Ultimissime

mercoledì 3 dicembre 2014

Todi 30 novembre 2014: La Destra Riparte !

Il 30.11.2014 presso la Sala del Consiglio Comunale di Todi (PG) si è tenuta la Direzione Nazionale di Riva Destra. Nell'occasione si è svolto un interessante dibattito "La Destra Riparte" moderato dal Direttore de Il Tempo Gian Marco Chiocci ed a cui hanno preso parte il Sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il Sindaco di Chianciano Andrea Marchetti, il Consigliere della Regione Lazio Fabrizio Santori, il Consigliere dell'Emilia Romagna Galeazzo Bignami, il deputato Fabrizio Di Stefano ed infine Don Walter Trovato. Hanno introdotto il dibattito il consigliere comunale di Riva Destra a Todi Antonino Ruggiano, il Segretario nazionale di Riva Destra Fabio Sabbatani Schiuma e il portavoce di Riva Destra Alfio Bosco

lunedì 1 dicembre 2014

«Rifacciamo la Destra partendo dai Sindaci»

La «rivolta» degli amministratori locali vincenti.
Il Direttore de "IL TEMPO" modera il ricco e sentito dibattito.
La location è stata assolutamente istituzionale, la sala consiliare del Palazzo Comunale di Todi, splendida negli affreschi del Trecento. A campeggiare, oltre alle bandiere di Riva Destra, movimento nato nel 1994 come primo circolo di Alleanza Nazionale e oggi guidato da Fabio Sabbatani Schiuma, lo striscione analogo a quello esposto da mesi nella facciata del palazzo che ospita la sede de «Il Tempo»: «Riportiamo a casa i marò». E’ andata in scena la tavola rotonda «La destra riparte», moderata dal direttore de «Il Tempo» Gian Marco Chiocci. In passerella, in una sala gremitissima, gli amministratori locali «vincenti», sindaci e consiglieri regionali che più si sono contraddistinti; da Fabrizio Santori del Lazio al combattivo Galeazzo Bignami, recordman delle preferenze nell’Emilia Romagna diventato terreno di conquista della Lega. E poi i sindaci di Norcia, Nicola Alemanno e quello di Chianciano Terme, Andrea Marchetti, eletto con una lista civica di centrodestra, con un nome non a caso, «Punto e a capo». «Sono loro - ha detto Fabio Schiuma che con Antonino Ruggiano, sindaco di Todi ha fatto gli onori di casa - le nuove energie nelle quali riporre la speranza di una nuova classe dirigente e di una ricostruzione "da destra" della destra». Schiuma ha presentato la tavola rotonda, insieme al portavoce di Riva Destra, Alfio Bosco, e dello stesso Ruggiano, applauditissimo anche dai concittadini presenti nel suo richiamo alla buona amministrazione della destra vera. Il risultato è stato un dibattito vero con appelli alla ricostruzione e all'orgoglio di battaglie che di destra sono sempre state, ma che oggi sembrano appannaggio di altri. Marchetti e Nicola Alemanno, da sindaci, non hanno potuto che richiamare al «fare cose di destra», all'affrontare i reali problemi della gente e a riscoprire una politica a diretto contatto con cittadini. Santori ha parlato di battaglie di trasparenza, di interessi nazionali, di rom da allontanare, di meritocrazia, mentre Bignami ha infiammato la platea con il tema immigrazione, punzecchiando Salvini sull'episodio delle ultime aggressioni: «Io lì ci vado tutti i giorni, ci prendo voti perché sto dalla parte degli italiani da sempre e non ci vado certo con l'auto blu». Insomma, spunti di riflessione, dichiarazioni di intenti, convergenza di vedute su tanti temi e un obiettivo: « Mentre altri hanno distrutto la destra, c'è chi lavora con i fatti per ricostruirla». Il tutto con la benedizione di Don Walter Trovato, cappellano della polizia che ha sottolineato «i lati etici a cui rimanere fortemente agganciati in una fase di ricostruzione politica».
Gianni Di Capua - IL TEMPO 

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giovedì 6 novembre 2014

RIPORTIAMO A CASA I MARO': FIACCOLATA A ROMA PER I 1000 GIORNI "DI VERGOGNA"

- Martedì 11 Novembre 2014 ore 20 - Piazza Montecitorio
“In occasione dell'imminente scadenza dei 1000 giorni dal sequestro dei due marò, abbiamo organizzato per Martedì 11 novembre dalle ore 20 una fiaccolata a Roma in Piazza Montecitorio, per continuare a far sentire loro l'affetto e il sostegno degli italiani e per ricordare ai nostri governanti che questa vicenda umilia i due soldati, le loro famiglie e un intero popolo", lo dichiarano in una nota congiunta il consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori e il segretario nazionale di Riva Destra Fabio Sabbatani Schiuma, entrambi promotori dell’iniziativa ed esponenti del comitato 'Difendiamo l'Italia'.
"Lanciamo un appello a tutti i cittadini a portare con sé un tricolore, e ad unirsi a noi che con lo striscione 'Riportiamo a casa i Marò' e decine di fiaccole ribadiremo con rabbia e calore la nostra vicinanza a Salvatore e Massimiliano. La nostra sarà una testimonianza che segue le tante iniziative che nel tempo si sono susseguite, comprese le nostre proteste di fronte all’ambasciata dell’India, e attenderemo la mezzanotte con le fiaccole, vegliando per il millesimo giorno di vergogna per l’Italia”, conclude la nota.
“La politica italiana - conclude la nota di Santori e Schiuma - e i tanti governi succedutisi, sono stati capaci di sole chiacchiere, compresa un inutile spedizione di parlamentari, in viaggio a spese nostre per farsi fotografare senza neanche ottenere un incontro istituzionale. E' ora di sospendere ogni rapporto commerciale e diplomatico con l'India".

Roma, 6 Novembre 2014

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mercoledì 5 novembre 2014

BASTA CELLULE IMPAZZITE - UNIAMOCI !

Se metti dieci persone di destra in una stanza escono dieci partiti. Quello ha in testa la destra identitaria, quello la destra sociale, un altro quella liberale, un altro ancora quella più laica e poi spunta quella filo cattolica, quella filoccidentale e quella anti americana e campa cavallo. Ognuno ritiene che la sua sia la migliore e si passa il tempo a discutere su quello che divide e non su ciò che unisce. Quindi serve un leader che sappia fare da sintesi e nel quale tutti si riconoscano. E se oggi non lo abbiamo, dobbiamo costruirlo in casa, a casa nostra, da destra. 
Il 30 novembre a Todi inizia il nostro cammino. 


domenica 2 novembre 2014

Qualche riflessione sulla questione ROM (alias ZINGARI).

- Riflettiamo un attimo: la sinistra ben pensante si riempie la bocca nella difesa dei loro diritti, usi e costumi e da anni fa percepire suon di milioni ai soliti noti (Opera Nomadi, Sant'Egidio ecc) di euro per la cosiddetta integrazione, che passa innanzitutto per la scolarizzazione dei bambini rom. E' un atto - dicono - che serve per farli... appunto integrare e perchè le leggi italiane parlano di 'scuola dell'obbligo' per i minori. Ora, la prima domanda sorge spontanea: ma se devono rispettare le nostre leggi, perchè se a una coppia di rom che non li manda a scuola, il tribunale dei minori sentenzia sempre il 'ricongiungimento con il nucleo familiare', anche in caso di evidente stato di abbandono del minore, per non parlare della flagranza del 50esimo piccolo furto nella quale vengono spesso sorpresi, mentre a una coppia di italiani viene sospesa la patria potestà in un batter baleno per cose molto meno gravi? E ancora: vogliamo difendere i loro diritti e le loro tradizioni? Bene, allora nella antica cultura 'gitana', la lettera scritta non esiste e viene sostituita dalla tradizione orale, dalla magia del suono: non è una violenza allora mandarli a scuola e costringerli all'alfabetizzazione? Dal 1997 ho fatto il consigliere comunale di Roma e allora il sindaco Rutelli, tramite il suo assessore alle politiche educative, Fiorella Farinelli (CGIL doc), iniziò a sperperare i nostri soldi con la scolarizzazione: 5 miliardi di lire annui. Negli anni successivi, anche con le giunte Veltroni, ho sempre attaccato su questo tema contestando i loro numeri e l'efficacia poi di questo sistema: mi rispondevano che 'il 70% dei bimbi rom si è iscritto a scuola però!'. E ribattevo, dati alla mano, che mi andavo a spulciare tra la reticenza delle coordinatrici didattiche politicizzate, che 'solo il 20% è poi frequentante', ossia che i genitori - quando lo sono realmente e non si sono venduti i figli ad altre coppie per il business dell'accattonaggio e della piccola criminalità - a scuola non ce li mandano proprio. Proponevo quindi di smetterla con questo sperpero inutile di denaro pubblico, almeno, invece di far passare il pulmino delle solite associazioni amiche loro, davanti al campo per portarli a scuola, ci fosse la cosiddetta 'presa in carico': il personale delle associazioni entra nel campo e va direttamente a prendere il bambino, lo porta a scuola e poi lo riconsegna a casa. Troppo costoso però: dov'è poi il lucro? Ovviamente la mia prima interrogazione fu per chiedere almeno di provvedere, all'interno dei plessi delle scuole dell'integrazione, affinchè i bambini rom arrivassero in classe docciati, poichè il loro stato di sporcizia era la prima barriera divisoria con gli altri bambini. Sia per la presa in carico che per l'igiene dei bambini, per la sinistra il razzista ero io e nelle risposte alle mie interrogazioni scrivevano proprio così: "linguaggio e metodi evidentemente razzisti". 

sabato 25 ottobre 2014

ELEZIONI COMITES: ON. DI STEFANO (FI) - RIVA DESTRA, BENE AMMISSIONE LISTA 'ITALIANI A BERLINO'.ORA VOTO TRASPARENTE.

