martedì 31 marzo 2020

Riva Destra sul Decreto "Cura Italia".

Il Decreto Cura Italia appare più un farmaco placebo che un percorso solutorio per le urgenti necessità di tanti milioni di nostri concittadini, nonché delle nostre imprese, e bene hanno fatto i parlamentari di Fratelli d'Italia a consegnare le loro proposte correttive ed integrative. Riva Destra, movimento federato al partito guidato da Giorgia Meloni, avvalendosi del proprio 'think tank', ha saputo evidenziare ulteriori punti di debolezza del recente atto firmato frettolosamente dal Presidente Conte, proponendo ulteriori 12 emendamenti ai parlamentari che rappresentano le nostre istanze".
Lo dichiarano in una nota congiunta Fabio Sabbatani Schiuma e Fabio Verna, rispettivamente segretario nazionale e responsabile del dipartimento economico del Comitato Romano di Riva Destra.
"I comparti toccati -continua la nota- grazie al lavoro svolto dal vicesegretario nazionale Angelo Bertoglio, dal coordinatore del Lazio Marco Micacchi, dai responsabili provinciali di Brindisi, Frosinone e Imola, rispettivamente Massimiliano De Noia, Daniele Colasanti e Umberto Giannini, oltre che da Enrico La Monica del Comitato romano, sono il sostegno ai genitori ed alle attività didattiche per la formazione dei loro figli, sostegno da porre in essere anche per quei datori di lavoro titolari di più sedi di attività.E ancora -prosegue la nota- la tutela dei lavoratori autonomi iscritti ad Albi professionali, con particolare attenzione agli avvocati in bassa fascia di reddito e l'impiego di medici e funzionari della P.A. presso il Ministero della Salute, nonché lo scorrimento delle graduatorie dei precari del Corpo dei VV.FF. con le conseguenti debite assunzioni.Infine -conclude la nota- le modifiche al reddito di cittadinanza, che invece di essere un efficace ammortizzatore sociale, ha creato squilibri e talvolta anche abusi. Il lavoro sviluppato da Riva Destra -aggiunge infine la nota- ha nella sua unica finalità, l'intento di contribuire al sostegno di quelle fasce sociali, cosiddette deboli, che non vengono correttamente tutelate dall'attuale governo".  


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