venerdì 30 dicembre 2016

EUROTRAGEDIA !

Mi permetto di aggiungere che, meglio dei Dazi Doganali, si potrebbero obbligare gli importatori ad avere la Certificazione di Qualità (attualmente la ISO 9001:2015) più quelle di prodotto, per ottenere due risultati positivi: 
1) maggior controllo sulla qualità dei prodotti, 
2) maggior lavoro per tutti i Certificatori operanti in Italia. 
Le importazioni sarebbero meglio controllate e molti prodotti tornerebbero al mittente, risultando non sdoganabili ! 


giovedì 29 dicembre 2016

IERI 28 DICEMBRE ABBIAMO FESTEGGIATO IL COMPLEANNO DEL NOSTRO CONDOTTIERO !

Bellissima Tavolata
Fabio alle prese con la Torta !






















Prima una pizza in compagnia e poi una grande festa allo Sha.
Che il futuro riservi a Fabio sempre grandi successi, insieme a tutti noi. Ancora Mille AUGURI !!!

Animata Conversazione
Fabio Brinda con Noi !


Arriva Francesco Storace !
Cristina e Anna illuminano la Festa !
Fabio con la "Macchina di Leonardo" per la Grappa !
Giancarlo, Patrizia e Cristina Giocano !
Anna e Fabio Pronti per Torta e Brindisi
Anna si mangia Fabio con gli occhi !
Fatti 48...sotto un altro !
Fabio ancora lucido ;-)
Taglio della Torta !
Tavolata iniziale - Tutti Lucidi !
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Ecco una Fonte di Violenza e Terrorismo !

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mercoledì 28 dicembre 2016

FRONTE IDENTITARIO: 22 GENNAIO A ROMA.

"La vittoria di Trump alle presidenziali americane, il sorpasso dell’austriaco Hofer sui partiti tradizionali e i pronostici a favore di Marine Le Pen sono stati letti dalla maggior parte dei commentatori come altrettante testimonianze di un rinnovato VENTO di DESTRA che soffia sul mondo.

Un vento che rischia di non raggiungere il nostro Paese dove la vecchia rappresentanza della destra politica ha dimostrato di essere priva degli strumenti culturali e politici mentre era al governo e oggi, certamente non sarà in grado di incanalare la richiesta di un ritorno ai valori patriottici, comunitari e solidaristici verso il successo elettorale; la destra italiana è infatti orfana dei suoi padri politici e all'orizzonte non si intravedono eredi credibili della tradizione originaria, mentre la scena è occupata dai fantasmi dell’antipolitica e del qualunquismo.
È in questo scenario che PatriaRiva Destra e Mille Patrie intendono lanciare un appello a tutte quelle forze identitarie che vorranno confrontarsi per trovare risposte comuni alle sfide del presente e costruire insieme la nuova destra identitaria, argine allo strapotere bancario, all’omologazione culturale e all’immigrazione incontrollata.
Di questi temi discuteremo a Roma il 22 gennaio perché dalla collaborazione di gruppi e movimenti provenienti da storie e contesti diversi possano scaturire nel dibattito politico sempre più scadente in un fronte identitario per il futuro della nostra terra".

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martedì 20 dicembre 2016

Onestà...Onestà...Onestà...


“L’onestà non basta predicarla, ma bisogna praticarla: gli elettori hanno scelto Virginia Raggi per risolvere i problemi di Roma, ma invece hanno trovato il primo cittadino impegnato da mesi con assessori indagati, stretti collaboratori arrestati, oltre al capo di gabinetto a quasi 200.000 euro l’anno, l’addetto stampa a più di 100.000 e il dipendente comunale militante che era passato da 3.000 euro al mese a 10.000. La domanda sorge spontanea e la risposta appare sempre più evidente: la sindaca Raggi è inadeguata per una responsabilità così grande”. 
Lo dichiara Fabio Sabbatani Schiuma, componente del direttivo romano di Noi con Salvini e capogruppo al Municipio V.