ROMA, 24 ott - "Apprendo che l'ammissione delle liste per il rinnovo dei comites degli italiani residenti nel distretto Berlino/Brandeburgo sia avvenuta regolarmente e che di conseguenza la lista 'Italiani a Berlino' sia stata ammessa. Auspico ora che anche la campagna elettorale e le operazioni di voto avvengano in un clima di confronto democratico e in modo trasparente e che gli organismi preposti si adoperino posteriormente affinché gli eletti possano ricoprire a giusto titolo un ruolo così fondamentale per la nostra comunità berlinese".
Lo dichiara il deputato Fabrizio Di Stefano, in una nota congiunta con il segretario nazionale del movimento Riva Destra, Fabio Sabbatani Schiuma.
"Resta da far luce - continua la nota - sulla veridicità dei fatti che mi erano stati riportati circa un possibile clima elettorale inquinato da vergognose diffamazioni, da gravi scorrettezze e, soprattutto, dal tentativo di eludere le procedure di legge già nella presentazione delle liste.
Sono convinto - conclude la nota - che l'ambasciata italiana si sia adoperata e continuerà a farlo con sforzo massimo per garantire il buon corso della campagna, ove lealmente si misureranno anche i candidati della lista 'Italiani a Berlino', capeggiata dal regista e produttore cinematografico Simone Orlandini: una lista apartitica e peraltro composta da italiani residenti all'estero di diverse appartenenze politiche, che non devono subire discriminazioni e violazione delle leggi". 
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martedì 21 ottobre 2014

ELEZIONI COMITES: DI STEFANO (FI), INTERPELLANZA PARLAMENTARE SU LISTE A BERLINO

"Clima inquinato da diffamazioni e violazioni delle regole mette a serio rischio trasparenza voto".
ROMA, 21 ott - "In occasione delle imminenti elezioni dei comites mi giunge notizia che per il distretto di Berlino-Brandeburgo il clima elettorale sarebbe già inquinato da vergognose diffamazioni, da gravi scorrettezze e, soprattutto, dal mancato rispetto delle procedure di legge: sto presentando in merito un'interpellanza urgente per conoscere se queste voci corrispondono al vero e nel caso, quali misure intendano mettere in atto gli organismi preposti, affinché il voto prossimo avvenga in modo trasparente e democratico, senza ingerenze".
Lo dichiara in una nota il deputato Fabrizio Di Stefano, in una nota congiunta con il segretario nazionale del movimento Riva Destra, Fabio Sabbatani Schiuma.
"Mi risulta - continua la nota - che già nella presentazione delle liste, siano avvenuti fatti spiacevoli, con fogli in bianco e senza numeri progressivi, già oggetto di vibrate proteste presso l'ambasciata italiana, che, sono convinto, si adopererà con lo sforzo massimo, per garantire il buon corso della campagna e per ristabilire una par condicio tra le due liste che concorreranno.
Soprattutto poi - conclude la nota - la lista 'Italiani a Berlino', rappresentata dal regista e produttore cinematografico Simone Orlandini, apartitica e peraltro composta da italiani residenti all'estero di diverse appartenenze politiche, non deve subire discriminazioni e violazione delle leggi, cosa che sembrerebbe sia già oggetto di denunce alla Procura della Repubblica da parte di chi le sta subendo per le ripetute violazioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, all'articolo 21". 

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lunedì 20 ottobre 2014

COMITES: ITALIANI NEL MONDO !

Il movimento Riva Destra sta organizzando una rete tra tutti i nostri connazionali residenti all'estero, per dar forza ai nostri valori e alle nostre battaglie, anche tra chi vive lontano ma è, e resta, orgoglioso della sua italianità. 
Contattateci. rivadestra@gmail.com 

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LA RIVA S'E' DESTRA !

LA DESTRA DI SCHIUMA: SERVE UN LEADER, NON CI SONO CAZZI !

FABIO SABBATANI SCHIUMA SCEGLIE NOIROMA PER PARLARE DELLA DESTRA ROMANA, DEI  SUOI SBAGLI E DEL SUO FUTURO E SI PONE UN OBIETTIVO PRECISO: TROVARE UN LEADER CHE OGGI NON C’E’.

Scrivilo pure, scrivilo pure. Alla Destra serve un leader e su questo non ci sono cazzi. Se metti dieci persone di destra in una stanza escono dieci partiti. Quello ha in testa la destra identitaria, un altro quella nostalgica, un altro ancora quella più laica e poi spunta quella filo cattolica, anti americana e campa cavallo. Quindi serve un leader che tenga uniti tutti altrimenti poi arriva il Salvini di turno, che non è di desta, ma colma vuoti a destra, e noi ci becchiamo il leader straniero.

Chi è costui? Potrebbe benissimo chiedersi il lettore non avvezzo alla politica romana e ai suoi personaggi che lo caratterizzano di fronte a questa intervista. E allora, se una definizione va data  a questo signore di quarantasette anni che da venticinque anni caratterizza la politica romana, è giusto che sia sintetica e precisa: Fabio Sabbatani Schiuma è uno che guarda a destra e non si è ancora stancato. Anzi.

Schiuma, allora Berlusconi è bello che andato?
Sostiene Renzi, Forza Italia è un partito che non c’è, ha accanto Luxuria e la Pascale. Fate Voi.

Ma almeno l’ha tenuta insieme per vent'anni
Ma Berlusconi non è un uomo di destra. E’ un imprenditore. Il problema sono stati Fini e i suoi colonnelli.

Vabbe’  fermiamoci qua se riparte la solita omelia anti Fini. La Destra senza un leader, te dieci giorni fa hai fatto un appello ad un quotidiano come Il Tempo per cercare di smuovere le acque e ora che accade?
Che tocca trovare una rosa di giovani amministratori locali ai quali dare visibilità e fiducia. In giro ce ne sono, se Il Tempo ci aiuta vorremmo presentare all’elettorato di Destra delle possibilità. Giovani potenziali leader negli enti locali ce ne stanno. Tocca farli conoscere

Con tutto il rispetto: tocca mandarli nella tv nazionale le pagine di un quotidiano, seppur autorevole, non bastano a fare un leader.
Passo dopo passo. Io e Riva Destra, il movimento politico che ho fatto nascere e cresere e che su facebook smuove più di 500 mila utenti a settimana, possiamo aiutare a fare il porta a porta per le città, poi l’altro di Porta a Porta verrà quando ci sarà una rosa di giovani leader da spendere a livello nazionale. I nostri riflettori sono puntati sui vari Galeazzo Bignami ( consigliere regionale dell’Emilia Romagna, detto il rottamatore di Bologna), Guido Castelli ( sindaco di Ascoli, ex Fronte della Gioventù), Fabrizio Santori (consigliere regionale del Lazio). Andrea Romizzi (sindaco di Perugia ndr).

Schiuma quello di cui parli te è un progetto che richiede tempo. Oggi la Destra c’è?
No, non c’è.

Cerchi un leader giovane e sostieni che la Destra non c’è. Ti sei proprio scordato della Meloni e di Fratelli d’Italia?
La Meloni è brava ma non è una Marine LePen. E’ stata vicepresidente della Camera, Ministro e mentre la Destra andava a fondo lei e quegli altri stavano con Fini, poi sono scappati a Arcore. Poi se ne so andati via pure da là.

Quindi Fratelli d’Italia, pur con il simbolo di An, non è destra?
Non ho nostalgia di An, un partito dove c’era un capo, Gianfranco Fini, che ha distrutto tutto. Mi cacciò nel 2007 e i lo mandai letteralmente affanculo. Ho ancora la lettera conservata.

Aridaje con Fini. Parlavamo di Fratelli d’Italia.
Il ruolo di guida della Destra che verrà non lo può avere un partito dove i leader sono La Russa e Alemanno. L’unico spendibile, che ha delle idee, è Fabio Rampelli, ma un partito non si gestisce come una corrente. E’ il loro più grande limite.

Capitolo Roma dove sei stato 13 anni in Consiglio Comunale. I tre più grossi sbagli di Alemanno.
Non ha fatto nulla di destra, manco la via per Almirante è riuscito a fare. E’ stato pavido pure per quello. Non ha mandato via i rom da Roma riuscendo a spendere più soldi di Veltroni per la gestione delle politiche sugli zingari. Roba assurda. Ha sbagliato approccio, pensava di gestire Roma come un Ministero. Ma Roma impegna come dieci Ministeri messi insieme, alla fine ha scontentato tutti. Soprattutto l’elettorato di destra.

Schiuma, caspita, sei il primo che non punta il dito sulla lista dei personaggi  improbabili che si sarebbe messo a fianco. Nulla da dire su questo?
Sulla comunicazione penso che ci sia stato il vero dramma. Anche se sono rientrato in consiglio comunale negli ultimi sette mesi e non li ho conosciuti personalemte. Un sindaco che si muove per fare l’ordinanza anti cornetti notturni rasenta la follia. Sugli altri personaggi noti e meno noti ci penserà, e ci sta pensando, la Procura. Che però è la stessa Procura che sta zitta sulle porcate fatte dalla sinistra romana.

Schiuma, ma è vero che Alemanno negli ultimi mesi voleva darti la delega alle politiche della notte?
La Delega gliel’ho chiesta nel 2008 in occasione del ballottaggio contro Rutelli, avevo, ed ho tutt’ora, un progetto che porterebbe il livello della vita notturna di Roma a livello della capitali europee. Quando parliamo della notte parliamo, tra diretti e indotto, di 300 mila persone che lavorano. Non sono solo discotecari.

Nel 2008 non te la da, nel 2013 te la vuole dare, secondo te perché?
A quel punto era una presa per il culo. Sperava in questo modo di avere il  mio appoggio. Io poi, pur senza delega, l’ho appoggiato lo stesso perché Marino era peggio.

La sconfitta di Alemanno te l’aspettavi?
Era inevitabile. Ha scontentato tutti. Mi capitava di battagliare in aula fino alle 3 di notte per togliere i fondi ai nomadi e dargli agli italiani che da anni aspettavano una casa. Capito di che parliamo?

