Ultimissime

sabato 25 ottobre 2014

ELEZIONI COMITES: ON. DI STEFANO (FI) - RIVA DESTRA, BENE AMMISSIONE LISTA 'ITALIANI A BERLINO'.ORA VOTO TRASPARENTE.

ROMA, 24 ott - "Apprendo che l'ammissione delle liste per il rinnovo dei comites degli italiani residenti nel distretto Berlino/Brandeburgo sia avvenuta regolarmente e che di conseguenza la lista 'Italiani a Berlino' sia stata ammessa. Auspico ora che anche la campagna elettorale e le operazioni di voto avvengano in un clima di confronto democratico e in modo trasparente e che gli organismi preposti si adoperino posteriormente affinché gli eletti possano ricoprire a giusto titolo un ruolo così fondamentale per la nostra comunità berlinese".
Lo dichiara il deputato Fabrizio Di Stefano, in una nota congiunta con il segretario nazionale del movimento Riva Destra, Fabio Sabbatani Schiuma.
"Resta da far luce - continua la nota - sulla veridicità dei fatti che mi erano stati riportati circa un possibile clima elettorale inquinato da vergognose diffamazioni, da gravi scorrettezze e, soprattutto, dal tentativo di eludere le procedure di legge già nella presentazione delle liste.
Sono convinto - conclude la nota - che l'ambasciata italiana si sia adoperata e continuerà a farlo con sforzo massimo per garantire il buon corso della campagna, ove lealmente si misureranno anche i candidati della lista 'Italiani a Berlino', capeggiata dal regista e produttore cinematografico Simone Orlandini: una lista apartitica e peraltro composta da italiani residenti all'estero di diverse appartenenze politiche, che non devono subire discriminazioni e violazione delle leggi". 
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martedì 21 ottobre 2014

ELEZIONI COMITES: DI STEFANO (FI), INTERPELLANZA PARLAMENTARE SU LISTE A BERLINO

"Clima inquinato da diffamazioni e violazioni delle regole mette a serio rischio trasparenza voto".
ROMA, 21 ott - "In occasione delle imminenti elezioni dei comites mi giunge notizia che per il distretto di Berlino-Brandeburgo il clima elettorale sarebbe già inquinato da vergognose diffamazioni, da gravi scorrettezze e, soprattutto, dal mancato rispetto delle procedure di legge: sto presentando in merito un'interpellanza urgente per conoscere se queste voci corrispondono al vero e nel caso, quali misure intendano mettere in atto gli organismi preposti, affinché il voto prossimo avvenga in modo trasparente e democratico, senza ingerenze".
Lo dichiara in una nota il deputato Fabrizio Di Stefano, in una nota congiunta con il segretario nazionale del movimento Riva Destra, Fabio Sabbatani Schiuma.
"Mi risulta - continua la nota - che già nella presentazione delle liste, siano avvenuti fatti spiacevoli, con fogli in bianco e senza numeri progressivi, già oggetto di vibrate proteste presso l'ambasciata italiana, che, sono convinto, si adopererà con lo sforzo massimo, per garantire il buon corso della campagna e per ristabilire una par condicio tra le due liste che concorreranno.
Soprattutto poi - conclude la nota - la lista 'Italiani a Berlino', rappresentata dal regista e produttore cinematografico Simone Orlandini, apartitica e peraltro composta da italiani residenti all'estero di diverse appartenenze politiche, non deve subire discriminazioni e violazione delle leggi, cosa che sembrerebbe sia già oggetto di denunce alla Procura della Repubblica da parte di chi le sta subendo per le ripetute violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, all'articolo 21". 

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lunedì 20 ottobre 2014

COMITES: ITALIANI NEL MONDO !

Il movimento Riva Destra sta organizzando una rete tra tutti i nostri connazionali residenti all'estero, per dar forza ai nostri valori e alle nostre battaglie, anche tra chi vive lontano ma è, e resta, orgoglioso della sua italianità. 
Contattateci. rivadestra@gmail.com 

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LA RIVA S'E' DESTRA !

LA DESTRA DI SCHIUMA: SERVE UN LEADER, NON CI SONO CAZZI !

