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lunedì 4 gennaio 2016

Sede, tesseramento e direttivo. Salvini mette radici a Roma.

Matteo mette radici nella Capitale e nel Lazio. Gennaio sarà il mese del radicamento territoriale.
Matteo Salvini mette radici nella Capitale e nel Lazio. Gennaio sarà il mese del radicamento territoriale per il movimento creato dal segretario leghista per sbarcare nel Centro-Sud. Dopo il commissariamento e l’azzeramento di tutti gli incarichi, con la ripresa della politica, fissata per lunedì 11, Noi con Salvini si strutturerà a Roma. Il 12 gennaio, ha annunciato a Il Tempo il commissario regionale Gian Marco Centinaio, verrà firmato il contratto d’affitto della sede romana: si tratta di un appartamento in zona centrale. Per il giorno successivo, il capogruppo del Carroccio in Senato ha fissato la riunione del direttivo romano con un ordine del giorno corposo: allargamento del coordinamento; assegnazione delle deleghe ai singoli componenti; costituzione dei comitati elettorali nei Municipi; definizione degli aspetti organizzativi e della comunicazione.
«Il direttivo - spiega Centinaio - verrà ampliato rispetto all’attuale composizione che è ancora provvisoria». Ad oggi ne fanno infatti parte la deputata Barbara Saltamartini, Barbara Mannucci, Souad Sbai, Fabio Sabbatani Schiuma e l’addetta stampa Iva Garibaldi. «Il direttivo romano - prosegue Centinaio - avrà almeno dieci membri e in futuro potrà essere ulteriormente ampliato. Ciascun componente avrà delle deleghe», anche se le decisioni resteranno in campo al commissario, che spiega quali saranno i criteri di reclutamento: «Credo che debba essere aperto non solo al personale politico, ma anche al mondo dell’associazionismo, delle professioni e delle categorie, anche a persone che aderiscono a Noi con Salvini pur rimanendo alla guida di altre associazioni, come avvenuto con Sabbatani Schiuma che è anche segretario nazionale di Riva Destra». I nuovi membri parteciperanno già alla riunione del 13 gennaio: «Con questi potenziali componenti del direttivo ho già parlato, ho spiegato il progetto, attendo una risposta entro l’Epifania. Chi ci sta è dentro, voglio essere inclusivo al massimo. Solo così il movimento può crescere e radicarsi».
Contemporaneamente, mentre il direttivo avvierà la macchina amministrativa per le amministrative, partirà anche il tesseramento di Noi con Salvini a Roma e nel Lazio, «in linea con quanto avviene in Lega», spiega il capogruppo a Palazzo Madama. L’obiettivo è preparare le elezioni comunali - che coinvolgeranno Roma, una sessantina di Comuni della provincia e altri centri importanti del Lazio - e al contempo sfruttare questo lavoro per radicare e strutturare il partito sul territorio. Una sfida che Centinaio sta affrontando col coordinatore provinciale Pierluigi Campomizzi e con il responsabile delle altre province laziali Umberto Fusco. Le regole saranno stringenti: coordinatori, membri del direttivo e responsabili dei comitati elettorali nei Municipi non potranno candidarsi né per l’Assemblea Capitolina, né per gli altri consigli comunali, né per la presidenza dei Municipi, né per i consigli municipali.
Tra le altre sfide che Centinaio vuole affrontare c’è la predisposizione di un regolamento nazionale per far partire i congressi anche a Roma e nel Lazio dopo la tornata elettorale di primavera e l’individuazione di alcuni speaker del movimento nella Capitale.
Nel frattempo si lavora con gli alleati per definire le strategie elettorali. Accordo raggiunto - rivela Centinaio - per la provincia di Frosinone: il centrodestra si presenterà unito con lo schema classico Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini. Situazione difficile invece a Latina, «per colpa degli alleati. Nel capoluogo pontino andremo da soli - confessa Centinaio - mentre a Terracina speriamo di poter recuperare il rapporto».
Motivo di scontro a Latina la richiesta di NcS di non volere in lista nessun esponente legato alla precedente amministrazione. Una discontinuità che Centinaio vorrebbe anche a Roma, con candidati nuovi non legati né all’amministrazione Alemanno né ai due anni e mezzo di Marino. «Ma sulla Capitale decide Salvini al tavolo con Berlusconi e la Meloni. Mi sembra però ormai abbastanza chiaro che non si andrà su Alfio Marchini», chiosa Centinaio.

Daniele Di Mario - IL TEMPO

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