Perché molti ex missini o ex colonnelli di An hanno paura a fare le cose di destra?
E’ un mix tra complesso di inferiorità che li ha sempre attanagliati e delirio onnipotenza che li ha colti quando accomodati sulle poltrone.

Giudizio su Marino.
Pur essendo stato molto critico con Alemanno alla fine l’ho sostenuto perché sapevo che Marino sarebbe stato  peggio. E così sta accadendo.

Intervista di  Michele Ruschioni

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mercoledì 15 ottobre 2014

LA POLITICA E LE BATTAGLIE DI RIVA DESTRA !

Riva Destra, NON E' l'ennesimo partitino dello spezzatino di destra, tutt'altro, lavora per la ricostruzione di una destra unita e forte. Noi siamo nati come primo circolo di Alleanza Nazionale, dalla quale però Fini ci sospese nel 2007 perché rei di averlo contestato. Ma siamo sopravvissuti lo stesso e oggi lavoriamo appunto per ricostruire la destra. Abbiamo imparato che a destra c'è un vizio antico: ognuno ha la 'sua destra' che ritiene essere quella vera, la migliore, l'unica. In realtà ce ne sono tante di destre, laica e cattolica, sociale e liberale, filoccidentale e antiamericana, nazionalista, filomonarchica e chi più ne ha ne metta, tutte intente a scontrarsi sistematicamente su ciò che divide e mai a mettersi a tavolino per vedere cosa invece possa unire. Si finisce così a non contare nulla, a restare allo 'zerovirgola', all'essere inconsistenti. La destra invece per essere unita e diventare forte ha sempre avuto bisogno di leader: a destra c'è l'individuo, a sinistra la massa, a destra è il capo che fa il partito, a sinistra è il partito che fa il capo. Oggi però di leader che sappiano unire tutte queste destre, che abbiano il carisma per mettere tutti d'accordo non ne abbiamo: Fini e i colonnelli ex An hanno fallito, nessuno di loro, in pantaloni o in gonnella, può tirarsi fuori dalla garnde abbuffata ministeriale con la quale hanno reso la destra oggi marginale nel panorama politico. Cosa fare allora? Trovarne di nuovi, ma di destra. Evitare che il nostro elettorato, che non è inferiore a un potenziale 20-25% di voti, finisca nell'astensionismo, si sfoghi con la demagogia di Grillo o si rivolga a chi, pur parlando bene, fino a ieri c'insultava e stava dalla parte opposta. E di giovani di belle speranze ne abbiamo tanti sul territorio, che nel frattempo si sono fatti eleggere a suon di preferenze, come consiglieri regionali, comunali, sindaci. Nuove energie che magari non conoscono la ribalta nazionale, perché ancora oscurati da chi si ostina a non capire che la propria stagione sia finita, e male, e pur di non perdere quallo che gli è rimasto, ci ripropinano minestre riscaldate e andate a male. Noi abbiamo lanciato tutto ciò, questo progetto, questa idea, con la campagna, 'La destra riparte - La destra che verrà', che il quotidiano IL TEMPO ha intanto adottato e concretizzato, dando spazio per giorni a queste persone con interviste, al fine di farle conoscere, apprezzare e per capire se qualcuno di loro possa essere il leader di cui la destra ha bisogno. Presto organizzeremo un dibattito pubblico, lo faremo diventare itinerante a partire dai luoghi ove siamo presenti come Riva Destra, cercheremo altre sponde mediatiche. E' un lavoro duro e spesso oscuro, ma siamo convinti sia l'unica strada percorribile. Magari ci sbaglieremo, ma vorremmo dare una speranza per il futuro prossimo a tutti coloro, come noi stessi, ai quali oggi manca una destra politica che sappia incidere sulle scelte nazionali e difendere il proprio popolo. Cosa che oggi questa classe politica non sta facendo. 

Fabio Sabbatani Schiuma

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giovedì 9 ottobre 2014

POLITICA:LA STRADA GIUSTA !

Riva Destra ha scelto di lavorare per ricostruire la destra. 
La campagna 'La destra riparte', promossa quotidianamente da IL TEMPO su nostra precisa richiesta di sostegno, sta aiutando a far conoscere le tante energie, i volti nuovi che ci sono a destra sui territori. Tra essi emergerà a breve, per selezione naturale, chi, per leadership e per capacità di sintesi, sarà in grado di riunire tutte le destre diffuse e divise e di rilanciare i nostri valori e quella destra oggi assente dal panorama politico, a causa del fallimento di Fini e di tutti quei colonnelli, in pantaloni o gonnella, che hanno divorato tutto nei loro banchetti ministeriali. A completamento di questa campagna Riva Destra organizzerà, nel corso della prossima riunione della Direzione Nazionale che si terra' a Roma a novembre, un dibattito pubblico con il Direttore del quotidiano e con tutte queste nuove risorse. Abbiamo scelto di lavorare per ricostruire, per ridare fiducia ai tanti che hanno perso punti di riferimento, per riconsegnare all'Italia una destra forte che sappia risolvere i problemi del suo popolo e difendere gli interessi nazionali. Le recenti adesioni poi, da Berlino a Varese, che stiamo ottenendo, ci confermano che siamo sulla strada giusta. Avanti con coraggio, coerenza e spirito d'avanguardia: il domani ci appartiene. 
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale Riva Destra
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domenica 5 ottobre 2014

SULL'ALTARE DELL'EURO RISCHIAMO UNA BRUTTA FINE: DOBBIAMO REAGIRE PER NON MORIRE !

- Moriremo di austerity. Moriremo di euro senza mai vedere nascere l’Europa, che quella era e rimarrà pura utopia. Moriremo ascoltando frotte di competenti economisti spiegarci il come e il perché della crisi e di tutte le crisi passate, senza che mai uno di loro, uno solo, avesse davvero previsto alcunché di quanto accaduto. Moriremo strangolati dai debiti e da una politica monetaria che ci ha spennati vivi ma, vivaddio, moriremo contenti perché al vertice della Bce avevamo Mario Draghi. Moriremo sfiniti perché avevamo pure Romano Prodi, quell’insaccato un tempo propenso alle sedute spiritiche e poi convertito alla politica. Quello che spiegava a noi poveri scemi che «con l’euro guadagneremo un giorno in più lavorando un giorno in meno». Cosicché tutti noi, pecore senza lana, tutti a seguire, ad annuire, ad entusiasmarci per il professore e per questa moneta che ci avrebbe resi così felici e così forti. Moriremo così perché così siamo diventati. Perché la classe dirigente che esprimiamo non è peggiore, ma neppure migliore di noi che la votiamo. Noi pavidi e preoccupatissimi, addirittura terrorizzati, per un evento climatico o per un virus o per la morìa delle vacche. Perché la spina dorsale e gli attributi ci hanno sconsigliato vivamente di fortificarli. Perché, dicevano, non servono più nel terzo millennio. Tanto tutto è connesso. Che al limite, per un’emergenza, forse si possono anche acquistare in rete. Moriremo perché appunto noi siamo così mentre altri, moltitudini umane a latitudini diverse, connessi anch’essi si dà il caso, lavorano più e meglio di noi e crescono a ritmo esponenziale oppure imbracciano il fucile nel nome di un Dio guerriero. Moriremo così. Oppure no. Oppure ci sveglieremo da questo torpore buonista e politicamente corretto per guardare finalmente in faccia alla realtà. E reagiremo. 
Noi di Riva Destra ci siamo e siamo pronti.
(Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale del movimento Riva Destra

Tutto sull'EURO e la cosiddetta Unione Europea ! 

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NUOVI COORDINAMENTI DI RIVA DESTRA A BERLINO E VARESE

"Lavoriamo per 'la destra che verrà' per ricostruire con nuovi leader".
Roma, 5 ott - "Da oggi Riva Destra è ufficialmente presente anche a Berlino e a Varese: sono stati eletti all'unanimità on line dal direttivo nazionale, rispettivamente Simone Orlandini e Umberto Montagna".
Lo comunica una nota dell'ufficio stampa di Riva destra, "movimento politico presente già in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, campania Calabria e Sicilia, oltre che appunto a Berlino". 
"Lavoriamo - ha dichiarato in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale di Riva Destra - per la destra che verrà: una destra oggi sempre più rarefatta e marginalizzata nel panorama politico italiano, che ha disperatamente bisogno di nuovi leader, dopo il fallimento di Gianfranco Fini e dei suoi colonnelli, nessuno escluso.
E' tempo - conclude la nota - di ricostruire sulle macerie lasciate da altri, da chi ha preferito una poltrona e uno stipendio, a una battaglia ideale, politica ed etica. Riva Destra lavora per individuare, valorizzare e mettere in sinergia le nuove energie necessarie. 
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sabato 4 ottobre 2014

A PROPOSITO DI QUELLI CHE LA DESTRA L'HANNO DISTRUTTA...