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venerdì 9 dicembre 2016

“Chi è di Destra punti su Salvini Premier”.

Parla Fabio Sabbatani Schiuma, leader di Riva Destra: 'Diamo appuntamento a Roma il 22 gennaio 2017. Lavoriamo per un grande blocco sociale, identitario, sovranista e federalista'.
Fabio Sabbatani Schiuma può essere considerato ormai uno dei protagonisti della destra sociale romana. Il leader di Riva Destra, infatti, ha sulle spalle tanti anni di consiglio comunale a Roma, tra il 1997 e il 2013, prima come vicepresidente del gruppo di AN, poi come vicepresidente del Consiglio Comunale e infine come Indipendente di Destra, dopo la sospensione dal partito voluta da Gianfranco Fini nel 2007. Nasce politicamente nel Fronte della Gioventù, entra in An ed è stato uno dei fondatori e portavoce romano de 'La Destra'. Dopo una breve parentesi di riavvicinamento al PdL, alle ultime amministrative del giugno scorso è stato candidato 'in quota Salvini' come Presidente del Municipio V, a sostegno di Giorgia Meloni: un territorio difficile e storicamente di sinistra, dove però Schiuma ha ottenuto il 22% per la coalizione. Inoltre il suo schieramento partitico, Noi con Salvini, che in tutta Roma è al 2,7%, qui ha ottenuto il 4%. A marzo scorso è stato il promotore e l'organizzatore della visita di Marion Le Pen a Roma (nella foto).
Tornato a Roma dopo un tour in tutta Italia per il No al referendum, lo abbiamo raggiunto in piazza Santissimi Apostoli, a manifestare contro un bando pubblico della Prefettura, che stanzia 103 milioni di euro per accogliere 8.074 richiedenti asilo.
"Si, nelle ultime settimane ho partecipato a molti dei tanti eventi promossi da Riva Destra. Un modo anche per testare l'ottimo stato di salute, ossia la coesione e il radicamento, del nostro movimento che, voglio anche qui puntualizzare, non è e non sarà mai uno dei tanti partiti. Riva Destra è infatti un progetto, una speranza per i tanti 'orfani' della destra italiana".
Progetto per fare e speranza di cosa? Nel frattempo state con la Lega e con Noi con Salvini.
"Noi siamo nati come primo circolo di An, ma mentre quest'ultima è morta e sepolta, noi siamo ancora vivi e vegeti. Il progetto è ora quello di trovare il modo, lo spazio politico, per continuare le nostre battaglie di destra sociale. Per questo a Roma il 22 gennaio prossimo abbiamo dato appuntamento una serie di realtà comunitarie e militanti. Con Noi con Salvini ci stiamo dove ci aprono le porte. E ricambiamo con militanza, idee e risultati elettorali, come a Roma".
Voi volete che Matteo Salvini ricostruisca la destra italiana?
"No, il punto è proprio questo. Io non mi aspetto, ma neanche lo chiedo a Salvini di costruire un partito di destra. Credo invece che lui sia il candidato premier ideale per rappresentare uno schieramento non più 'arcorecentrico' e sia anche il leader perfetto per costruire un grande blocco sociale, identitario, sovranista, federalista e alternativo alle sinistre, basato sull'esperienza del Front National. In questo contenitore vogliamo trovare cittadinanza politica per le nostre idee e per i nostri valori".
E in concreto come può avvenire tutto ciò oggi che Salvini è ancora il segretario della Lega Nord?
"Senza un movimento radicato a sud di Roma infatti non si va da nessuna parte e Salvini lo ha capito da tempo: senza rinnegare nulla, ha superato la secessione rieditando e attualizzando il federalismo del Professor Miglio, parlando comunque di difesa dei confini nazionali, di diritti degli italiani e, soprattutto, di sovranità popolare da riconquistare, in Italia, in Europa e nel mondo: Brexit e la vittoria di Trump, ci dicono che siamo sulla strada giusta".
Si, va bene, ma ancora non mi ha risposto alla domanda di come, in concreto. E aggiungo, i primi risultati elettorali, Nord a parte, sono stati modesti.
"Bisogna dare contenuti organizzativi agli slogan. Dobbiamo costruire quel progetto che il centro-sud aspetta e che lo renda protagonista. Ma non si può realizzare tutto e subito. La prima Lega, come lo stesso M5S, non è che hanno preso all'esordio percentuali a due cifre. L'importante è non fermarsi alla pesca delle occasioni:  l'emergenza immigrati, gli attentati, la crisi, senza strategia non portano altro che alla fragilità delle posizioni".
Di politiche dei veti ne è lastricata Roma però... Lei per anni è stato definito il delfino di Storace.
“Come non lo so. E con Storace ne abbiamo subiti tanti di veti, da Fini alla nascita de La Destra, da Alemanno nel ballottaggio del 2008, fino a quelli, sempre ingiusti, che lo hanno tenuto fuori alle scorse elezioni dall'alleanza per Giorgia Meloni. Di Francesco, ossia l'uomo più processato d'Italia (altro che Berlusconi), ma rimasto con le fedina penale immacolata, conosco pregi e difetti: dei secondi non parlo, ma tra i primi ci sta una grande capacità trainante e organizzativa. Con lui a capo, An fu il primo partito a Roma, si vinsero elezioni provinciali, regionali e politiche. Sono stato al suo fianco per anni, con lealtà e fedeltà, ma come nelle migliori famiglie, ci stanno pure le separazioni. Credo di poter dire che l'affetto è rimasto, anzi si è rafforzato. E poi, mai dire mai...". 