FABIO SABBATANI SCHIUMA SCEGLIE NOIROMA PER PARLARE DELLA DESTRA ROMANA, DEI  SUOI SBAGLI E DEL SUO FUTURO E SI PONE UN OBIETTIVO PRECISO: TROVARE UN LEADER CHE OGGI NON C’E’.

Scrivilo pure, scrivilo pure. Alla Destra serve un leader e su questo non ci sono cazzi. Se metti dieci persone di destra in una stanza escono dieci partiti. Quello ha in testa la destra identitaria, un altro quella nostalgica, un altro ancora quella più laica e poi spunta quella filo cattolica, anti americana e campa cavallo. Quindi serve un leader che tenga uniti tutti altrimenti poi arriva il Salvini di turno, che non è di desta, ma colma vuoti a destra, e noi ci becchiamo il leader straniero.

Chi è costui? Potrebbe benissimo chiedersi il lettore non avvezzo alla politica romana e ai suoi personaggi che lo caratterizzano di fronte a questa intervista. E allora, se una definizione va data  a questo signore di quarantasette anni che da venticinque anni caratterizza la politica romana, è giusto che sia sintetica e precisa: Fabio Sabbatani Schiuma è uno che guarda a destra e non si è ancora stancato. Anzi.

Schiuma, allora Berlusconi è bello che andato?
Sostiene Renzi, Forza Italia è un partito che non c’è, ha accanto Luxuria e la Pascale. Fate Voi.

Ma almeno l’ha tenuta insieme per vent'anni
Ma Berlusconi non è un uomo di destra. E’ un imprenditore. Il problema sono stati Fini e i suoi colonnelli.

Vabbe’  fermiamoci qua se riparte la solita omelia anti Fini. La Destra senza un leader, te dieci giorni fa hai fatto un appello ad un quotidiano come Il Tempo per cercare di smuovere le acque e ora che accade?
Che tocca trovare una rosa di giovani amministratori locali ai quali dare visibilità e fiducia. In giro ce ne sono, se Il Tempo ci aiuta vorremmo presentare all’elettorato di Destra delle possibilità. Giovani potenziali leader negli enti locali ce ne stanno. Tocca farli conoscere

Con tutto il rispetto: tocca mandarli nella tv nazionale le pagine di un quotidiano, seppur autorevole, non bastano a fare un leader.
Passo dopo passo. Io e Riva Destra, il movimento politico che ho fatto nascere e cresere e che su facebook smuove più di 500 mila utenti a settimana, possiamo aiutare a fare il porta a porta per le città, poi l’altro di Porta a Porta verrà quando ci sarà una rosa di giovani leader da spendere a livello nazionale. I nostri riflettori sono puntati sui vari Galeazzo Bignami ( consigliere regionale dell’Emilia Romagna, detto il rottamatore di Bologna), Guido Castelli ( sindaco di Ascoli, ex Fronte della Gioventù), Fabrizio Santori (consigliere regionale del Lazio). Andrea Romizzi (sindaco di Perugia ndr).

Schiuma quello di cui parli te è un progetto che richiede tempo. Oggi la Destra c’è?
No, non c’è.

Cerchi un leader giovane e sostieni che la Destra non c’è. Ti sei proprio scordato della Meloni e di Fratelli d’Italia?
La Meloni è brava ma non è una Marine LePen. E’ stata vicepresidente della Camera, Ministro e mentre la Destra andava a fondo lei e quegli altri stavano con Fini, poi sono scappati a Arcore. Poi se ne so andati via pure da là.

Quindi Fratelli d’Italia, pur con il simbolo di An, non è destra?
Non ho nostalgia di An, un partito dove c’era un capo, Gianfranco Fini, che ha distrutto tutto. Mi cacciò nel 2007 e i lo mandai letteralmente affanculo. Ho ancora la lettera conservata.

Aridaje con Fini. Parlavamo di Fratelli d’Italia.
Il ruolo di guida della Destra che verrà non lo può avere un partito dove i leader sono La Russa e Alemanno. L’unico spendibile, che ha delle idee, è Fabio Rampelli, ma un partito non si gestisce come una corrente. E’ il loro più grande limite.

