domenica 18 novembre 2018

POLITICA:COSÌ I MOVIMENTI AFFIANCHERANNO GIORGIA MELONI.

Fabio Schiuma, dirigente nazionale di FdI
e fondatore di Riva Destra
Giorgia Meloni, nel rinnovare e rafforzare la struttura dirigenziale del suo partito mi ha ‘chiamato’ come responsabile nazionale dei ‘Rapporti con l’Associazionismo politico’. Le parole di Giorgia sono state da subito chiare, allorquando intervenendo il 7 ottobre scorso alla Direzione Nazionale di Riva Destra (il movimento che ho fondato nel 1994 dal primo storico circolo di Alleanza Nazionale) disse: «Fabio rappresenterà il movimento “Riva Destra” nell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e a lui affideremo il dipartimento che si occupa dei rapporti con il mondo associativo e con tutte quelle realtà che ci sono e che possono avvicinarsi a FdI. Noi vogliamo che la vostra realtà abbia centralità e operatività a livello nazionale perché in questi anni avete saputo interpretare un modello che FdI vuole portare avanti».

L’aver affidato un incarico del genere proprio a un esponente di questi movimenti come lo sono io, e’ la certezza che si possano conoscere paure, diffidenze, ma anche energie e opportunita’, che queste realta’ indipendenti offrono a chi si dispone al dialogo senza voler fagocitare nulla e nessuno.

Nel movimentismo d’altronde si respira da sempre aria di sana politica, di militanza senza interesse, di competenza e passione. E’ un patrimonio utile, soprattutto per ricostruire il rapporto tra cittadini e politica.

Questo accordo dimostra coraggio e voglia di costruire insieme ed è il risultato dell’impegno personale di Giorgia Meloni nel rendere FdI un partito sempre più inclusivo”.

Sara’ un laboratorio tematico sulla galassia di destra e non solo, e ora attendo solo come il dipartimento Organizzazione del partito ci indichera’ di strutturare i dipartimenti.

E’ intanto un’ottima notizia l’accordo siglato tra ‘Realta’ Popolare’ e ‘Riva Destra’, con il quale i due movimenti indipendenti annunciano sinergie sui territori ove sono entrambi presenti e da subito garantiscono pieno sostegno alle liste di Fratelli d’Italia, sin dalle prossime elezioni del 2019. Ho espresso piena soddisfazione per questo patto di collaborazione tra Pasquale Buffardi, Presidente di Realta’ Popolare, e l’Esecutivo Nazionale di Riva Destra, che ringrazio per la fiducia e il senso di responsabilità.

Voglio sottolineare comunque che in FdI ho trovato finalmente un clima positivo, di collaborazione, di supporto reciproco. Nessun cerchio magico attorno al leader, tantomeno ostilita’ per chi viene da destra e lo rivendica, ma non fa di professione il saltatore sul carro del vincitore. Ognuno si rimbocca le maniche e cerca di dare il proprio contributo per rafforzare chi ha il merito, come la classe dirigente di FdI, nell’aver tenuto alta la bandiera della destra italiana permettendo che rimanesse in Parlamento

I contatti che ci sono li stiamo gia’ sviluppando soprattutto sulle tematiche condivise. Ieri, per esempio, con il deputato milanese Paola Frassinetti, abbiamo incontrato alcuni animalisti per un confronto. Poi, con i dirigenti sardi e calabresi, abbiamo riflettuto sul come coinvolgere altre realta’ di destra, che direttamente nel partito, chi rimanendo autonomo. Stessa cosa l’altro ieri a Ostia a un’analoga riunione: ogni situazione la affrontiamo nel pieno rispetto delle identita’ altrui e delle idee che si vogliono veicolare tramite il partito. Anche all’estero il richiamo di Giorgia fa presa sugli italiani che risiedono fuori dai confini”

Ma perche’ un movimento autonomo dovrebbe aderire a questo progetto e sostenere FdI, solo per una questione di valori condivisi?

