martedì 30 ottobre 2012

Lazio: Storace, oggi lascio il Campidoglio e punto a riconquista Regione

SCHIUMA DI NUOVO IN CAMPO !
30 Ottobre 2012 - 11:10 (ASCA) - Roma, 30 ott - ''Oggi pomeriggio lascero' lo scranno in Campidoglio, e' una promessa che mi ero fatto tanto tempo fa dopo un'offesa che ricevetti proprio nell'aula di Giulio Cesare e alle 17, davanti al sindaco, consegnero' a Fabio Schiuma il seggio in consiglio comunale''. A scriverlo Francesco Storace, leader de La Destra nel suo editoriale di oggi sul Giornale D'Italia''Avro' piu' tempo - scrive Storace - per dedicarmi alla riconquista della Regione''.

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sabato 20 ottobre 2012

PDL/ RIVA DESTRA: EX AN TUTTI LECCAPIEDI FINI SALVO STORACE, INSIEME A SANTANCHÈ HA PAGATO PER QUESTO CON L'EMARGINAZIONE

Comunicato Stampa.
Roma, 20 ott. (TMNews) - "Qualche ex 'alleanzino', oggi nel PdL, pensa di risolvere il problema eliminando dal partito i 'leccapiedi'. Quando Fini 'regnava' in AN, senza democrazia, ne congressi, tolti pochissimi come Francesco Storace e Daniela Santanchè, che tentavano di avere diritto al dissenso, con il risultato di essere stati emarginati, costretti ad andarsene o cacciati, come è accaduto a Fabio Sabbatani Schiuma nel 2007; tutti questi ex colonnelli e tenenti di AN, non erano leccapiedi Fini in servizio permanente effettivo?" Lo ha affermato in una dichiarazione il movimento Riva Destra, nato come primo circolo di Alleanza Nazionale nel 1994 Pol/Tor
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mercoledì 10 ottobre 2012

IL MIO APPELLO A TUTTE LE DESTRE

ULISSE VERSO ITACA
di Marcello Veneziani.
Rivolgo questo appello esplicitamente, anche se non esclusivamente, a chi proviene da destra. Un appello personale, di cui mi assumo intera la responsabilità, non concordato con nessuno. Mi rivolgo a chi proviene da Alleanza nazionale, dal vecchio Msi, dalle esperienze varie e anche non politiche di destra nazionale, sociale e i non allineati. E mi rivolgo apertamente e direttamente a chi attualmente esprime su posizioni diverse il desiderio di ricominciare daccapo. Dico dunque alla componente destra del Popolo delle Libertà, dico alla Destra di Storace, dico a Futuro e Libertà, dico alla galassia di nascenti movimenti, come gli azzeratori di Giorgia Meloni, i patrioti di Elena Donazzan, il Fuori di Galeazzo Bignami, RinascItalia di Elisabetta Foschi, e tutti coloro che in questo momento stanno dando vita a esperimenti, incontri, tentativi di ripartire. Senza escludere la galassia giovanile dispersa o ritrovatasi in comunità e circoli, case e movimenti. Infine considero chi, come me, viene dalla destra sfusa, pensa da anni in libertà e in solitudine, o non è impegnato in nessuna realtà vagamente politica. È ora di ricostruire un soggetto civile, prima che politico e culturale. È ora che si torni ad Itaca, come scrive in un appello che sottoscrivo, Renato Besana. È ora che si tenti, dico almeno si tenti, di ritrovare un motivo comune per rilanciare l’iniziativa politica. Accogliamo come dato di fatto il disarmo bilaterale: Berlusconi e Fini costituiscono inevitabilmente un ciclo concluso. La loro parabola di leader è finita, differiscono i nostri giudizi su di loro, ma non possono essere più motivo di unione né di divisione. Si deve fare un passo oltre. Si chiede un passo indietro anche a coloro che hanno rappresentato in questi vent’anni la destra e si selezionino giovani, donne e outsider per costituire il nucleo costituente. 
Non volevamo morire democristiani, ma non ci piace nemmeno finire grillini o montezemoliani. Si può agire all’interno del quadro bipolare, dunque collocandosi sul versante alternativo alla sinistra, ma occorre recuperare una propria linea d’azione e di pensiero. Anche perché nel paese esiste, come dimostra la nostra storia e il presente nel resto d’Europa, un’area che oscilla tra il dieci e il venti per cento, che aspetta un discorso serio di rinascita italiana. La Lega è ormai semidistrutta, il Pdl è dimezzato nei consensi e spappolato nelle sue interne spinte centrifughe, Futuro e Libertà vive con disagio all’ombra di Casini che peraltro gioca in autonomia e dichiara concluso il Terzo polo. Sintetizzando in una boutade sostengo che il Pdl, per accrescere l’offerta politica, deve spacchettarsi in P, D e L, ovvero Popolari, Destra e Liberali. C’è un potenziale bacino di consensi per chi con tempismo e attraverso volti e temi giusti riesce a interpretare il disagio presente, la voglia di futuro ma anche la memoria storica. Come mi è capitato di dire e di scrivere, è il momento giusto, per far nascere un’Altra Storia. Un movimento rigoroso e forte, duttile ai fianchi ma duro al centro, onesto e animato da passione civile, etica e ideale, un amor patrio di quelli che non odorano di stucco e rimmel ma vero e severo, che fa tornare il gusto della politica. Stavolta non si lascia il monopolio dell’etica alla retorica partigiana della sinistra, non si lascia l’esclusiva della sobrietà ai tecnici, non si lascia ai giudici stabilire l’onestà, non si lascia la rabbia popolare ai grillini. Si fa sul serio. Si chiamano i migliori, si usano i tecnici per raddrizzar la barca ma senza dar loro il comando: devono risponderne, e non alle banche o ai poteri esteri ma alla politica e al popolo italiano. Il primo atto è la selezione, la cerca dei dieci, e dai dieci dei cento e dai cento dei mille, per costituire una nuova élite, con fresche energie, scegliendo il meglio che c’è nel paese; il minimo indispensabile tra chi c’era prima, gli altri a casa o in fila senza priorità d’imbarco. E poi un programma essenziale e popolare in una decina di punti per rilanciare su basi effettive una nuova rivoluzione conservatrice italiana, conservatrice sul piano dei principi e dei beni, rivoluzionaria sul piano delle innovazioni pubbliche e sociali. L’alternativa è fingere che nulla sia accaduto, accodarsi ai vecchi capi, assistere inermi alla scomparsa, affondare indecorosamente per non osare. C’è un’estate intera per fondare il nuovo o finire nel nulla. Chi mi legge sa quanto sia lontano ormai da anni, dalla politica; ma, senza mutare indirizzo e soprattutto indole, è tempo di innescare un movimento vitale come quello che sorse, giusto vent’anni fa, con L’ Italia settimanale, che fu battistrada di molti eventi e coalizioni. Deponete i rancori, incontratevi, cercate la linea comune. Da soli non ce la fate, andrete al rimorchio se non al guinzaglio o finite fuori dal gioco. Abbiate il coraggio di sacrificare qualcosa e qualcuno per far nascere un vero soggetto politico, in grado di splendere da solo e di allearsi ma in funzione trainante e non passiva, capace di egemonizzare e non di accodarsi. Lo dico per l’Italia, per noi e per chi ha nostalgia del futuro. 
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

