giovedì 6 novembre 2014

RIPORTIAMO A CASA I MARO': FIACCOLATA A ROMA PER I 1000 GIORNI "DI VERGOGNA"

- Martedì 11 Novembre 2014 ore 20 - Piazza Montecitorio
“In occasione dell'imminente scadenza dei 1000 giorni dal sequestro dei due marò, abbiamo organizzato per Martedì 11 novembre dalle ore 20 una fiaccolata a Roma in Piazza Montecitorio, per continuare a far sentire loro l'affetto e il sostegno degli italiani e per ricordare ai nostri governanti che questa vicenda umilia i due soldati, le loro famiglie e un intero popolo", lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori e il segretario nazionale di Riva Destra Fabio Sabbatani Schiuma, entrambi promotori dell’iniziativa ed esponenti del comitato 'Difendiamo l'Italia'.
"Lanciamo un appello a tutti i cittadini a portare con sé un tricolore, e ad unirsi a noi che con lo striscione 'Riportiamo a casa i Marò' e decine di fiaccole ribadiremo con rabbia e calore la nostra vicinanza a Salvatore e Massimiliano. La nostra sarà una testimonianza che segue le tante iniziative che nel tempo si sono susseguite, comprese le nostre proteste di fronte all’ambasciata dell’India, e attenderemo la mezzanotte con le fiaccole, vegliando per il millesimo giorno di vergogna per l’Italia”, conclude la nota.
“La politica italiana - conclude la nota di Santori e Schiuma - e i tanti governi succedutisi, sono stati capaci di sole chiacchiere, compresa un inutile spedizione di parlamentari, in viaggio a spese nostre per farsi fotografare senza neanche ottenere un incontro istituzionale. E' ora di sospendere ogni rapporto commerciale e diplomatico con l'India".

Roma, 6 Novembre 2014

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mercoledì 5 novembre 2014

BASTA CELLULE IMPAZZITE - UNIAMOCI !

Se metti dieci persone di destra in una stanza escono dieci partiti. Quello ha in testa la destra identitaria, quello la destra sociale, un altro quella liberale, un altro ancora quella più laica e poi spunta quella filo cattolica, quella filoccidentale e quella anti americana e campa cavallo. Ognuno ritiene che la sua sia la migliore e si passa il tempo a discutere su quello che divide e non su ciò che unisce. Quindi serve un leader che sappia fare da sintesi e nel quale tutti si riconoscano. E se oggi non lo abbiamo, dobbiamo costruirlo in casa, a casa nostra, da destra. 
Il 30 novembre a Todi inizia il nostro cammino. 


domenica 2 novembre 2014

Qualche riflessione sulla questione ROM (alias ZINGARI).

- Riflettiamo un attimo: la sinistra ben pensante si riempie la bocca nella difesa dei loro diritti, usi e costumi e da anni fa percepire suon di milioni ai soliti noti (Opera Nomadi, Sant'Egidio ecc) di euro per la cosiddetta integrazione, che passa innanzitutto per la scolarizzazione dei bambini rom. E' un atto - dicono - che serve per farli... appunto integrare e perchè le leggi italiane parlano di 'scuola dell'obbligo' per i minori. Ora, la prima domanda sorge spontanea: ma se devono rispettare le nostre leggi, perchè se a una coppia di rom che non li manda a scuola, il tribunale dei minori sentenzia sempre il 'ricongiungimento con il nucleo familiare', anche in caso di evidente stato di abbandono del minore, per non parlare della flagranza del 50esimo piccolo furto nella quale vengono spesso sorpresi, mentre a una coppia di italiani viene sospesa la patria potestà in un batter baleno per cose molto meno gravi? E ancora: vogliamo difendere i loro diritti e le loro tradizioni? Bene, allora nella antica cultura 'gitana', la lettera scritta non esiste e viene sostituita dalla tradizione orale, dalla magia del suono: non è una violenza allora mandarli a scuola e costringerli all'alfabetizzazione? Dal 1997 ho fatto il consigliere comunale di Roma e allora il sindaco Rutelli, tramite il suo assessore alle politiche educative, Fiorella Farinelli (CGIL doc), iniziò a sperperare i nostri soldi con la scolarizzazione: 5 miliardi di lire annui. Negli anni successivi, anche con le giunte Veltroni, ho sempre attaccato su questo tema contestando i loro numeri e l'efficacia poi di questo sistema: mi rispondevano che 'il 70% dei bimbi rom si è iscritto a scuola però!'. E ribattevo, dati alla mano, che mi andavo a spulciare tra la reticenza delle coordinatrici didattiche politicizzate, che 'solo il 20% è poi frequentante', ossia che i genitori - quando lo sono realmente e non si sono venduti i figli ad altre coppie per il business dell'accattonaggio e della piccola criminalità - a scuola non ce li mandano proprio. Proponevo quindi di smetterla con questo sperpero inutile di denaro pubblico, almeno, invece di far passare il pulmino delle solite associazioni amiche loro, davanti al campo per portarli a scuola, ci fosse la cosiddetta 'presa in carico': il personale delle associazioni entra nel campo e va direttamente a prendere il bambino, lo porta a scuola e poi lo riconsegna a casa. Troppo costoso però: dov'è poi il lucro? Ovviamente la mia prima interrogazione fu per chiedere almeno di provvedere, all'interno dei plessi delle scuole dell'integrazione, affinchè i bambini rom arrivassero in classe docciati, poichè il loro stato di sporcizia era la prima barriera divisoria con gli altri bambini. Sia per la presa in carico che per l'igiene dei bambini, per la sinistra il razzista ero io e nelle risposte alle mie interrogazioni scrivevano proprio così: "linguaggio e metodi evidentemente razzisti".