lunedì 22 aprile 2013

Intervista al consigliere Fabio Schiuma

(Fonte: Riverflash) - 
In vista delle prossime elezioni romane vogliamo vedere cosa d’interessante ci porta l’offerta politica attuale, ci vogliamo soffermare su persone affidabili al di là del colore politico, che comunque offrono la loro personale storia al servizio della comunità, ringraziamo il consigliere Schiuma per la sua disponibilità e gli chiediamo:
Dopo undici anni di presenze e cinque di esilio on. Schiuma lei è ritornato in campo. Cosa l’ha spinta?
In un periodo di incertezza politica e sociale, caratterizzato dalla nascita di nuovi movimenti e partiti, in un momento in cui la politica ha difficolta’ a parlare alle persone ho deciso di ritornare anche per riportare alle origini l’essenza stessa della politica e cioè partecipazione alla vita pubblica. Anche per questo ho deciso di rinunciare ai benefit legati alla mia nomina, perché se la politica chiede dei sacrifici ai cittadini dobbiamo essere noi per primi a dare il buon esempio.
La puntata di Report del 14 aprile ha alzato un polverone sull'amministrazione di Alemanno. Quanto c’e’ di vero?
Per fare un danno ad Alemanno, hanno finito per farlo a Veltroni. Sui punti verdi qualità e cementificazioni, le giunte a operare furono quelle di Veltroni. Resta il fatto che la natura del servizio, andato in onda su Report, era scandalistico e romanzato e si procedeva a ipotesi e supposizioni. Anche le domande dei giornalisti, a personaggi davvero buffi, erano mirate a estrapolare punti per una sentenza già scritta. Ma d'altronde era RAI 3
In quale stato riversa oggi la capitale?
Dopo anni di amministrazioni sbagliate che hanno portato Roma al collasso e’arrivata l’ora di dare a questa splendida città il rispetto e la cura che merita per se e per i suoi cittadini. Sono storiche le mie battaglie in Campidoglio perche’ non devono essere le logiche di partito a prevalere nei consigli comunali ma i reali bisogni dei cittadini.
In che modo pensa di affrontare queste battaglie?
Il mio modo di affrontare le battaglie in Campidoglio sarà sempre lo stesso duro, efficace e soprattutto vero senza compromessi. E la farò sull'emergenza abitativa, la casa, sulla sicurezza, sul traffico, sui rom, sulla movida, sulla scuola tutti punti nevralgici che sono legati al benessere e alla vivibilità nella città di Roma e che da sempre fanno parte del mio programma di lavoro.
Raro sentire un rappresentante politico interessarsi alla movida.
Cosa c’è che non va nella movida romana?
Nella notte romana ci sono troppe disparità di trattamento verso le discoteche e i locali in genere. La verità è che manca una vera e propria pianificazione che permetta a Roma di allinearsi con tante capitali europee, dove di notte l’offerta di divertimento è senza dubbio qualitativamente superiore e c’è una seria e artisticamente valida alternativa per i giovani che vogliono divertirsi in modo sano, alla sola riproduzione di musica e all'esclusivo consumo di alcoolici. In passato si era pensato ad una mia vera e propria delega alla notte, infatti in città come Madrid e Parigi ci sono gli assessorati alla movida. Nel mondo della notte bisogna affrontare una serie di problematiche quali la sicurezza sul lavoro, gli orari delle metropolitane e degli autobus.
Quale è la sua ricetta vincente per una mobilità che funzioni in una città problematica in tal senso come Roma?
La mia ricetta vincente è da anni il piano strategico per la mobilità sostenibile. Roma è la metropoli più lenta di Europa con la velocità media commerciale più bassa di Europa. Questo e’un dato di fatto. Il traffico non si sconfigge con gli appelli a non utilizzare i veicoli privati.
Altra sua nota battaglia e’quella contro la presenza nociva dei rom sulla capitale.
Gli ultimi eventi di cronaca di criminalità straniera a danno dei cittadini romani ci indicano che non bisogna mai abbassare la guardia in termini di controllo e sicurezza. Bisogna ridurre ai minimi termini la possibilità di insediamento sul territorio di nomadi che rendono la nostra Roma meno sicura. Evitare qualsiasi tipo di agevolazione a chi non lo merita. Lo dobbiamo ai romani e alla loro sicurezza.
Un rom, con un sostanzioso conto in banca, non può essere allontanato dai campi di accoglienza e deve continuare a godere del sostegno pubblico: tanto vale per un italiano senza lavoro e senza un tetto, con una graduatoria di assegnazione di una casa popolare che non gli viene consegnata, perdersi i documenti e auto certificarsi Rom.
Il Comune di Roma però si interessa con organi preposti alla scolarizzazione dei bambini rom. Cosa ne pensa in merito?
La scolarizzazione così come e’stata organizzata per i bambini rom non basta. L’iscrizione a scuola non è la formula vincente in quanto questi bambini devono essere seguiti anche nelle attività parascolastiche dato che i genitori stessi spesso gli impediscono la frequenza a scuola. E’stata in passato una mia battaglia quella per ottenere un intensificazione dei controlli da parte delle autorità competenti, affinché venga applicato il reato di riduzione in schiavitù e garantire così il diritto all'infanzia ai bambini rom; e di rafforzare il Nae (nucleo assistenza emarginati). Devono essere forniti i dati di queste indagini ai consiglieri comunali in modo tale da essere tempestivi ed efficaci negli interventi a favore di questi bambini.
Perché i romani dovrebbero scrivere il suo nome sulla scheda elettorale il 25 e il 26  maggio?
Perché sono un cittadino come loro, un cittadino che ama la sua Roma e che ha voglia di cambiare le cose che non vanno facendosi rappresentante dei suoi elettori in Campidoglio. Sono una persona umile e  pulita che ha mantenuto sempre le sue promesse e combattuto per le ingiustizie. La politica per me è pura passione e strumento per migliorare la vita del popolo e di questo mi farò portavoce dei romani.
(AG RF RM 22.04.2013)
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