martedì 9 ottobre 2012

RISORSE ROMA, SCHIUMA: "SU VIGILANTES OMBRA DI NUOVA PARENTOPOLI"

(OMNIROMA) Roma, 09 OTT - "Sulla questione degli ex vigilantes dell'Urbe qualcuno dal Campidoglio e da Risorse per Roma, farebbe bene a dare spiegazioni chiare e incontrovertibili sull'accaduto: vedendo le procedure e certi cognomi, non sarebbe campata in aria l'ipotesi di una nuova parentopoli". Lo dichiara in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, prossimo candidato vicesindaco di Roma capitale della lista Energia plurale.
"Nell'esprimere - conclude Schiuma - comprensione e piena solidarietà ai lavoratori 'sul piede di guerra', sono certo che qualcuno vorrà spiegare loro con quali criteri nelle assunzioni sono state messe da parte credenziali palesemente superiori a quelle della media degli altri candidati e come mai, in ogni caso, non si sia proceduto a concorso pubblico".
red091656 OTT 12
IL VOSTRO UFFICIO STAMPA

giovedì 4 ottobre 2012

CASA, RIVA DESTRA: EMERGENZA ABITATIVA E' ORMAI UN DRAMMA

"Occupazioni dell'MSE segnano fallimento amministrazione Alemanno"
ROMA, 4 ott - "Con la crisi l'emergenza abitativa è sempre piu' grave e assume le forme di un vero e proprio dramma quotidiano per migliaia di famiglie romane". Lo dichiara una nota del Movimento 'Riva Destra'.
"Plaudiamo - continua la nota - le occupazioni anche di stamattina, da parte del 'Movimento Sociale Europeo': evidenziano il disaggio forte e il fallimento del sindaco Alemanno su un tema, quello della casa, una volta pilastro dell'azione politica della destra sociale romana.
I partiti - conclude la nota - continuano a parlare un linguaggio opposto a quello dei veri problemi reali del popolo e i loro esponenti di dimostrano capaci di ruberie continue: alle prossime elezioni saranno spazzati via".

IL VOSTRO UFFICIO STAMPA