mercoledì 18 febbraio 2015

IL FUTURO DEL CENTRODESTRA

La destra romana in fila da Salvini
Il leghista prepara la manifestazione del 28 a piazza del Popolo. Allarme centri sociali.

Obiettivo centomila. Fervono i preparativi per la manifestazione promossa da Matteo Salvini il prossimo 28 febbraio a Roma in piazza del Popolo. Quella del segretario della Lega è una vera e propria chiamata a raccolta del popolo antirenziano, un’adunanza delle destre che vedono il leader del Carroccio - in costante crescita nel Centro-Sud - come l’unico in grado di riaggregare un campo balcanizzato e in crisi politico-culturale e di rimetterlo in pista per sfidare il Pd.
Il titolo della manifestazione, del resto, è eloquente: "Renzi a casa". Salvini alza i toni, attacca il governo su immigrazione, terrorismo, economia, Europa e lancia il guanto di sfida al premier e segretario Dem. "Ci saranno centomila persone, una risata li seppellirà", dice il segretario di via Bellerio ricorrendo a una storica citazione anarchica. "Piazza del popolo a Roma non dico che deve esplodere, visti i tempi, ma ribollire di persone per bene: interverranno dal palco medici, poliziotti - prosegue Renzi - Abbiamo bisogno di persone per bene".
Autorevoli fonti parlamentari riferiscono che il 28 febbraio raggiungeranno la Capitale circa 250 pullman, circa 150 di quali dal Nord e un centinaio dal Mezzogiorno. Tantissimi militanti, invece, arriveranno a Roma in treno. L’allerta delle forze dell’ordine resta altissima. Sebbene la manifestazione di Salvini non sia un corteo, da giorni centri sociali e collettivi studenteschi di estrema sinistra promettono contromanifestazioni al grido di «Salvini Roma non ti vuole», come riportato da Il Tempo il 7 febbraio. Il timore è che possano verificarsi scontri durante l’afflusso in piazza del Popolo dei militanti di Salvini. Oggi collettivi e centri sociali si rivedranno all’università La Sapienza - come già fatto ai primi del mese - per organizzare la controffensiva: un corteo dall’ateneo fino in piazza del Popolo, anche se nessuna manifestazione sarebbe stata ancora autorizzata dalla Questura.
Di certo in piazza del Popolo ci saranno non solo gli elettori del leader leghista, ma anche i politici romani che hanno aderito alla lista "Noi con Salvini". Tra loro il consigliere comunale e capogruppo Ncs in Campidoglio Marco Pomarici. Ma anche tanti politici che ufficialmente ancora non hanno scelto formalmente l’altro Matteo e che militano in altri partiti, come la leader di Fratelli d’Italia-An Giorgia Meloni. Ci sarà ad esempio l’ex portavoce nazionale Ncd Barbara Saltamartini, ora passata al gruppo Misto. E a nessuno sono sfuggite le dimissioni da capogruppo Ncd in Regione Lazio di Pietro Di Paolo, marito della Saltamartini. Di Paolo ha spiegato ai colleghi l’intenzione di percorrere un percorso politico diverso da quello di Alfano, ma non se l’è sentita, per correttezza istituzionale, di andarsene da capogruppo in carica. Alla Pisana sono in tanti a guardare a Salvini. C’è ad esempio il giovane Fabrizio Santori e voci di corridoio parlano di una prossima formazione di un gruppo consiliare "Noi con Salvini" in Consiglio regionale.
Insomma, l’altro Matteo miete consensi. Ora toccherà a lui decidere come muoversi. In molti vogliono capire il progetto e fino a che punto la sua sarà una lista civica, quale possa essere l’agibilità per chi ricopre una carica elettiva. «Aspettiamo che la nebbia si diradi - spiega un consigliere regionale - Per la destra Salvini è la luce fuori dal tunnel, però manca ancora chiarezza. Il senatore Volpi all’inizio ha spinto molto sull’acceleratore e ora il progetto è stato frenato: in tanti fuori dalla porta aspettano ancora una risposta. Inoltre cosa farà il resto della destra, ad esempio la Meloni? È chiaro però che l’attenzione verso Salvini resta altissima». L’impressione è che dopo il 28 febbraio e con l’avvicinarsi delle regionali tutto possa essere più chiaro.

di Daniele Di Mario - IL TEMPO

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