Di tempo ce ne è voluto. Ma ormai l'hanno capito anche loro che non c'è più nulla da fare. Che di rientrare in gioco, nel gioco che conta, non se ne parla. Protagonisti e comprimari della stagione d'oro del centrodestra, in questo periodo si guardano perciò mestamente intorno e cercano di vedere se è ancora possibile acchiappare qualcosa. Magistrature o Authority o qualsiasi altro. Tutto va bene. Se non una poltrona almeno uno sgabello. Uno strapuntino. Dove coltivare l'illusione di contare qualcosa. Perchè è già difficile uscire di scena. Ma ancor più dura è per chi dalla scena viene espulso. L'ha capito bene Guido Crosetto, una sorta di Gargantua cuneese, transitato dalla sponda gaudente e forzista del cavalier Berlusca a quella seriosa e un po' saccente dei fratellini d'Italia. L'ha capito, ha colto l'occasione e ha detto basta. Con umiltà piuttosto ignota a quel mondo, ha spiegato che avrebbe accettato una nuova prospettiva di lavoro, un incarico manageriale in Finmeccanica, dando addio a un ambiente che (è il sottinteso che tutti hanno bene inteso) lo aveva profondamente deluso. Chapeau, un gigante. Altri invece aspettano. Sperano. In un ripescaggio o in una opportunità. Come Ignazio La Russa, altro fratellino d'Italia, altro interprete della stagione che fu: le ha provate tutte, dicono, smaniando come un pesce fuor d'acqua per convincere Berlusconi e gli altri a farsi indicare come giudice costituzionale. Approdo agognato e dorato. Ma il cavaliere, costretto a dire di no anche a Ghedini e alle prese con i mal di pancia di Fitto e di tanti altri, non ha voluto sentirci. Cosicchè le pasticche di maalox in questi giorni sono andate giù come caramelle. 
S'è rivisto anche Fini. Qualche presenza a favore di telecamera e l'incontro di sabato a Mirabello. Forse per provare l'ebrezza di arringare ancora una volta la folla plaudente. Solo che stavolta erano un paio di centinaia, curiosi compresi. È chiaro che non ce la fa più a fare il pensionato anche se si finge contento di esserlo. Risultato scarno, se non addirittura penoso. Relegato dalla grande piazza dove solo tre anni fa lanciò la sfida a Berlusconi alla cascina privata di un agricoltore a lui devoto, quello che fu il leader della Destra italiana ha così trovato il modo di spiegare che le colpe le ha commesse "anche" lui e che però adesso è il tempo di dire basta con gli "scazzi" fratricidi. Dimostrando ancora una volta di non aver capito la lezione. Perché un capo che dice che le colpe del disastro sono "anche" sue semplicemente abdica. Perché mostra di non avere il coraggio della verità. 
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale del Movimento Riva Destra.

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QUALCUNO TIRI FUORI LE PALLE E RISPONDA ALLA MERKEL !

 - Basta !  Non se ne può più. Bisognerà pure che qualcuno dica chiaro e tondo alla Merkel che la misura è colma. Certo, siamo d’accordo: la Germania è un grande paese, ha tanti meriti e qualche ragione. È uno dei fondatori di questa sciagurata idea di Europa. È la locomotiva di quest’Europa senz’anima. Ed è appunto per questo che avverte come un diritto, quasi un obbligo morale di imporre le sue strategie e i suoi desiderata a tutti gli altri partner. La signora in questione non può più permettersi di fare la maestrina isterica che tutti bacchetta. Che a tutti ordina e che tutti mette all’angolo, o peggio, dietro la lavagna come i somari di un tempo. Non è mica un Fhurer, né ha vinto alcuna guerra. È solo abile a sfruttare le indecisioni altrui, gli errori altrui. Errori enormi uniti a miopia politica che hanno consentito alla Germania, uno dei sei paesi fondatori di questa, ripetiamo, sciagurata Unione, di dettare legge. Di fare la prima della classe sempre e comunque. Di sfruttare cioè l’idea di Europa per gli affaracci suoi. Far pagare gli enormi costi della riunificazione con la ex Ddr a tutti i soci in nome della solidarietà e inondare al contempo il mercato continentale coi suoi manufatti; imporre una moneta nominalmente più forte del dollaro (che è una contraddizione insanabile e inspiegabile) e lentamente, ma costantemente cercare di strangolare i rivali, come l’Italia, che quanto a qualità della manifattura avrebbero potuto essere pericolosi concorrenti; blaterare di pace in ogni sede, ma non spendere un marco, pardon un euro, nelle operazioni di peacekeeping, quelle che nei vari conflitti a noi sono costati invece tanto sangue oltre che tanti soldi; imporre un’austerità asfissiante alla Grecia che certo è stata superficiale e magari con le mani bucate, senza dimenticare però di continuare a venderle inutili e costosissimi armamenti e di chiedere che i primi rimborsi fossero per le banche tedesche indebitate. Potremmo proseguire ad oltranza, ma siamo stanchi anche noi di fare l’elenco delle lamentele. Sarebbe solo ora che qualcuno gliele cantasse chiare alla signora di Berlino. Uno che le ricordi che in una Unione ci sono partner, non sudditi. Uno qualsiasi. Foss’anche quello sciagurato di Hollande. Purtroppo Renzi, invece, pare solo ululare in patria, ma fare la pecorella oltralpe.
Fabio Sabbatani Schiuma, Segretario Nazionale del Movimento Riva Destra

giovedì 2 ottobre 2014

ATAC: GLI SPERPERI A ROMA !


martedì 30 settembre 2014

SALVINI, PASCALE, I FRATELLI D'ITALIA E "LA DESTRA CHE VERRÀ".

E' inutile negarlo. Su immigrazione ed Europa, Salvini è l'unico che dice cose di destra. Anche se di destra lui non è. Lui capolista dei 'Comunisti Padani' ai congressi del Carroccio. Lui, con tanto di orecchino, cresciuto in un centro sociale. Tant'è però, che parla bene. E ammalia, soprattutto gli orfani di una destra che non c'è. E il buon Matteo l'ha capito bene il vuoto elettorale del 20-25% di voti, non solo in val Brembana. Una destra assente, ingiustificata. Non pervenuta e disintegrata dai fallimenti di Fini e del suo codazzo di colonnelli ex An, ben pasciuti prima nella pancia di via della Scrofa, pensionatisi poi ad Arcore e dintorni. Se poi si fa uno più uno... Da una parte Salvini che predica benissimo, dall'altra le ostentate strusciate della signorina Pascale verso il mondo integralista dei gay - gli omosessuali normali non scendono nudi sui carri al gay pride - fatte appositamente per sperare di attirare voti su Forza Italia. Magari con il riciclo pure di Luxuria che la invita. E si scodinzolano vicendevolmente. Sono però apparizioni che puzzano di sciacquetta sgomitante e fanno perdere altrettanti voti al Cavaliere, oggi filo-renziano. A favore della Lega Nord. Indubbiamente. Mettiamo la lente d'ingrandimento però. Per Salvini, «l’indipendenza della Padania resta l’articolo uno, la ragione della nostra battaglia». Poi si, anche della Puglia, della Sicilia. Le cose vanno male? Separiamoci tutti. Italiani? No, meglio calabresi, campani, lucani. Il problema è che Fabio Rampelli, deus ex machina di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale (quella rimasta, ossia del patrimonio immobiliare), prima invita e stende un tappeto rosso romano a Salvini, sperando di ottenere qualcosa andandogli "in scia", poi fa rispondere a queste pericolosissime spinte disgregatrici dell'unità nazionale a gente come Alemanno e La Russa. Colonnelli che la destra l'hanno appunto distrutta. Da sindaci e da ministri. E poi gli italiani non dimenticano chi ha sostenuto in Parlamento il governo Monti. A proposito, l'unico a non firmare quel suicidio 'forneriano' fu proprio l'ottimo Crosetto. Ma che fine ha fatto? E poi, a ben vedere, il gigante cofondatore di Fli, neanche proveniva proprio da destra. Come Salvini d'altronde. Giudizio impietoso. La destra c'è, ma solo tra gli elettori, e nessun colonnello ex An, in pantaloni o in gonna, è in grado di ricostruirla. Specialmente se ha partecipato ai banchetti ministeriali che l'hanno cannibalizzata. E questa destra in coma profondo ha invece bisogno disperato di nuove facce. Servono quindi urgentemente nuovi leader. Perchè le varie destre del popolo di destra si sintetizzano solo con un leader. Vanno ricercati, individuati, supportati e valorizzati. Ne è pieno il nostro territorio, anche nei comuni e nelle regioni, di più o meno giovani che si sono fatti votare dal popolo e sono diventati sindaci o consiglieri. I primi nomi? Fabrizio Santori e Galeazzo Bignami, consiglieri nel Lazio e in Emilia Romagna a suon di voti, Guido Castelli, sindaco di Ascoli, e poi Pietro Laffranco, Fabrizio Di Stefano, Achille Totaro. Tutti, ma proprio tutti nati nel Fronte della Gioventù o nel FUAN. 
Noi di Riva Destra vogliamo fare qualcosa per questa 'destra che verrà'. Lavoriamo per alzare il volume e ad aprire gli spazi. Per chi ha qualcosa da dire, di nuovo, di originale. Di destra, ma da destra. Perché senza una vera destra, non si battono le sinistre, compresa quella dell'altro Matteo, e non si risolleva l'Italia, quella intera. 
Fabio Sabbatani Schiuma

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venerdì 26 settembre 2014

COM'È' TRISTE ROMA...La Capitale d'Italia vive oggi una tristissima stagione a causa di un sindaco inadeguato e arrogante.

Purtroppo però Ignazio Marino è stato eletto da una maggioranza. Risicata quanto vogliamo, ma pur sempre maggioranza - magari oggi anche pentita. Le cause? Certamente i tantissimi che non sono andati a votare, ma - a mio avviso - ancor di più, i tanti, troppi, errori di Alemanno. Ebbene, prima che si ricandidasse il buon Gianni, gli unici a fargli notare che non fosse il caso, furono Fabrizio Santori - che si propose in prima persona come alternativa a quelle primarie che mai però furono celebrate - e il sottoscritto. Rientrai infatti in Campidoglio negli ultimi 4 mesi del suo governo della città - grazie al poltronismo di qualcuno. Tanto mi bastò per constatare in prima persona la pochezza di una maggioranza di centrodestra alla guida della città. Maggioranza nella quale, non riconoscendomi, non entrai. Puntai il dito in aula per ricordare ad Alemanno la destra sociale dimenticata (https://www.youtube.com/watch?v=_-4qJ0SINxo), per porre rimedio alle assurdità di continuare a dare soldi ai nomadi, dimenticando i romani senza casa (https://www.youtube.com/watch?v=X29Ubk6wLH4), per chiedere di fare battaglie serie sugli sperperi dell'Atac (https://www.youtube.com/watch?v=m11bGZxVVSU) e presi una posizione chiara sull'inopportunità della sua candidatura). 
Una volta ricandidatosi lo stesso, ho deciso di sostenere comunque Alemanno. La mia testa oggi dice di aver fatto bene, perchè mai Alemanno avrebbe fatto i danni che sta infliggendo Marino a Roma. Il mio cuore dice di no, perchè Alemanno da sindaco mi ha fatto vergognare di essere di destra. O meglio ha umiliato la destra, dopo 20 anni di opposizione di 'Destra Sociale', quella vera, contro Rutelli e Veltroni. 
Fabio Sabbatani Schiuma

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martedì 16 settembre 2014

E' TEMPO DI RIBELLARSI: UNISCITI A NOI !