Capitolo Roma dove sei stato 13 anni in Consiglio Comunale. I tre più grossi sbagli di Alemanno.
Non ha fatto nulla di destra, manco la via per Almirante è riuscito a fare. E’ stato pavido pure per quello. Non ha mandato via i rom da Roma riuscendo a spendere più soldi di Veltroni per la gestione delle politiche sugli zingari. Roba assurda. Ha sbagliato approccio, pensava di gestire Roma come un Ministero. Ma Roma impegna come dieci Ministeri messi insieme, alla fine ha scontentato tutti. Soprattutto l’elettorato di destra.

Schiuma, caspita, sei il primo che non punta il dito sulla lista dei personaggi  improbabili che si sarebbe messo a fianco. Nulla da dire su questo?
Sulla comunicazione penso che ci sia stato il vero dramma. Anche se sono rientrato in consiglio comunale negli ultimi sette mesi e non li ho conosciuti personalemte. Un sindaco che si muove per fare l’ordinanza anti cornetti notturni rasenta la follia. Sugli altri personaggi noti e meno noti ci penserà, e ci sta pensando, la Procura. Che però è la stessa Procura che sta zitta sulle porcate fatte dalla sinistra romana.

Schiuma, ma è vero che Alemanno negli ultimi mesi voleva darti la delega alle politiche della notte?
La Delega gliel’ho chiesta nel 2008 in occasione del ballottaggio contro Rutelli, avevo, ed ho tutt’ora, un progetto che porterebbe il livello della vita notturna di Roma a livello della capitali europee. Quando parliamo della notte parliamo, tra diretti e indotto, di 300 mila persone che lavorano. Non sono solo discotecari.

Nel 2008 non te la da, nel 2013 te la vuole dare, secondo te perché?
A quel punto era una presa per il culo. Sperava in questo modo di avere il  mio appoggio. Io poi, pur senza delega, l’ho appoggiato lo stesso perché Marino era peggio.

La sconfitta di Alemanno te l’aspettavi?
Era inevitabile. Ha scontentato tutti. Mi capitava di battagliare in aula fino alle 3 di notte per togliere i fondi ai nomadi e dargli agli italiani che da anni aspettavano una casa. Capito di che parliamo?

Perché molti ex missini o ex colonnelli di An hanno paura a fare le cose di destra?
E’ un mix tra complesso di inferiorità che li ha sempre attanagliati e delirio onnipotenza che li ha colti quando accomodati sulle poltrone.

Giudizio su Marino.
Pur essendo stato molto critico con Alemanno alla fine l’ho sostenuto perché sapevo che Marino sarebbe stato  peggio. E così sta accadendo.

Intervista di  Michele Ruschioni

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mercoledì 15 ottobre 2014

LA POLITICA E LE BATTAGLIE DI RIVA DESTRA !