lunedì 5 dicembre 2016

Renzi si dimette, e ora? Gli scenari.

No 59,1 - Sì 40,9%Oltre sei milioni di voti (19.419.507 per il No; 13.432.208 al Sì), dividono i vincitori dai vinti. Il risultato del referendum costituzionale è definitivo (63.169 sezioni su 63.169) quanto inequivocabile. Matteo Renzi ne ha preso atto poco dopo mezzanotte, dimettendosiOra la parola e le scelte passano per il Quirinale, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà sbrogliare la matassa e trovare un filo conduttore per uscire dal labirinto della crisi di governo.
Diverse le ipotesi sul tappeto: da un reincarico al presidente uscente, all'esecutivo tecnico-istituzionale. La prima opzione sembra allo stato la meno percorribile, perché va a sbattere con le parole dette questa notte da Renzi: "Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Ora tocca al No fare le proposte, serie e credibili, a partire dalla legge elettorale".
Se invece Mattarella decidesse di privilegiare la continuità tra passato e presente, potrebbe essere un ministro del governo uscente a ricevere l'incarico per tentare di formare un nuovo esecutivo. I nomi che circolano nel toto-premier, sono quelli dei ministri dell'Economia Piercarlo Padoan o del collega alle Infrastrutture Graziano Delrio.
Ma con quale maggioranza? Quella incardinata sull'asse Pd-Ap o il tentativo proverà anche a allargare l'asse della base politica che dovrebbe sostenere il governo? Se questa sarà la strada alternativa, il compito potrebbe invece essere affidato a una figura istituzionale, come quella del presidente del Senato Pietro Grasso. Nulla di più che ipotesi, per adesso, in un percorso che intanto prevede una serie di atti formali.
Nel pomeriggio è attesa la convocazione del Cdm per le dimissioni del governo, poi il presidente del consiglio uscente salirà al Quirinale per comunicare al capo dello Stato le proprie decisioni. Da quel momento sarà Mattarella il protagonista delle scelte. Quanto al Pd, il partito aspetta Renzi da segretario e non più da segretario-premier. La direzione del partito è già stata convocata per Martedì.

Fonte: AdnKronos

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