...Bocciata l'Italia: Pil giù dello 0,4%, unico Paese del G-7 in recessione. Noi (non faccio il tifo) non siamo dei gufi: sei tu, caro Renzi, che sei solo un ciarlatano... 
P.S. 
Per la verità sono dei commissari liquidatori, lui e la sua banda di piddini e alfaniani. Non hanno una prospettiva, non sanno fare scelte coraggiose, stanno abbarbicati sulle poltrone e ci prendono per il culo. 
Fabio Sabbatani Schiuma

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CARABINIERI AGGREDITI DA UBRIACO. MARINO IN CALIFORNIA, OPPOSIZIONE NON PERVENUTA. SOLO RIVA DESTRA E FABRIZIO SANTORI PROTESTANO.

Il barbone tedesco ubriaco che ha aggredito quattro carabinieri nel rione Prati, viveva da un anno in piazza della Libertà, minacciando di continuo i passanti, bivaccando e urinando nei giardini: "io sono il padrone della piazza", urlava ai passanti, brandendo spesso bottiglie e altri oggetti contundenti. Sono però risultate inutili in questi mesi le decine di segnalazioni da parte dei residenti. Eppure dovrebbe essere il sindaco Marino, quale massima autorità sanitaria di un comune, ma nel frattempo in viaggio in California, a firmare i trattamenti sanitari obbligatori: perché non l'ha fatto? Il sindaco stesso poi può, meglio deve, inviare segnalazioni al Prefetto o al Ministro dell'Interno per il provvedimento di allontanamento per motivi di ordine pubblico, anche di un cittadino comunitario, quale il barbone tedesco in questione: perché non è stato fatto? Ancora una volta  le latitanze dell'amministrazione Marino fanno da cornice a episodi di cronaca nera, a pochi mesi dall'omicidio di Carlo Macro al Gianicolo, per mano sempre di un cittadino straniero senza fissa dimora, ma questa volta fortunatamente il morto non c'è scappato. Verrebbe da chiedersi: se ciò fosse accaduto con un sindaco di destra, sarebbe venuto giù il mondo. Invece dai banchi del centrodestra in Campidoglio, solo un silenzio assordante ad accompagnare le vibrate proteste del nostro movimento e del solo consigliere regionale del Lazio Fabrizio Santori, una delle ultime bandiere non ammainate della Destra Romana che fu.

Fabio Sabbatani Schiuma
già vicepresidente del Consiglio comunale di Roma, 
Segretario Nazionale di Riva Destra 
e residente a 200 metri dall'accaduto. 

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venerdì 12 settembre 2014

SICILIA:RIVA DESTRA PARTECIPA A RIUNIONE LISTA MUSUMECI

ROMA, 12 set - 
"Una nostra delegazione parteciperà ai lavori di “Costruire l’alternativa a Crocetta”, il meeting siciliano della Lista Musumeci, che si terrà domani, sabato 13, a Sant'Alessio nella riviera messinese".
Lo dichiarano in una nota Fabio Sabbatani Schiuma e Alfio Bosco, rispettivamente segretario nazionale e portavoce del movimento Riva Destra.
"Riva Destra - continua la nota - sarà rappresentata alla Conferenza regionale della lista che fa capo a Nello Musumeci, da Loredana Turchetti e Giuseppe Murè, rispettivamente dirigente nazionale e responsabile dell'organizzazione del nostro movimento.
Saremo attenti - prosegue la nota - ai lavori di sabato e restiamo desiderosi di dare il nostro contributo alla ricostruzione, da destra, di un'area politica oggi in frantumi, a causa dei fallimenti di Fini e dei suoi ex colonnelli.
La destra - conclude la nota - resta vitale in qualsiasi coalizione che voglia opporsi alle sinistre: di destra c'è davvero bisogno in Sicilia e in tutt'Italia. Rimbocchiamoci le maniche, tutti insieme". 

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mercoledì 10 settembre 2014

C'E' UN'ITALIA TUTTA SBALLATA... OGNI GIORNO ne siamo testimoni.

E' l'Italia che dai salotti televisivi si cosparge di buonismo ipocrita, piange lacrime di coccodrillo su storie di poveri immigrati o di delinquenti uccisi più o meno per sbaglio, ma che si volta dall'altra parte quando a essere fatti fuori sono uomini in divisa o a essere sgozzate, per un telefonino, sono tre umili missionarie in Africa. E' l'Italia che si volta dall'altra parte se passa una donna col burqa o se i propri bambini sono costretti a rinunciare al presepe a scuola, o magari al posto del bambinello le maestre 'tolleranti' metteranno un giorno il keebab preso appunto dalla mensa scolastica. E' l'Italia pronta a indignarsi se sulle spiagge nostrane i vigili sequestrano materiale contraffatto e si precipita a fare la colletta per il povero immigrato, ma che resta a prendere il sole allo stabilimento dove non sono più ammessi bagnini-donne perché i clienti musulmani non possono tollerarle. E' l'Italia che si affretta a regalare soldi o a donare prodotti alimentari dal carrello della spesa agli zingari di turno appostati fuori dai market, ma che se ne infischia se una mamma connazionale non ha i soldi per pagare la mensa ai figli, quando quelli dei nomadi la stessa mensa scolastica ce l'hanno gratis, ma tanto i genitori non ce li mandano perchè preferiscono 'istruirli' a scippare sugli autobus o a infilarsi nelle nostre abitazioni. E' l'Italia del tutto giustificato, del pietismo scontato da Ikea, che accetta tutto e non è più capace di ribellarsi, di dare un ceffone ai propri figli che si liquefanno il cervello ogni giorno davanti ai videogiochi o vanno a fare i bulletti per le strade. Sono gli italioti incapaci anche di incazzarsi quando la terza carica dello stato, la signora Boldrini, quella che si porta il proprio compagno a omaggiare Nelson Mandela a spese nostre, proclama che 'dagli immigrati abbiamo solo da imparare': italioti che hanno capito che oltre che da imparare, sui clandestini c'è anche da guadagnare, ci si può fare business, quello dei soldi e anche quello delle lacrime. Povera Italia...si, perché a me questa di italietta fa proprio schifo... 

A quest'Italia noi dobbiamo ribellarci dalla Riva Destra.

di Fabio Sabbatani Schiuma

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martedì 9 settembre 2014

OCCHIO CHE LA RUSSIA NON E' LA LIBIA E PUTIN NON E' GHEDDAFI...

Tutto e il contrario di tutto. Obama dà la linea e tutti appecoronati. Consenzienti e contenti. E complici. Complici di una politica Usa ormai senza capo né coda, altalenante e discontinua. Barack traccia il solco, ma si vive alla giornata. E lo si impone agli alleati. Che devono pure partecipare se non dirigere il lavoro sporco per conto loro. Come nella vicenda delle primavere arabe. Zitti e mosca che lo Zio sennò si incazza. E così è stato per la Siria e il tentato defenestramento di Assad. Armi, dollari, intelligence e battage mediatico continuo per far franare il terreno sotto ai piedi del dittatore siriano. Con l’Europa delle illuminatissime élite entusiasticamente al seguito. Per poi accorgersi che forse quelli della Jihad contro il tiranno di Damasco, quelli dell’Isis, non erano poi così buoni, che della democrazia e dei diritti non gliene importava un fico secco, ma che al Califfato islamico con tanto di sharia e di teste mozzate erano e sono interessatissimi. E perciò, adesso che pure nelle case degli americani sono arrivati i video dei tagliatori di teste sunniti e soprattutto che il sangue versato è a stelle e strisce changé la dame signore e signori: inversione a U. Il tiranno non è poi così cattivo se ci aiuta contro questi fanatici. Parliamo pure con Assad. Come se nulla fosse. E con quest’imbelle Europa silente e contenta. Lo stesso schema che sembra riprodursi nella crisi ucraina. Voce grossa contro l’imperialista Putin (che tre mesi fa impedì il bombardamento della Siria) che si riprende ciò che è sempre stato suo (Crimea) e successivo tentativo di strangolamento economico della Russia con la baldanzosa Europa sempre al seguito. Solo che la Russia non è la Libia. E Putin non è Gheddafi. E il bau bau dei media risulta ininfluente. Se non controproducente. Come la storia delle sanzioni uno, due e tre: che stanno strangolando la nostra agricoltura e persino l’economia di frau Merkel. Perché l’Ucraina non è mica Danzica. E in realtà i suoi confini li ha avuti solo con la fine dell’impero sovietico. Mai prima. Confini che si sono dimostrati subito fasulli. Aleatori. Fatti non per liberare, ma per inglobare etnie diverse. Logico che ne scaturisse un conflitto. E logico che il tricolore con l’aquila bicipite di Vladimir Putin provocasse un’attrazione formidabile per quelle popolazioni dell’est che hanno sempre guardato alla Santa Madre Russia. E allora? Che si fa? Che fa la Nato riunita a Newport in Galles? Facciamo la guerra a Putin o gli chiediamo sostegno e partecipazione contro i tagliatori di teste jhiadisti? E se poi tra due settimane, col referendum già indetto, gli scozzesi con tanto di kilt decidono di diventare indipendenti che fa la Nato? Dichiara guerra pure a loro? 
di Fabio Sabbatani Schiuma

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mercoledì 3 settembre 2014

AGGIORNAMENTI: A TUTTI I DIRIGENTI e SIMPATIZZANTI di RIVA DESTRA.