Riva Destra, NON E' l'ennesimo partitino dello spezzatino di destra, tutt'altro, lavora per la ricostruzione di una destra unita e forte. Noi siamo nati come primo circolo di Alleanza Nazionale, dalla quale però Fini ci sospese nel 2007 perché rei di averlo contestato. Ma siamo sopravvissuti lo stesso e oggi lavoriamo appunto per ricostruire la destra. Abbiamo imparato che a destra c'è un vizio antico: ognuno ha la 'sua destra' che ritiene essere quella vera, la migliore, l'unica. In realtà ce ne sono tante di destre, laica e cattolica, sociale e liberale, filoccidentale e antiamericana, nazionalista, filomonarchica e chi più ne ha ne metta, tutte intente a scontrarsi sistematicamente su ciò che divide e mai a mettersi a tavolino per vedere cosa invece possa unire. Si finisce così a non contare nulla, a restare allo 'zerovirgola', all'essere inconsistenti. La destra invece per essere unita e diventare forte ha sempre avuto bisogno di leader: a destra c'è l'individuo, a sinistra la massa, a destra è il capo che fa il partito, a sinistra è il partito che fa il capo. Oggi però di leader che sappiano unire tutte queste destre, che abbiano il carisma per mettere tutti d'accordo non ne abbiamo: Fini e i colonnelli ex An hanno fallito, nessuno di loro, in pantaloni o in gonnella, può tirarsi fuori dalla garnde abbuffata ministeriale con la quale hanno reso la destra oggi marginale nel panorama politico. Cosa fare allora? Trovarne di nuovi, ma di destra. Evitare che il nostro elettorato, che non è inferiore a un potenziale 20-25% di voti, finisca nell'astensionismo, si sfoghi con la demagogia di Grillo o si rivolga a chi, pur parlando bene, fino a ieri c'insultava e stava dalla parte opposta. E di giovani di belle speranze ne abbiamo tanti sul territorio, che nel frattempo si sono fatti eleggere a suon di preferenze, come consiglieri regionali, comunali, sindaci. Nuove energie che magari non conoscono la ribalta nazionale, perché ancora oscurati da chi si ostina a non capire che la propria stagione sia finita, e male, e pur di non perdere quallo che gli è rimasto, ci ripropinano minestre riscaldate e andate a male. Noi abbiamo lanciato tutto ciò, questo progetto, questa idea, con la campagna, 'La destra riparte - La destra che verrà', che il quotidiano IL TEMPO ha intanto adottato e concretizzato, dando spazio per giorni a queste persone con interviste, al fine di farle conoscere, apprezzare e per capire se qualcuno di loro possa essere il leader di cui la destra ha bisogno. Presto organizzeremo un dibattito pubblico, lo faremo diventare itinerante a partire dai luoghi ove siamo presenti come Riva Destra, cercheremo altre sponde mediatiche. E' un lavoro duro e spesso oscuro, ma siamo convinti sia l'unica strada percorribile. Magari ci sbaglieremo, ma vorremmo dare una speranza per il futuro prossimo a tutti coloro, come noi stessi, ai quali oggi manca una destra politica che sappia incidere sulle scelte nazionali e difendere il proprio popolo. Cosa che oggi questa classe politica non sta facendo. 

Fabio Sabbatani Schiuma

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giovedì 9 ottobre 2014

POLITICA:LA STRADA GIUSTA !

Riva Destra ha scelto di lavorare per ricostruire la destra. 
La campagna 'La destra riparte', promossa quotidianamente da IL TEMPO su nostra precisa richiesta di sostegno, sta aiutando a far conoscere le tante energie, i volti nuovi che ci sono a destra sui territori. Tra essi emergerà a breve, per selezione naturale, chi, per leadership e per capacità di sintesi, sarà in grado di riunire tutte le destre diffuse e divise e di rilanciare i nostri valori e quella destra oggi assente dal panorama politico, a causa del fallimento di Fini e di tutti quei colonnelli, in pantaloni o gonnella, che hanno divorato tutto nei loro banchetti ministeriali. A completamento di questa campagna Riva Destra organizzerà, nel corso della prossima riunione della Direzione Nazionale che si terra' a Roma a novembre, un dibattito pubblico con il Direttore del quotidiano e con tutte queste nuove risorse. Abbiamo scelto di lavorare per ricostruire, per ridare fiducia ai tanti che hanno perso punti di riferimento, per riconsegnare all'Italia una destra forte che sappia risolvere i problemi del suo popolo e difendere gli interessi nazionali. Le recenti adesioni poi, da Berlino a Varese, che stiamo ottenendo, ci confermano che siamo sulla strada giusta. Avanti con coraggio, coerenza e spirito d'avanguardia: il domani ci appartiene. 
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale Riva Destra
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domenica 5 ottobre 2014

SULL'ALTARE DELL'EURO RISCHIAMO UNA BRUTTA FINE: DOBBIAMO REAGIRE PER NON MORIRE !

