domenica 1 marzo 2015

Pensatela come vi pare, ma Matteo Salvini ce l’ha fatta.

È una piazza piena come un uovo quella che lo saluta e lo incoraggia. Senza trucchetti, tipo palco a metà o gazebo a delimitare, Piazza del Popolo, già dalle 15, è colma all'inverosimile. Un colpo d’occhio addirittura emozionante. E ti viene un nodo alla gola quando senti esclamare quel signore distinto con consorte al braccio:«È come quando parlava Almirante..». Perché in effetti è così. È come da anni non si vedeva. La storica piazza della destra politica italiana stretta intorno a Matteo Salvini in un abbraccio che è più che un messaggio. Un avviso per il futuro, forse. Un dato da tenere comunque in debito conto per il presente. Anzitutto per tutti quelli che sperano e credono in una possibile rinascita. Ma anche per coloro che invece sono più scettici.
 Del resto un fatto è chiaro: tra i vari leader, quelli veri o quelli presunti, tra tutti coloro che si spendono e discutono, anche a ragione, sulle possibilità di rinascita di una destra nuovamente competitiva, l’unico che s’è preso sulle spalle la responsabilità, l’unico che ha deciso e provato l’azzardo della piazza - e che piazza, poi - è stato Matteo Salvini. Se non è questa una investitura, poco, ma davvero poco ci manca. Ed allora invece di giocare a demonizzare, invece di cercare di sminuire, invece di rifugiarsi nello scetticismo o limitarsi alla scrollata di spalle sarà opportuno e giusto prenderne atto. Sarà opportuno e giusto confrontarsi senza pregiudizi e senza retropensieri. Sui temi unificanti, che ci sono. E sulle divergenze e le diversità che possono essere l’additivo necessario. 
Da stasera o da domani. Anzi, da subito. 

Fabio Sabbatani Schiuma - Segretario Nazionale di Riva Destra

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