La situazione della destra italiana è stagnante, almeno quanto lacerante è quella politica in generale: nella prima non ci sono prospettive serie, nella seconda crisi economica e morale, immigrazione selvaggia e 'politically correct' stanno devastando la nostra Nazione. Il futuro è quantomai buio. Non possiamo più restare in attesa degli eventi, ma dobbiamo, anche nel nostro piccolo fare qualcosa. Le condizioni non sono certamente le migliori - sfiducia, delusione, scetticismo e rabbia, frammentazione, la fanno da padroni - ma noi abbiamo già fatto tanto anche nel recente passato: abbiamo una pagina (RivaDestraPaginaUfficialeche 'macina' migliaia di contatti al giorno, abbiamo partecipato numerosi a sit-in e cortei, abbiamo portato qualche centinaio di persone ad aprile a 'Difendiamo l'Italia', dove abbiamo ricevuto un'ottima visibilità, abbiamo votato un Documento Politico in una comunque partecipata riunione nella calura estiva romana. Siamo monitorati da tanti, e forse anche magari sopravvalutati: meglio. Ma non basta: dobbiamo 'osare' di più. A iniziare da noi stessi e dall'organizzazione di Riva Destra: lavoreremo sul sito (www.rivadestra.it) affinché, magari, si possano trarre delle risorse economiche, su statuto e organigramma, su alcuni punti cardine che dobbiamo sancire non solo nei documenti politici, ma tradurre in discesa in piazza, sui nostri cordinamenti territoriali verso i quali dobbiamo marcare presenza e sostegno, reclutare altre persone e, appunto, organizzarci meglio. La prima cosa è però crederci. Essere consapevoli che l'unica strada da percorrere ora è rischiare. Si dice che in curva non si frena, anzi si deve accellerare. Ecco, oggi siamo in una parabola italiana sempre più discendente. L'unica certezza che abbiamo è che la notte buia della destra dovrà finire e una nuova alba sorgerà. Ma noi dobbiamo farci trovare pronti.

Fabio Sabbatani Schiuma

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giovedì 31 luglio 2014

VOI CHE AVETE SEMPRE LA VERITÀ IN TASCA !

RAZZISTA? XENOFOBO? Ehi, dico a voi, benpensanti di sinistra, voi del politically correct, voi radical chic, voi che avete sempre la verità in tasca e vi sentite moralmente e culturalmente superiori: come vi permettete di chiamarmi xenofobo o razzista perché non la penso come voi? 
- Io che quando vado in vacanza all'estero preferisco sempre andare nelle zone meno turistiche per osservare gli usi e i costumi degli altri popoli, che mi piace assaporare la loro cucina e i loro profumi, che cerco di conoscere le altre civiltà e cerco di apprendere, di imparare, di confrontarmi e che rispetto le loro leggi, i loro usi e costumi, senza mai sentirmi superiore. ma solo orgoglioso di essere italiano. 
- Io che quando a Roma uno straniero mi chiede un'informazione, cerco sempre di aiutarlo e finisco la conversazione con un "you're welcome" ( = 'tu sei il benvenuto') e che ho sempre aiutato chi è in difficoltà senza guardare prima il colore della pelle. 
- Io che mi sento legato alla tradizione e alla storia del mio popolo che so benissimo esser fatta anche di milioni di connazionali emigrati per cercare fortuna e che capisco perfettamente cosa voglia dire andare fuori, sradicarsi dalla propria terra e stare lontano dalle proprie famiglie. 
Come vi permettete di chiamarmi così? Io non ho la fobia di nessuno straniero e credo che tutti siano uguali, gialli, neri o bianchi che possano essere. 
Ma forse è perché caso perché mi sono rotto le scatole di veder la mia nazione invasa da disperati quando già ne abbiamo tanti in casa e non riusciamo ad aiutarli? 
- Perché non ritengo affatto giusto che mentre milioni di famiglie italiane sono sempre più povere, mentre il dramma della disoccupazione e della casa è sempre più grave, mentre le nostre aziende chiudono, il governo debba stanziare i soldi che versiamo noi con le tasse, a favore di associazioni e cooperative che lucrano sulla disperazione delle migliaia di persone che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste? 
- Perché non mi sta bene che i nomadi troppo spesso delinquono, non rispettano le nostre leggi, sfruttano i bambini, ma non pagano come accadrebbe a qualsiasi italiano che fa lo stesso? 
- Perché ritengo che gli integralisti islamici non possano esportare da noi i loro usi e costumi, come il burqa, l'infibulazione, la lapidazione e debbano rispettare la nostra religione, con tanto di crocifissi nelle scuole? 
Beh, allora fatevene una ragione, ma oggi i veri razzisti siete voi e lo siete contro altri italiani come voi. 
Io resto sulla Riva Destra e a vergognarvi dovreste essere voi. 

di Fabio Sabbatani Schiuma
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mercoledì 16 luglio 2014

DIREZIONE NAZIONALE: APPROVATO ALL'UNANIMITÀ IL DOCUMENTO POLITICO

All'unanimità dei votanti e con 30 voti a favore 
è stato approvato il NUOVO DOCUMENTO POLITICO 
che costituisce le linee guida di Riva Destra per i prossimi mesi. Preghiamo di utilizzarlo come nostra 'carta d'identità' 
per i nuovi potenziali aderenti. 
Votazione avvenuta alla Direzione Nazionale tenutasi a Roma 
il 12/7/2014 e su Facebook. 
Grazie a Tutti ! 


lunedì 14 luglio 2014

ROMA: DIREZIONE NAZIONALE di RIVA DESTRA

Proposta di nuovo documento politico. 
Viene posta in votazione ai dirigenti.
Alfio Bosco - Fabio Sabbatani Schiuma - Giancarlo Bertollini
ENERGIA IN MOVIMENTO 
"A DESTRA SERVONO ENERGIE NUOVE "