- Moriremo di austerity. Moriremo di euro senza mai vedere nascere l’Europa, che quella era e rimarrà pura utopia. Moriremo ascoltando frotte di competenti economisti spiegarci il come e il perché della crisi e di tutte le crisi passate, senza che mai uno di loro, uno solo, avesse davvero previsto alcunché di quanto accaduto. Moriremo strangolati dai debiti e da una politica monetaria che ci ha spennati vivi ma, vivaddio, moriremo contenti perché al vertice della Bce avevamo Mario Draghi. Moriremo sfiniti perché avevamo pure Romano Prodi, quell’insaccato un tempo propenso alle sedute spiritiche e poi convertito alla politica. Quello che spiegava a noi poveri scemi che «con l’euro guadagneremo un giorno in più lavorando un giorno in meno». Cosicché tutti noi, pecore senza lana, tutti a seguire, ad annuire, ad entusiasmarci per il professore e per questa moneta che ci avrebbe resi così felici e così forti. Moriremo così perché così siamo diventati. Perché la classe dirigente che esprimiamo non è peggiore, ma neppure migliore di noi che la votiamo. Noi pavidi e preoccupatissimi, addirittura terrorizzati, per un evento climatico o per un virus o per la morìa delle vacche. Perché la spina dorsale e gli attributi ci hanno sconsigliato vivamente di fortificarli. Perché, dicevano, non servono più nel terzo millennio. Tanto tutto è connesso. Che al limite, per un’emergenza, forse si possono anche acquistare in rete. Moriremo perché appunto noi siamo così mentre altri, moltitudini umane a latitudini diverse, connessi anch’essi si dà il caso, lavorano più e meglio di noi e crescono a ritmo esponenziale oppure imbracciano il fucile nel nome di un Dio guerriero. Moriremo così. Oppure no. Oppure ci sveglieremo da questo torpore buonista e politicamente corretto per guardare finalmente in faccia alla realtà. E reagiremo. 
Noi di Riva Destra ci siamo e siamo pronti.
(Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale del movimento Riva Destra

Tutto sull'EURO e la cosiddetta Unione Europea ! 

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NUOVI COORDINAMENTI DI RIVA DESTRA A BERLINO E VARESE

"Lavoriamo per 'la destra che verrà' per ricostruire con nuovi leader".
Roma, 5 ott - "Da oggi Riva Destra è ufficialmente presente anche a Berlino e a Varese: sono stati eletti all'unanimità on line dal direttivo nazionale, rispettivamente Simone Orlandini e Umberto Montagna".
Lo comunica una nota dell'ufficio stampa di Riva destra, "movimento politico presente già in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, campania Calabria e Sicilia, oltre che appunto a Berlino". 
"Lavoriamo - ha dichiarato in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale di Riva Destra - per la destra che verrà: una destra oggi sempre più rarefatta e marginalizzata nel panorama politico italiano, che ha disperatamente bisogno di nuovi leader, dopo il fallimento di Gianfranco Fini e dei suoi colonnelli, nessuno escluso.
E' tempo - conclude la nota - di ricostruire sulle macerie lasciate da altri, da chi ha preferito una poltrona e uno stipendio, a una battaglia ideale, politica ed etica. Riva Destra lavora per individuare, valorizzare e mettere in sinergia le nuove energie necessarie. 
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sabato 4 ottobre 2014

A PROPOSITO DI QUELLI CHE LA DESTRA L'HANNO DISTRUTTA...