Certo, questo e’ un punto fondamentale, fornire un contributo alla ricomposizione di un’area politica, dove la destra torni a essere davvero protagonista, rivendicando che lotta all’immigrazione clandestina, sicurezza, famiglia, identità, sono state per decenni storiche battaglie della destra italiana, per non parlare del presidenzialismo, unica condizione base per cambiare davvero l’Italia. Poi c’e’ la prospettiva annunciata dalla Meloni di un allargamento e di un nuovo fronte sovranista e conservatore, piace. Ovviamente pero’ stimola soprattutto chi ha qualcosa da dare e non pensa solo a prendere. Certo poi bisogna rispettare quelle regole di cui un partito si compone.

Indubbiamente poi, se si vuole davvero incidere nella quotidianita’ e nella risoluzione dei problemi della gente, e’ anche una questione di spazi e di agibilita’ politica per coloro che, nella mancanza di riferimenti ideali, si sono arroccati nelle loro realta’ e non si identificano piu’ se non nella propria sigla. Il calcolo e’ anche semplice: nella Lega Nord di Matteo Salvini, oramai si prendono i numeretti per la lista di attesa, movimenti paralleli non sono previsti e la classe dirigente locale serra i ranghi per difendere le posizioni acquisite grazie alla crescita imponente della popolarita’ del suo leader; Forza Italia dal canto suo e’ in evidente crisi di numeri, gli eletti sono gia’ tanti confronto agli attuali posti disponibili secondo i sondaggi e il futuro appare piuttosto incerto. Di contro investire in FdI puo’ avere anche i suoi ritorni per chi, come infatti Riva Destra, ha candidato -ed anche eletto- i suoi esponenti nelle liste dei partiti di centrodestra: si mantiene la propria identita’ pur avvicinandosi a un partito nazionale, al quale si portano voti, ma anche proposte, avendo in cambio spazi elettorali e visibilita’. D’altronde la Meloni, unico leader nazionale donna, si contraddistingue per coerenza e concretezza: il domani le appartiene.

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venerdì 9 novembre 2018

Roma, Giorgia Meloni apre ai “Movimenti” e delega Sabbatani Schiuma.

Il leader di FdI nomina il fondatore di Riva Destra come responsabile nazionale dei rapporti con l'associazionismo politico

Giorgia Meloni lo aveva annunciato il 7 ottobre scorso in occasione della riunione della Direzione Nazionale di Riva Destra, movimento nato dallo storico primo circolo di Alleanza Nazionale. 
Detto, fatto. 


"Fabio Sabbatani Schiuma rappresenterà il movimento 'Riva Destra' nell'Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e a lui affideremo il dipartimento che si occupa dei rapporti con il mondo associativo e con tutte quelle realtà che ci sono e che possono avvicinarsi a FdI. Noi vogliamo che la vostra realtà abbia centralità e operatività a livello nazionale perché in questi anni avete saputo interpretare un modello che FdI vuole portare avanti". Non è infatti solo un riconoscimento al consigliere capitolino e fondatore di Riva Destra, che quel giorno aveva comunicato ufficialmente a Giorgia Meloni la sua volontà di aderire a FdI e contestualmente la Direzione Nazionale del movimento aveva votato all'unanimità un ordine del giorno in cui "Riva Destra, nel continuare la sua azione tesa a fornire un contributo alla ricomposizione di un’area politica italiana, dove la destra torni a essere davvero protagonista, sosterrà tassativamente le liste e i candidati di FdI, rivendicando che lotta all'immigrazione clandestina, sicurezza, famiglia, identità, siano state per decenni storiche battaglie della destra italiana, per non parlare del presidenzialismo, unica condizione base per cambiare davvero l’Italia".
La scelta della Meloni ha infatti uno scopo ben preciso e più profondo: chiamare a raccolta quei tanti movimenti, di destra ma non solo, i quali nella diaspora della destra postfiniana, nella crisi generale delle strutture partititiche e nella mancanza di riferimenti ideali, si sono arroccati nelle loro realtà e non si identificano più se non nella propria sigla. Il calcolo è anche semplice: nella Lega Nord di Matteo Salvini, oramai si prendono i numeretti per la lista di attesa, movimenti paralleli non sono previsti e la classe dirigente locale serra i ranghi per difendere le posizioni acquisite dalla crescita imponente della popolarità del suo leader; Forza Italia dal canto suo e' in evidente crisi di numeri, gli eletti sono già tanti confronto agli attuali posti disponibili secondo i sondaggi e il futuro appare piuttosto incerto. 
Di contro "investire" in FdI, che pur dal suo 4% prospetta però un allargamento e un nuovo fronte sovranista e conservatore, probabilmente allargato ai governatori di Liguria e Sicilia, Giovanni Toti e Nello Musumeci, può avere anche i suoi ritorni per chi, come infatti Riva Destra, ha candidato -ed anche eletto- i suoi esponenti nelle liste dei partiti di centrodestra, mantiene la sua autonomia e potrebbe' federarsi a un partito nazionale al quale portare voti e proposte, avendo in cambio spazi elettorali e visibilità. D'altronde la Meloni, unico leader nazionale donna, si contraddistingue per concretezza e l'affidare quello che sarà un laboratorio tematico proprio a un esponente di questi movimenti, è la certezza che si conoscano paure, diffidenze, ma anche energie e opportunità', che queste realtà indipendenti offrono a chi si dispone al dialogo senza voler fagocitare nulla e nessuno.
Sabbatani Schiuma, raggiunto da affaritaliani.it  si mostra "orgoglioso e felice per la nomina ricevuta e soprattutto per la parola mantenuta: Giorgia Meloni è giovane, ha le idee chiare e sta mostrando equilibrio, coraggio e coerenza da vendere. Ripagherò la sua fiducia con la sola moneta che conosco: Onore e Lealtà. Entro il mese prevedo già le prime adesioni e nel prossimo anno le proporrò di organizzare una grande kermesse nazionale con tutti quei movimenti che faranno fronte insieme".