INTRODUZIONE - È sempre meglio che l’acqua sia mossa. Che scorra. Che quella stagnante è vecchia, putrida. Che quando è impetuosa e travolgente produce energia. Ecco, appunto. È di energia che c’è bisogno a destra. Energia che è movimento, confronto. Energia che si nutre di conflitti. Contrapposizioni. Divergenze. Diverse visioni, che magari ci fossero. E fossero ancora più marcate. Quotidiane. Invece la sensazione è opposta. Che invece di attizzarlo, il fuoco delle idee, ci si affanni a spegnerlo. A silenziare le differenze. Ad invocare la calma. Per cui, giorno dopo giorno, su giornali e tv è a questo teatrino che assistiamo. Discutiamo, ma senza contrapposizioni. Ragioniamo, ma con pacatezza. Riflettiamo, ma non estremizziamo. Appelli che suonano non solo inutili, ma pure controproducenti. Snervanti. Perché invece, no. Non è di questo che si avverte il bisogno. Che è proprio di passione, di calore, di fuoco per l’appunto che c’è necessità a destra. Urge un fottutissimo e sano botta e risposta. Urge un po’ di scontro duro. Deciso. Non serve a nulla farsi prendere dal panico. Le macerie sono ancora fumanti, su questa sponda del fiume. Un patrimonio è andato distrutto. O forse solo l’illusione. Ma in ogni caso la colpa va divisa, se non proprio condivisa. Il giovane toscano che è venuto dal nulla ed ha espugnato il Palazzo non dà certo l’impressione di essere una meteora. Ha le vele gonfie ed ha sbaragliato il campo. Soprattutto il suo. Che il nostro siamo stati bravissimi a distruggercelo da soli. Ma ha comunque indicato una strada. Un percorso. Che si può recepire in toto o solo come esempio. Ma non si può snobbare. Anche se la traversata potrebbe risultare più lunga e più faticosa. È meglio cominciare. Da subito. Ebbene: accontentiamo Repubblica. E il Fatto. E persino il Corriere. Facciamo poi sbizzarrire vignettisti e opinionisti. Diamo altro pane alla comicità irriverente. Rischiamo persino il ridicolo. Ma, per la miseria, diamoci una mossa. Alzando il volume. E aprendo gli spazi. Per chi ha qualcosa da dire. Di nuovo. Di originale. Di Destra ! 
PREMESSA  
Prima di illustrare delle linee guida da adottare dal prossimo autunno 2014, vanno ribadite e sottolineate tre considerazioni etiche:
1) la politica, e il movimento Riva Destra la fa dal 1994, non è il libro dei sogni, ma quello delle possibilità, della concretezza, delle cose che si possono realizzare, con le risorse che si hanno a disposizione. 
Chi propone programmi, ha l'obbligo morale di illustrare anche come questi possano essere realizzati nel concreto; chi critica è liberissimo di farlo, ma deve accostarvi sempre una proposta alternativa, praticabile, appunto.
2) chi sceglie di fare politica poi in un movimento, ossia insieme ad altre persone, decide di rispettarne le logiche elementari di partecipazione, condivisione o dissenso, tenendo sempre nella dovuta considerazione l'unità del gruppo e la sua coerenza, pur nei normali cambiamenti repentini ai quali la politica italiana ci ha ormai abituato da decenni. 
Tutto si può fare, tranne il contrario di tutto ed eccetto lo svegliarsi ogni mattina con un'idea diversa, pretendendo magari che sia anche adottata da tutti.
3) aderire a Riva Destra si concretizza oggi in primis con una parola data, con una stretta di mano: l'onore e la lealtà non possono mai venire meno, per nessuna ragione politica.
BREVE INTRODUZIONE POLITICA 
Riva Destra è nata nel 1994, ossia all'inizio di una stagione in cui la destra italiana, anche a causa del crollo del sistema partitico sotto i colpi di tangentopoli, annunciò la sua volontà di diventare destra di governo uscendo dall'emarginazione politica a cui il sistema stesso l'aveva relegata per mezzo secolo circa: la politica per noi rappresenta infatti la risoluzione dei problemi quotidiani del popolo e la difesa dei valori di appartenenza. Da subito ci siamo però proclamati contrari allo scioglimento dell'allora Movimento Sociale Italiano, perché convinti che identità e strutture partitiche andassero mantenute, anche per un continuo contatto sul territorio: eravamo fautori piuttosto della creazione di un'area movimentista che potesse coinvolgere meglio tutti coloro che alle burocrazie partitiche non fossero interessati. Riva Destra, da subito, ha iniziato a contestare la linea politica dell'allora presidente Fini, fino alla sospensione da Alleanza Nazionale avvenuta nel 2008, il quale, insieme alla sua corte di colonnelli di convenienza, iniziò un percorso di vera e propria dittatura interna a colpi di congressi non celebrati, di dibattiti interni assenti, di rappresaglie politiche contro i dissidenti, di bislacchi propositi non certo di destra e di conseguente abiura del patrimonio ideale conservato con tanto onore negli anni di dura opposizione al sistema e dei governi sostenuti, di fatto, dall'allora 'arco costituzionale' (DC, PCI, PSI, PRI, PLI, PSDI...). Fini e i suoi colonnelli non hanno lasciato la 'casa madre', l'hanno letteralmente bombardata. Riva Destra, pur essendo convintamente dalla parte del bipolarismo, che è cosa differente dal bipartitismo, ha sempre indicato nei valori della destra sociale i propri punti di riferimento, pur nell'estrema difficoltà di un ambiente ove ognuno ha la 'sua destra', è convinto che sia superiore alle altre e prima di confrontarsi sulle cose che uniscono, pensa a quelle che dividono. Riva Destra non ha infine partecipato alla costituzione del Pdl, presagendo l'incapacità di molti suddetti colonnelli nel mantenere viva un'area di destra in quel contenitore: da chi è stato vicino a Fini solo per le poltrone e ha poi 'cambiato padrone' poiché erano altri a poterle garantire, non ci si poteva aspettare che la rarefazione della destra a cui oggi assistiamo. 
Oggi, Riva Destra intende dare un contributo serio e concreto per la ricostituzione di un'area politica caduta sotto i colpi del fallimento di Fini e della sua corte. 
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
LA DESTRA DEI COLONNELLI HA FALLITO ! 
Ovviamente, nel tracciare alcune linee guida che possano caratterizzare l'azione di Riva Destra, non si può che partire anche dai documenti e dalle mozioni approvate nel recente passato dai suoi militanti, preservando i punti fermi e modificando le strategie vista la precarietà, e la pochezza, della classe dirigente politica attuale, che dovrebbe 'dire e fare cose di destra', e tenuto poi conto dei nostri mezzi.
Partiamo dal documento politico di Riva Destra approvato nel novembre 2013 a Roma, ove si evidenziava come in Italia non manchi la destra, anzi potenzialmente ce n'è tantissima, anche perché è assente la vera Politica e ci sarebbe ancora più bisogno di idee forti a difesa degli interessi nazionali, a tutela della nostra cultura e tradizione, a sostegno dell'occupazione e di chi produce in Italia, contro l'immigrazione clandestina e tutte quelle politiche distruttive della famiglia costituzionalmente sancita. Una politica che, da destra, dica un forte NO a quest'Europa delle banche che tende a sopprimere le sovranità nazionali, in favore di un ordine mondiale dettato dalle lobbies. 
In Italia è infatti mancata una destra sociale capace di opporsi ai governi di 'larghe intese' e nominati dal Presidente della Repubblica, esautorando il popolo dalla sua sovranità. Governi rivelatisi fallimentari, nocivi e privi di qualsiasi piano di rilancio, governi che non hanno cambiato la legge elettorale, non hanno fatto i veri tagli alla politica e alla spesa pubblica, che hanno cambiato solo il nome alle tasse, che si preparano a svendere i gioielli di famiglia, che hanno rimandato ogni problema al semestre italiano, che hanno visto la luce in fondo al tunnel, ma sono stati smentiti dai dati ufficiali che parlano di calo del PIL e dell'occupazione, e che anche oggi si preoccupano in sostanza solo di mantenere le proprie poltrone. Governi servi di Bruxelles, che non fanno gli interessi del popolo e speculano sui fondi destinati all'accoglienza e ai fenomeni immigratori.
La verità, amara per tutti e soprattutto per chi c'ha creduto con tutte le forze, è che chi ha rappresentato questa destra, di fatto, ha negli anni scorsi fallito. Per esempio, nel Lazio, chi ha guidato la provincia nel 1998 ha poi perso le elezioni dopo una 'grigia esperienza', come lo stesso è accaduto alla regione Lazio nel 2000, più che altro per inesperienza e superficialità, laddove poi, riconquistata la stessa nel 2010, non si è riusciti neanche a terminare il mandato a causa del cannibalismo correntizio e dei tanti 'rubagalline'. E infine è sotto gli occhi di tutti il fallimento della destra a Roma, approdata alla guida del Campidoglio nel 2008 e sconfitta nel 2013 da un Marino, oggi rivelatosi disastroso per la città, senza lasciar la benché minima impronta, di destra, nel governo capitolino. Piaccia o no, si discuta quanto si vuole sulle motivazioni, ma questa classe dirigente ha fallito o meglio, ha fallito un'intera generazione, quella che Alessandro Giuli descrive perfettamente nel suo libro 'Il passo delle oche'. Non si sono dimostrati all'altezza e ora, dopo aver perso quasi tutte le poltrone, si riscoprono di destra, cosa che hanno dimenticato quando erano alla guida delle istituzioni. Non sono credibili e, come nella natura dei cicli della storia, devono andare a casa, sostituiti da una nuova classe dirigente, che magari emerga dalla base e dalla meritocrazia, e non dal poltronismo esasperato o dal correntismo autolesionista. Ecco perché Riva Destra fa le sue scelte di pensare al DOMANI, a quando esaurito del tutto il tempo degli ex colonnelli di AN e consumati gli ultimi colpi di coda di questa classe dirigente di falliti, ci sarà spazio per dei nuovi volti e si ricostruirà dalla base una nuova destra. Prima cosa, quindi, voltare pagina: basta colonnelli.
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
GLI ELETTORI DI DESTRA SI SONO RIVOLTI 
ALTROVE O NON SONO ANDATI A VOTARE
Come riportato poi nell'ultima mozione di Riva Destra, approvata nel marzo scorso su Facebook - la nostra sezione virtuale - e presentata a Roma il 6 aprile 2014 alla convention 'Difendiamo l'Italia', nelle scorse elezioni non è apparso credibile il progetto di ALLEANZA NAZIONALE: sarebbe stato più coerente allora parlare di MSI. FRATELLI D'ITALIA sta infatti vedendo naufragare il pur lodevole progetto di riunificazione delle destre 'diffuse', poiché a fianco di un'apparente apertura verso altri movimenti, maschera in realtà una politica di pura annessione, peraltro condotta in buona parte da personaggi non più credibili, i quali hanno fallito già miseramente le loro occasioni di governo e tentano oggi di riciclarsi, riammantandosi di destra. Non ha convinto infatti chi di fatto ha sostenuto il governo Monti, chi ha nel passato partecipato da protagonista al fenomeno dei colonnelli e soprattutto chi, dopo aver fallito a Roma o nel Pdl, dove avrebbe dovuto fare l'ala destra, ha dato vita a un minestrone con personaggi di ogni genere. E le minestre riscaldate, e peraltro andate a male, non hanno mai funzionato.
Sono stati rifiutati dagli elettori di destra coloro che hanno scelto il NUOVO CENTRO DESTRA di Alfano, il frutto di un accordo politico di sostegno a governi non votati, scelti altrove, a Bruxelles o nelle segreterie di partiti di sinistra, ai quali ci sentiamo profondamente alternativi, tanto politicamente, quanto eticamente. Siamo contro le larghe intese, specialmente se poi dimostrano di perseguire interessi diametralmente opposti a quelli del nostro popolo. Troppo opportunismo, troppo attaccamento alle poltrone - che per noi sono uno strumento, non un fine - se non puro tradimento. 
