mercoledì 27 novembre 2013

DOCUMENTO POLITICO del MOVIMENTO

Nell'ultima riunione di Riva Destra del 22/11 abbiamo fatto alcune riflessioni e preso alcune decisioni. Le sintetizzo qui di seguito, nella speranza che possano incontrare il consenso e la disponibilità a 'essere dei nostri'.
- in Italia non manca la destra, anzi potenzialmente ce n'è tantissima, anche perché è assente la vera Politica e ci sarebbe ancora più bisogno di idee forti a difesa degli interessi nazionali, a tutela della nostra cultura e tradizione, a sostegno dell'occupazione e di chi produce in Italia, contro l'immigrazione clandestina e tutte quelle politiche distruttive della famiglia costituzionalmente sancita. Una politica che, da destra, dica un forte NO a quest'Europa delle banche che tende a sopprimere le sovranità nazionali in favore di un ordine mondiale dettato dalle lobbies.
In Italia, oggi soprattutto, manca una destra sociale che si opponga anche a queste 'larghe intese' contronatura e a un governo fallimentare, nocivo e privo di qualsiasi piano di rilancio: un governo che non cambia la legge elettorale, non fa i veri taglia alla politica e alla spesa pubblica, che cambia solo il nome alle tasse, che si prepara a svendere i gioielli di famiglia, che rimanda ogni problema al semestre italiano, che vede la luce in fondo al tunnel ma viene smentito dai dati ufficiali che parlano di calo del Pil e dell'occupazione e che si preoccupa solo di mantenere le proprie poltrone: un governo servo di Bruxelles, che non fa gli interessi del popolo;
- la verità è che chi a rappresentato questa destra, di fatto ha fallito. Per esempio, nel Lazio, chi ha guidato la provincia nel 1998 ha poi perso le elezioni, come lo stesso è accaduto alla regione Lazio nel 2000, dove poi, riconquistata la stessa, non si è riusciti neanche a finire il mandato, a causa del cannibalismo correntizio e dei tanti rubagalline, e infine è sotto gli occhi di tutti il fallimento della destra in città, approdata alla guida del Campidoglio nel 2008, sconfitta da un perfetto idiota come Marino, senza lasciar la benchè minima impronta, da destra, nel governo capitolino. Piaccia o no, si discuta quanto si vuole sulle motivazioni, ma questa classe dirigente ha fallito, o meglio ha fallito un'intera generazione, quella che Alessandro Giuli descrive perfettamente nel suo libro 'Il passo delle oche'. Non si sono dimostrati all'altezza e ora, dopo aver perso quasi tutte le poltrone, si riscoprono di destra, cosa che hanno dimenticato quando erano alla guida delle istituzioni: non sono credibili e, come nella natura dei cicli della storia, devono andare a casa, sostituiti da una nuova classe dirigente, che magari emerga dalla base e dalla meritocrazia, e non dal correntismo esasperato e autolesionista;
- non appare quindi credibile il progetto di Alleanza Nazionale: sarebbe stato più coerente allora parlare di MSI. Per questo la nostra unica fiducia in questo caso è riposta a chi non ha partecipato al fallimento della destra, a coloro, per esempio, che provengono dalla Fiamma Tricolore, che non sono stati contaminati. Ma non ci convince neanche chi ha sostenuto il governo Monti, chi ha partecipato da protagonista al fenomeno dei colonnelli e poi solo per meri calcoli elettorali, si è dissociato, prendendo altre strade e mirando alla ricostituzione del centrodestra e dando vita a un minestrone con personaggi di ogni genere.
NOI VOGLIAMO UNA NUOVA DESTRA, CORAGGIOSA, VITALE, SOCIALE E ORGOGLIOSA !!! NOI SOGNAMO UNA MARINE LE PEN TUTTA ITALIANA e non dei nuovi Fini, o meglio dei suoi 'yesman', magari passati poi con Berlusconi per convenienza e poi, persa la poltrona, riscopertisi 'camerati'.
P.S. 
Brevemente su Berlusconi: l'antiberlusconismo da destra non ci hai mai appassionato. Il nostro nemico è a sinistra, a Bruxelles: è il club di Bilderberg, è Napolitano, la Boldrini, la Kyenge. E chiunque li combatta è nostro alleato. Compreso Berlusconi...se li riprende a combattere e per il tempo che può restare per farlo alla sua ormai veneranda età.
Da queste considerazioni, riassunte in modo sintetico al massimo, Riva Destra fa le sue scelte di pensare al DOMANI, a quando esaurito del tutto il tempo degli ex colonnelli di AN e consumati gli ultimi colpi di coda di questa classe dirigente di falliti, ci sarà spazio per dei nuovi volti e si ricostruirà dalla base una nuova destra. Non siamo i soli a pensarla in questo modo, non siamo gli unici a sentirsi orfani: in tanti sognano quello che sognamo noi e rifiutano di rimpantanarsi nel passato e nelle minestre riscaldate - e andate a male. Con loro OGGI dobbiamo dialogare, lavorare insieme, unirci, dar vita a una federazione e a breve a un'assemblea Costituente. 
Vogliamo essere le avanguardie di questa nuova ''primavera nazionale". 
Il nostro giorno verrà. 

Fabio Sabbatani Schiuma

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