Fonte: Affari Italiani

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ROMA, REFERENDUM ATAC: RIVA DESTRA PER IL 'NO', "DALLA PARTE DI UTENTI E LAVORATORI".

ROMA 8 nov - "Dopo due anni di Giunta Raggi, siamo al concordato prefallimentare e al referendum per privatizzare Atac. Una Giunta grillina che non ha saputo prendere tempestivamente le decisioni giuste a partire dall'acquistare subito tram e bus nuovi, che si è baloccata con cambi e ricambi di suo personale politico e management Atac strapagato ed ora il concordato viaggia verso le ignote decisioni dell’assemblea dei creditori di dicembre. 
Una giunta con indirizzi bivalenti e un po' strabici, vista l'indulgenza sospetta verso i disservizi di Roma TPL e le prepotenze dei suoi proprietari a danno dei suoi lavoratori ai quali ancora oggi, non arriva lo stipendio. Motivi più che validi per attivare scioperi nelle periferie che purtroppo sono le più esposte alla mancanza di mobilità. Una città arrabbiata per un servizio non degno della Capitale di Italia, che è strumentalizzata dai Radicali, presenti nelle giunte romane e laziali e non esattamente estranei alle vicende del trasporto per le quali però non hanno mai fiatato. Temi quali l'evasione tariffaria al 30% o i disservizi specialmente nelle sperdute periferie non li hanno mai interessati, se non prima del 4 marzo, per ingraziarsi parte di quel PD giachettiano e renziano in cerca di rivincita, incassare un posto in lista con Tabacci e farsi alfieri di un progetto di privatizzazioni che renderà felici solo i concorrenti europei inglesi, tedeschi o francesi".
Lo dichiara Claudio Zeppieri, responsabile del settore Trasporti di Riva Destra, in una nota congiunta con il coordinatore romano Lorenzo Loiacono."I cittadini e gli utenti sono arrabbiati -prosegue la nota- ma anche i lavoratori e le lavoratrici di Atac, Metro, Roma TPL, e l’indotto che ha scontato un centinaio di licenziamenti, quindi, quanto se non di più degli autoferrotranvieri, visto che ancora una volta devono pagare per coloro che sono scappati portando i soldi in nero all'estero, lucrato sulle mense, sui pneumatici usati e sulle plusvalenze, sui costosissimi ricambi, sulle consulenze d'oro, sulla truffa della doppia bigliettazione in nero costata per 5 anni 100 milioni euro/anno, spariti".

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