mercoledì 25 marzo 2015

L'UNITA' A DESTRA. IL RUOLO DI RIVA DESTRA. LA CAMPAGNA 'LA DESTRA RIPARTE'. IL RAPPORTO CON SALVINI.

Fabio Schiuma
Oggi la destra è rarefatta, inconsistente, ininfluente e frantumata in mille rivoli. Le gravi responsabilità sono certamente di Gianfranco Fini. Ma tali responsabilità vanno condivise 'in solido' con una classe dirigente di colonnelli ex An, che con lui hanno condiviso tutti i passaggi, fino a essere magari andati sotto 'altro padrone', solo per mantenere poltrone e incarichi. Classe dirigente che, giunta nei posti di comando, non ha fatto 'cose di destra', né marcato la differenza, spesso con risultati elettorali disastrosi. Nessuno escluso. E questo è un dato di fatto. Il nostro elettorato è perciò disorientato, deluso e arrabbiato. Come restituire una speranza e ricostruire 'da destra'? Innanzitutto chiudere con il passato, voltare pagina. E' necessario in primis non portare ancora acqua al mulino a questa ex classe dirigente, che prima si è scannata per potere, ha cannibalizzato la destra e ora tenta di ripresentarsi unita, sorridente e ammaliante, con il solo scopo di recuperare poltrone perdute, o a serio rischio. Bisogna rintracciare, sostenere e valorizzare una nuova classe dirigente dalla quale ripartire. L'unità a destra, d'altronde non si farà mai dalla base. Destra è individuo; sinistra è massa. Individuo, nel bene è individualità, nel male è individualismo. Massa, nel bene è compattezza, nel male è omologazione. A destra poi ognuno ha la 'sua' destra. Chi la vuole nostalgica e chi no, chi la vuole cristiana e chi laica, chi la vuole filoccidentale e chi antiamericana, chi la vuole liberale, chi sociale e chi nazionale ecc. A Roma tutto ciò si semplifica con una frase dialettale: 'chi la vole cotta e chi la vole cruda'. Ovviamente ognuno considera poi la 'Sua' destra migliore di quella degli altri, anzi l'unica destra possibile. E poi abbiamo un pessimo vizio, mai che si parli delle cose che uniscono, ma ci si accanisce sempre su quelle che dividono. Risultato? A destra serve un leader, uno che faccia le sintesi e che metta tutti d'accordo. E' sempre stato così poi. Ce ne sono di capaci e riconosciuti per fare questo? Io non ne vedo. Bisogna lavorare quindi per fare emergerne di nuovi. E sui territori ce ne sono tanti, che, mentre altri cannibalizzavano la destra, stanno crescendo e fanno oggi i consiglieri e anche i sindaci. E soprattutto 'fanno cose di destra'. Seri amministratori, provenienti dal nostro mondo, che vanno valorizzati. Ecco che Riva Destra ha lanciato la campagna 'La destra riparte', con i loro interventi come protagonisti. Riva Destra, sia chiaro a tutti, non è un partito, ma un movimento, o meglio un'idea, un progetto, una speranza. Oggi però stiamo crescendo. Nei numeri della nostra pagina facebook - più di un milione e mezzo di profili raggiunti ogni settimana, con i nostri post letti da decine di migliaia di persone - e nella partecipazione. Cresciamo anche nell'attenzione politica che riceviamo quotidianamente e nella qualità delle iniziative che mettiamo in campo. Dopo la giornata di Todi del 30 novembre scorso e quella di Varese il 21 marzo, avremo Mercoledì 25 marzo (oggi) a Roma e poi ancora Catania, Trani, Cosenza e ovunque saremo in grado di organizzare. Il nostro progetto è contribuire a ricostruire la destra 'da destra', con una nuova classe dirigente, e lavorare per la costruzione di una alternativa nazionale e popolare, intorno a queste nuove leadership che anche noi stiamo individuando sui territori. Ovviamente in questo percorso va preso atto che Matteo Salvini sia un'interlocutore inevitabile: ha oggi un linguaggio vicino al nostro, e pur non provenendo dal nostro mondo, parla chiaro e mostra coraggio. E qui prendo in prestito le parole di Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore, proveniente peraltro dal nostro mondo.  "Salvini - spiega Buttafuoco - trasforma la Lega e la fa nazionale e su questo processo costruisce una casa che può essere l’incubatrice, non certamente in una prima fase di riuscita e di vittoria elettorale e quindi per andare al governo; ma quantomeno può dare finalmente un luogo dove costruire la politica. Anche perché viene subito dopo una stagione orrenda che è stata quella dell’antipolitica. Voglio dire, il peggior avversario di Salvini lo deve comunque ringraziare perché va a posizionarsi in un ambito che finora è stato occupato inutilmente e sterilmente dai cosiddetti Cinque stelle. E il peggiore avversario di Salvini lo deve ringraziare perché finalmente comincia a costruire un edificio dove non necessariamente dev'esserci la destra che piace all’establishment, non è che l’unica destra bella deve essere quella che si apparecchiava Gianfranco Fini, che poi è finita”. Buttafuoco, poi, “rottama” i superstiti di Alleanza Nazionale: “E’ una semplice e brutale legge della politica: se a questo gruppetto, a tutti questi politici conviene andare con Salvini, è altrettanto ovvio che a Salvini non convenga prenderseli, né caricarseli". Ecco, mentre noi proseguiamo la nostra azione per ricostruire 'da destra', la destra italiana, distrutta dai colonnelli ex Alleanza Nazionale. 
Siamo in perfetta linea con Pietrangelo. Avanti tutta. Il domani appartiene a noi.

Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale di Riva Destra

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