Di tempo ce ne è voluto. Ma ormai l'hanno capito anche loro che non c'è più nulla da fare. Che di rientrare in gioco, nel gioco che conta, non se ne parla. Protagonisti e comprimari della stagione d'oro del centrodestra, in questo periodo si guardano perciò mestamente intorno e cercano di vedere se è ancora possibile acchiappare qualcosa. Magistrature o Authority o qualsiasi altro. Tutto va bene. Se non una poltrona almeno uno sgabello. Uno strapuntino. Dove coltivare l'illusione di contare qualcosa. Perchè è già difficile uscire di scena. Ma ancor più dura è per chi dalla scena viene espulso. L'ha capito bene Guido Crosetto, una sorta di Gargantua cuneese, transitato dalla sponda gaudente e forzista del cavalier Berlusca a quella seriosa e un po' saccente dei fratellini d'Italia. L'ha capito, ha colto l'occasione e ha detto basta. Con umiltà piuttosto ignota a quel mondo, ha spiegato che avrebbe accettato una nuova prospettiva di lavoro, un incarico manageriale in Finmeccanica, dando addio a un ambiente che (è il sottinteso che tutti hanno bene inteso) lo aveva profondamente deluso. Chapeau, un gigante. Altri invece aspettano. Sperano. In un ripescaggio o in una opportunità. Come Ignazio La Russa, altro fratellino d'Italia, altro interprete della stagione che fu: le ha provate tutte, dicono, smaniando come un pesce fuor d'acqua per convincere Berlusconi e gli altri a farsi indicare come giudice costituzionale. Approdo agognato e dorato. Ma il cavaliere, costretto a dire di no anche a Ghedini e alle prese con i mal di pancia di Fitto e di tanti altri, non ha voluto sentirci. Cosicchè le pasticche di maalox in questi giorni sono andate giù come caramelle. 
S'è rivisto anche Fini. Qualche presenza a favore di telecamera e l'incontro di sabato a Mirabello. Forse per provare l'ebrezza di arringare ancora una volta la folla plaudente. Solo che stavolta erano un paio di centinaia, curiosi compresi. È chiaro che non ce la fa più a fare il pensionato anche se si finge contento di esserlo. Risultato scarno, se non addirittura penoso. Relegato dalla grande piazza dove solo tre anni fa lanciò la sfida a Berlusconi alla cascina privata di un agricoltore a lui devoto, quello che fu il leader della Destra italiana ha così trovato il modo di spiegare che le colpe le ha commesse "anche" lui e che però adesso è il tempo di dire basta con gli "scazzi" fratricidi. Dimostrando ancora una volta di non aver capito la lezione. Perché un capo che dice che le colpe del disastro sono "anche" sue semplicemente abdica. Perché mostra di non avere il coraggio della verità. 
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale del Movimento Riva Destra.

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QUALCUNO TIRI FUORI LE PALLE E RISPONDA ALLA MERKEL !

 - Basta !  Non se ne può più. Bisognerà pure che qualcuno dica chiaro e tondo alla Merkel che la misura è colma. Certo, siamo d’accordo: la Germania è un grande paese, ha tanti meriti e qualche ragione. È uno dei fondatori di questa sciagurata idea di Europa. È la locomotiva di quest’Europa senz’anima. Ed è appunto per questo che avverte come un diritto, quasi un obbligo morale di imporre le sue strategie e i suoi desiderata a tutti gli altri partner. La signora in questione non può più permettersi di fare la maestrina isterica che tutti bacchetta. Che a tutti ordina e che tutti mette all’angolo, o peggio, dietro la lavagna come i somari di un tempo. Non è mica un Fhurer, né ha vinto alcuna guerra. È solo abile a sfruttare le indecisioni altrui, gli errori altrui. Errori enormi uniti a miopia politica che hanno consentito alla Germania, uno dei sei paesi fondatori di questa, ripetiamo, sciagurata Unione, di dettare legge. Di fare la prima della classe sempre e comunque. Di sfruttare cioè l’idea di Europa per gli affaracci suoi. Far pagare gli enormi costi della riunificazione con la ex Ddr a tutti i soci in nome della solidarietà e inondare al contempo il mercato continentale coi suoi manufatti; imporre una moneta nominalmente più forte del dollaro (che è una contraddizione insanabile e inspiegabile) e lentamente, ma costantemente cercare di strangolare i rivali, come l’Italia, che quanto a qualità della manifattura avrebbero potuto essere pericolosi concorrenti; blaterare di pace in ogni sede, ma non spendere un marco, pardon un euro, nelle operazioni di peacekeeping, quelle che nei vari conflitti a noi sono costati invece tanto sangue oltre che tanti soldi; imporre un’austerità asfissiante alla Grecia che certo è stata superficiale e magari con le mani bucate, senza dimenticare però di continuare a venderle inutili e costosissimi armamenti e di chiedere che i primi rimborsi fossero per le banche tedesche indebitate. Potremmo proseguire ad oltranza, ma siamo stanchi anche noi di fare l’elenco delle lamentele. Sarebbe solo ora che qualcuno gliele cantasse chiare alla signora di Berlino. Uno che le ricordi che in una Unione ci sono partner, non sudditi. Uno qualsiasi. Foss’anche quello sciagurato di Hollande. Purtroppo Renzi, invece, pare solo ululare in patria, ma fare la pecorella oltralpe.
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale del Movimento Riva Destra

giovedì 2 ottobre 2014

ATAC: GLI SPERPERI A ROMA !