclisma di problemi. Coraggio nell’affrontare un’emergenza con una sanità distrutta da anni di commissariamento, coraggio a chiudere i confini. Coraggio a premiare il suo popolo. Coraggio a mettersi contro tutto e dare voce a tutti. Ma questo coraggio non è da irresponsabili come alcuni in continua campagna elettorale amano millantare. Perché così come quando il nostro presidente ha blindato la Calabria, contro la volontà del Governo, tutte le sue decisioni sono state prese dopo averle ponderate e ragionate. Quest’ultima scelta di coraggio, chiesta a viva voce da tutto il popolo calabrese, non puó che avere anche il pieno appoggio di Riva Destra, ed i motivi sono facilmente comprensibili”. Lo scrive in una nota il coordinamento regionale di Riva Destra manifestando come la governatrice non si sia tirata indietro dinanzi a situazioni oggettivamente complesse.
Partiamo dall’inizio. “Tutto lo sconcerto che dimora nella ultime ore tra la politica italiana -spiega la nota – nasce dall’ultima ordinanza presa dalla Giunta regionale calabrese, dopo la richiesta unanime degli esponenti di più schieramenti. In effetti questo provvedimento voleva sopratutto premiare il buon senso dei calabresi, che avevano dimostrato di saper osservare le regole imposte, ed anticipava la caduta di alcune limitazioni. Questo perché i numeri avevano dimostrato che la Calabria si trova ormai in fase di contagio controllato. Oltre ovviamente all’assoluto bisogno di fare qualcosa per far ripartire l’economia. La cosa che ha sconvolto l’opinione pubblica è stata l’autorizzazione alla riapertura delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto.
Il provvedimento. “Praticamente – evidenzia Riva Destra – la nuova ordinanza concedeva la possibilità di cominciare a valutare come poter svolgere le proprie mansioni, unicamente allestendo all’aperto, a quelle attività lavorative, a cui, a ben vedere, già precedentemente il governo aveva concesso l’asporto. Naturalmente non veniva imposta la riapertura, ma viene offerta la possibilità di attrezzare, con anticipo e in maniera graduale, bar et similia, per una fase di convivenza con il virus con la quale bisognerà, prima o dopo, fare i conti. L’aspetto sanitario rimane senza dubbio prioritario, ed è evidente che l’allentamento delle restrizioni dovrà essere direttamente legato alla capacità di poter comunque contenere i contagi. Anche perché pare assolutamente illogico, ed anche un po’ fazioso, ritenere che in un locale in piena funzione esista un rischio differente se un caffè o una pizzetta viene consegnato oppure consumato sul posto, ovviamente con tutte le dovute accortezze”.
Gli interrogativi. “Ma quale necessità  -si chiede Riva Destra – aveva la Presidente Santelli nell’anticipare senza attendere un paio di settimane come richiesto dal governo centrale? Davvero è stato un premio al senso civico o è stata una provocazione come alcuni le contestano? Innanzitutto va precisato che il Presidente del Consiglio non può prevalere con un atto amministrativo (questo è il dpcm non avente forza di legge) su una materia riservata dalla Costituzione al potere legislativo regionale. Per non parlare poi che quando dice che avrebbe impugnato l’ordinanza al Tar e addirittura alla Consulta, l’avvocato del popolo dimostra di non aver mai messo piede in un Tribunale, visto che i termini giudiziari sono sospesi sino all’11 maggio e che per fissare la sospensiva ci vuole almeno un mese ed ancora di più per la Consulta”.
Affondo contro il Governo. “Inoltre il Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri -si mette in rilievo – avrebbe dovuto fissare, come tutte le ordinanze urgenti ed in considerazione del rischio e della grave limitazione di libertà, termini finali differenziati nelle singole misure di sospensione dei diritti di libertà, mentre invece, in questo periodo, vengono ogni giorno lesi gravemente alcuni diritti costituzionali, a colpi di decreti d’urgenza , e in assenza di una vera discussione parlamentare. Al contrario il nostro presidente ha il pieno appoggio di tutta la sua giunta, con cui si confronta. Afferma infatti il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Filippo Pietropaolo.”Aver limitato la diffusione del virus per la Calabria e’ un vantaggio che va sfruttato, non solo per adeguare il sistema sanitario ad un possibile ritorno dell’epidemia, ma anche per aiutare la ripartenza delle imprese dietro alle quali ci sono storie di passione, di coraggio, di sacrificio, ma anche la serenità e il futuro di tante famiglie. In questa direzione va anche l’ordinanza con cui la presidente Santelli da’ la possibilità a bar e ristoranti di riprendere la propria attività all’aperto”. Quindi mentre il presidente Conte mostra preoccupazione per la possibile diffusione del contagio, a causa di autonomi allentamenti delle misure di prescrizione, criticando di fatto un modello che è stato elogiato addirittura dal New Yorl Times, allo stesso tempo consente il rientro al Sud di migliaia di studenti e lavoratori, che vivono nelle regioni più colpite dal virus, senza alcun controllo né aiuti a gestirne la pericolosità, considerando che i contagi calabresi, alla fine risultano essere solo contaminazioni di ritorno”.
Regole basilari. “Adesso la Presidente  -si conclude nella nota – dovrà avere l’ulteriore coraggio di imporre delle regole basilari,  come ad esempio le distanze tra i tavoli, con la possibilità eventualmente di poter utilizzare avere anche i posti auto, oltre a maggiore spazio comunale, che si spera possa essere concesso gratuitamente, concedere l’allungamento degli orari, stabilire inoltre le distanze tra gli ombrelloni e suppellettili per consentire di allestire gli 800 km di costa, come già iniziato con l’allegato 1) dell’ordinanza del 24.04.2020 n° 36, ma sopratutto avviare la formazione professionale di chi dovrà interagire con il pubblico. In questo modo si potrà procedere ad una ottimale fase due, che si spera, mantenga la buona sorte della fase uno.
Articolo su: Quotidiano.net

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