FORZA ITALIA a noi sembrava rappresentare l'unica soluzione concreta e alternativa alla sinistra. Si è rivelato un bacino elettorale che si edifica ancora solo sulla popolarità del suo leader Silvio Berlusconi, capace si di attrarre il consenso di milioni di italiani, ma con un conseguente e inevitabile capolinea anagrafico in arrivo e con una 'spada di Damocle' giudiziaria che ne influenza le scelte, a colpi di sentenze folli. Forza Italia ha una classe dirigente spesso non all'altezza della situazione e non ha ancora prospettato poi nessuna soluzione concreta, troppo occupati in altre faccende. Il suo risultato elettorale è insufficiente, il suo ruolo partitico indecifrabile e la perdita di milioni di voti è poi aggravata dalle recenti dichiarazioni e prese di posizione di personaggi equivoci. Appare difficile, visto il cerchio magico di Dudù e compagne che fa da tappo e si lancia in esternazioni incomprensibili per un elettorato di destra, che al suo interno possa svilupparsi e crescere, una nuova destra, movimentista, sociale e nazionale, che potrebbe dare un contributo concreto e veder oggi sopravvivere alcune sue storiche battaglie, tornate prepotentemente attuali.
Capitolo a parte merita chi ha scelto la LEGA NORD o il movimento di BEPPE GRILLO. La Lega conduce da tempo, su alcuni temi, delle battaglie assolutamente condivisibili e Matteo Salvini è furbo e accattivante, dice anche cose di destra nonostante sia cresciuto in un centro sociale e nei congressi della Lega capeggiava la lista dei 'comunisti padani'. Ha capito che il vuoto a destra può essere colmato. Tolga allora quell'invedibile, e incompatibile, 'per l'Indipendenza della Padania' dal nome ufficiale della Lega e sostituisca quel 'Nord' con 'tricolore'. Ecco, una Lega Tricolore, che non lanci certi appelli al voto di destra al mero serbatoio elettorale per far eleggere indipendentisti padani che parlano ancora di 'terùn', che cantano canzoni ingiuriose contro gli italiani del meridione o che strappano quel tricolore alle loro sagre di paese, ma lasci crescere una nuova classe dirigente su tutto il territorio nazionale. In ogni caso Riva Destra è pronta a sostenere d'ora in poi singole battaglie, ritenute giuste e di destra, provenienti dalla Lega di Matteo Salvini. Non altro, per ora. Riva Destra comunque farà formale invito al segretario della Lega Nord per un dibattito e confronto pubblico su questi temi.
Venendo ai grillini. è sempre più evidente poi come il voto di 'protesta da destra' andato a ingrossare le file del 5 Stelle, sia servito ad aumentare la rappresentanza politica di chi quel movimento lo gestisce sul territorio, non di certo Grillo o Casaleggio. E' infatti dai tempi del famoso 'D'Alema dì qualcosa di sinistra', rivolto da Nanni Moretti a tutta l'allora classe dirigente post-comunista, che la sinistra 'culturale e movimentista', non partitica, si è organizzata in movimenti e associazionismo di area (es. Popolo viola, quelli del 'se non ora quando', ecc). Lo hanno fatto da sempre, rubando il monopolio di temi come l'ambiente, i comitati di quartiere targati politicamente o di questioni tipo la Tav. Sono i sinistroidi liberi pensatori, i benpensanti radical chic, i falsi disoccupati organizzati e le angurie varie, verdi fuori e rossi dentro. Loro hanno intuito da subito come il 5 Stelle potesse essere un ottimo cavallo di Troia per farsi eleggere con 20-30 cliccate e hanno iniziato a gestire, anche sul web, il movimento sul territorio mentre nasceva. Pensate a chi volevano come Presidente della Repubblica o a come non facciano opposizione a Marino a Roma, a chi volevano come alleato in Europa (i Verdi...) o a come hanno votato per l'abolizione del reato di clandestinità, o infine al ringhioso antiberlusconismo che li caratterizza sempre e comunque. Sono queste le persone che di fatto siedono sugli scranni di Parlamento, consigli regionali, comunali e municipali. Voti di protesta da destra...che vanno a sinistra.
Risultato? Quasi il 50% degli elettori sono rimasti a casa e con il pieno fatto dal Pd e comunque anche dai grillini, è logico pensare che in tanti siano elettori di destra. E' verso l'astensionismo quindi, che dobbiamo rivolgere lo sguardo e le attenzioni: a chi si è sentito tradito dalla destra che non c'è più, se non nelle poltrone dei colonnelli che l'hanno distrutta, sputando in faccia ai sacrifici, alle speranze, alla buona fede di chi ha creduto in quella destra di ieri, a chi sogna una destra vera e forte, con leader di destra.
ENERGIA IN MOVIMENTO: 
A DESTRA SERVONO NUOVE FACCE
E' chiaro che è anche una questione di facce. Di facce nuove. Lo si può rigirare come lo si vuole, ma il dato è incontrovertibile. Questa destra in coma profondo ha bisogno disperato di nuove facce. Referto impietoso, certo. Ma vero. Perché è una destra che non sa cambiare, questa. Che addirittura rifiuta di cambiare. E che vive nel timore di perdere quel che è rimasto. Una destra che sa solo aspettare. E mentre attende una fine è incapace di immaginare un inizio. E chi e che cosa potrà mai avviarlo un nuovo inizio. Tutt'intorno è movimento, è rinnovamento, è velocità. La politica corre. Come la vita. E' nella natura umana il rinnovamento. La voglia e la ricerca di nuovo sono sempre vincenti. Ecco perché appare come un nonsenso quel che sta accadendo nel campo della destra. Anzi, quel che non sta accadendo. La mancanza non solo di capacità di analisi. La mancanza di comprendere quanto sia urgente il ricambio. Anche generazionale. Una mancanza di umiltà che un gruppo dirigente -ieri fortunato e vincente oltre i suoi meriti e oggi superato e sconfitto- avrebbe dovuto possedere. Invece, molti dei protagonisti della stagione che fu, ancora stanno li. Sperando nell'eterna possibilità di un riciclo. E allora ecco la smania di apparire, la bramosia dell'intervista, la ricerca della telecamera. E l'ammiccamento furbetto e saputello. Ci provano. E provano pure ad organizzarsi. Provano addirittura a ricucire rapporti dopo essersi scornati e osteggiati per anni. Dopo aver sbagliato di tutto e di più. Dopo aver strappato quel biglietto vincente della lotteria che s'erano trovati in tasca e che non avevano neppure acquistato. Non se ne fanno una ragione. Dimostrando così che la politica può diventare una vera e propria malattia, che meriterebbe di essere studiata e curata. Che, a guardarli bene, malati lo sembrano davvero. Mai un dubbio. Mai un'incertezza. Sorretti da una sicumera che fa a pugni con la realtà. Realtà che spiega che non basta più intortare qualche allocco. Realtà che segnala la fine di tante storie. Alcune per bene, altre meglio non dire. Perché di quelle facce non se ne può più. Poco importa se incartapecorite dal tempo o liftate dal chirurgo.
Eh, già, a destra si unisce si con le idee e i programmi, ma soprattutto con i leader. A destra c'è l'individuo, a sinistra la massa. Servono quindi nuovi leader: vanno ricercati, supportati e valorizzati. Ne è pieno il nostro territorio, sia politico che lavorativo. Gente che si è messa sotto e si è fatta eleggere o ha raggiunto importanti traguardi da soli, senza raccomandazioni, contando sulle proprie forze, mettendoci la faccia e non mettendosi in vendita. Sono i primi a essere incazzati con questa classe dirigente, ma rischiano di non emergere o, peggio ancora, di restare sfiduciati e quindi disinteressati. Riva Destra, coerentemente con quanto esposto, ha eletto a Roma, all'unanimità un giovane consigliere regionale del Lazio come proprio 'Presidente onorario'. Fabrizio Santori è figlio della destra sociale ed è un combattente, radicato sul territorio romano e laziale, già esperto nelle istituzioni, e può certamente costituire una speranza 'nazionale' per la destra tutta. Lo abbiamo 'scelto' con queste motivazioni: ''a destra serve rinnovamento, con fatti concreti. Occorre dare spazio a energie fresche, a nuovi volti, preparati, credibili e coraggiosi: abbiamo cosi' deciso di conferire, per acclamazione, la carica di Presidente onorario, al consigliere regionale del Lazio, Fabrizio Santori. Crediamo che per ricostruire la destra italiana occorra individuare 'dal basso' nuovi leader, lasciare che sia la meritocrazia a farli emergere e sostenerli con tutte le forze. Santori, con i suoi 35 anni e con la sua credibilità ed esperienza conquistate sul campo a suon di preferenze prese, per noi rappresenta senz'altro tutto questo. Abbiamo rinunciato al richiamo anche simbolico dei colonnelli, poiché crediamo sia ora di pensionare definitivamente chi ha fallito nelle occasioni di governo, dimenticando di essere di destra quando doveva dimostrare la differenza. E' tempo, appunto, di rinnovamento''. 
Coerenza e coraggio nel dare seguito alle parole.
ENERGIA IN MOVIMENTO. 
LISTE RIVA DESTRA E UNA GRANDE 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE: 
"LA DESTRA SEI TU".
Quando sarà esaurito del tutto il tempo degli ex colonnelli di AN e di tutti coloro che di Berlusconi Silvio campano e hanno campato, che stanno ancora lì, abbarbicati, e invece dovrebbero bellamente andarsene a casa. Tutti. Quelli ancora affamati di notorietà e riflettori e quelli con data prossima di scadenza. Tutti via, così si riparte. E consumati quindi gli ultimi colpi di coda di questa classe dirigente di falliti, ci sarà spazio quindi per dei nuovi volti e si ricostruirà dalla base una nuova destra. Non siamo i soli a pensarla in questo modo, non siamo gli unici a sentirsi orfani. In tanti sognano quello che sognamo noi e rifiutano di rimpantanarsi nel passato e nelle minestre riscaldate. Noi vogliamo essere le avanguardie nel creare le basi per una nuova destra, vogliamo essere parte attiva di questo nuovo humus sul quale germoglieranno nuove piante, nuove energie, nuovi leader. A popolo di destra coraggioso, ci saranno comandanti coraggiosi per un futuro che ci appartiene, ma che dobbiamo riconquistarci, da soli. 
Scendendo nel concreto e nell'immediato, Riva Destra intende consolidarsi sul territorio con persone che vogliano imbracciare la bandiera del rinnovamento a destra. Persone consapevoli che 'La destra sei Tu' non sia solo uno slogan stile 'I want you', ma un'assunzione di responsabilità. Abbiamo bisogno di militanti che organizzino sul territorio la presenza di Riva Destra, che individuino altre persone capaci o sostengano chi sta già facendo questo lavoro tra mille difficoltà. 
Anche per stimolare e per simbolizzare questa necessità di rotture col passato, potranno essere presentate liste di Riva Destra nelle prossime elezioni amministrative o verranno proposte nostre candidature 'indipendenti' nelle liste locali ritenute 'meno distanti'. 
Bisogna lavorare sin d'ora nell'organizzazione di una grande manifestazione nazionale ove si possano presentare i frutti del lavoro svolto e una prima schiera di nuova classe dirigente, da sostenere, incoraggiare, rafforzare: tra loro emergeranno i nuovi leader di cui abbiamo bisogno. Non altrove e senza bisogno di allenatori che hanno fallito. 
Siamo indubbiamente in un momento di crisi economica, politica e morale, il cittadino si sente sperduto, senza punti di riferimento. Si facciano avanti e si assumano le responsabilità di dare una speranza le persone perbene, oneste, coraggiose e capaci. Possibilmente di destra. Riva Destra c'è e grida forte: 'Presente!'. 

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